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venerdì 24 luglio 2026

L'Emilia-Romagna e il fine vita

Dopo Toscana e Sardegna, la mia Emilia-Romagna è la terza regione in Italia a darsi una legge che stabilisce iter chiari e tempi certi a chi sceglie di voler smettere di soffrire in maniera disumana e incompatibile col concetto di vita. 

Con buona pace del Vaticano e dei governi di ogni colore (compreso quello attuale. Anzi: soprattutto quello attuale), che in 40 anni di discussioni sul fine vita non hanno mai voluto legiferare in materia.

Sono orgoglioso della mia regione.

sabato 24 maggio 2025

Chi cerca di tenere il passo coi tempi

La sentenza della Consulta che in una coppia omosessuale sancisce il diritto della madre non biologica di essere riconosciuta come genitrice esattamente come la madre biologica, è solo l'ultima di una serie di pronunce che la Corte Costituzionale ha emesso nel corso degli anni relativamente a temi etici: procreazione medicalmente assistita, suicidio assistito, diritti delle persone LGBT ecc. La prima di queste, 151/2009, risale addirittura alla fine degli anni duemila e dichiara incostituzionali sia il limite di produzione di embrioni e l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, obbligo imposto nel 2004 dalla famigerata legge 40 sulla procreazione assistita voluta dal governo Berlusconi.

Tutte le pronunce della Corte Costituzionale su temi etici da allora a oggi sono sempre andate nella direzione di ribadire l'importanza in una collettività della libertà individuale e dell'autodeterminazione, dichiarando incostituzionali norme che limitano questi diritti fondamentali senza una giustificazione adeguata. E a ognuna di queste pronunce è quasi sempre seguito un invito più o meno pressante alla politica a colmare questi vuoti legislativi. Invito ovviamente per gran parte rimasto lettera morta, se ancora nel 2025 deve sempre intervenire la Corte Costituzionale per regolare vari aspetti di questi temi.

Tutto ciò mostra chiaramente quanto sia sorda e indifferente la politica nei confronti dei cambiamenti sociali e culturali del mondo di oggi. Un mondo che cambia, evolve, si modifica, mentre la classe politica rimane ferma e ripiegata su se stessa, vittima di meri interessi di bottega, interessi di piccolo cabotaggio a cui è costretto a porre rimedio un organo giudiziario. È sconfortante rendersi conto di come un ruolo cruciale nel nostro paese per quanto riguarda l'avanzamento dei diritti civili e delle libertà individuali sia da riconoscere a un organo giudiziario invece che alla politica, come dovrebbe essere in qualsiasi paese minimamente civile.

mercoledì 29 giugno 2022

Ius scholae

Siamo all'ennesima puntata di una telenovela assurda che si trascina da almeno tre lustri. Ho scritto post su post, in passato, su questo argomento e non mi ci dilungo più. Mi limito a notare come la destra, divisa da tempo su quasi tutto, riesca sempre a compattarsi quando è ora di negare diritti. Fateci caso, succede sempre: quando si tratta fare muro contro leggi di civiltà, di buon senso, di progresso sociale; quando si tratta di concedere diritti che nulla tolgono a chi dei medesimi diritti gode già, la destra più becera e razzista, quella di Salvini e Meloni in primis, c'è sempre.

E io, oltre alle innegabili evidenze ideologiche e di pregiudizio che stanno alla base dell'atteggiamento di chi rema contro la civiltà, non ho mai trovato niente di valido, di razionale, di epistemologicamente sostanzioso nel suddetto atteggiamento. Non sono mai riuscito a capire, cioè, perché un bambino che nasce qui, cresce qui, va a scuola qui, è integrato con l'ambiente sociale e culturale in cui vive non può essere per lo stato cittadino italiano. Ma probabilmente è un limite mio.

lunedì 4 aprile 2022

Vuoi la cittadinanza? Devi conoscere le sagre

Fratelli d'Italia e Lega stanno sommergendo con centinaia di emendamenti la legge sullo ius scholae, in discussione in questi giorni alla Camera. Si tratta della legge (ex ius soli) che regola la concessione della cittadinanza italiana ai minori stranieri. Nello specifico, il testo di legge in discussione prevede il diritto di acquisire la cittadinanza italiana alle seguenti condizioni: essere nati in Italia o essere arrivati da un altro paese a patto di non avere più di 12 anni; aver completato un ciclo di studi di almeno cinque anni.

Le centinaia di emendamenti presentati hanno l'evidente scopo di affossare la legge. Fin qui niente di nuovo: la destra è storicamente e antropologicamente sempre stata sinonimo di negazione di diritti, quindi non stupisce questo accanimento, accanimento che tra l'altro non ha alcuna giustificazione che non sia radicata nel pregiudizio e nel mero razzismo. 

Ma la cosa che stupisce e che per certi versi fa vergognare è il contenuto di molti di questi emendamenti, che descrivono le "condizioni" che si vorrebbero imporre per vedersi riconosciuti ufficialmente come italiani. Tra queste (ne parla Wired qui) la perfetta conoscenza delle sagre religiose e delle feste di santi e patroni italiani. Non solo: "dovranno padroneggiare con la massima competenza storia e tradizioni italiane dall’antichità a oggi, snocciolare le principali festività del paese, dimostrarsi competenti nella musica, nei costumi enogastronomici e nell’immancabile presepe. Praticamente una laurea in etnoantropologia della penisola italica."

Ecco, adesso pensate a un ragazzino di dieci anni che si presenta alla commissione che dovrà valutare se sia "degno" o meno di essere italiano e che si sente fare domande sulla sagra degli asparagi di Monte Colombo o la fiera del tartufo di sant'Agata Feltria, e provate a non incazzarvi.

Naturalmente si dà per scontato - una delle condizioni è la conoscenza storica di tutto ciò che è successo nella penisola italica dall'antichità a oggi - che i leghisti che hanno scritto tali emendamenti siano tutti degli Alessandro Barbero e mastichino di storia allo stesso modo in cui masticano salsicce e cipolle ai raduni della Lega.

Quando leggo questa cose non solo m'incazzo, ma mi vergogno di essere italiano e mi vergogno del fatto che chi appoggia queste porcherie razziste abbia la mia stessa cittadinanza, porcherie scritte oltretutto dagli adepti di un partito capeggiato fino a pochi anni fa da un figuro condannato per vilipendio alla bandiera dopo aver affermato che lui col tricolore ci si puliva il culo.

A volte, e non scherzo, mi vergogno di vivere in questo paese.

giovedì 17 febbraio 2022

Due concezioni del dolore

A pensarci, è perfettamente legittimo che i cattolici siano contrari all'eutanasia, è perfettamente coerente col loro credo. In primo luogo perché l'eutanasia cozza contro l'assunto dottrinale che la nostra vita non è nella nostra disponibilità e quindi non siamo noi quelli titolati a deciderne le sorti; in secondo luogo perché l'eutanasia è sinonimo di emancipazione dal dolore e dalla sofferenza, e il dolore e la sofferenza per il cristianesimo sono valori positivi, da celebrare, perché rappresentano una forma di espiazione del peccato e una caparra per l'eternità. 

Rimane la solita domanda, che fa capolino ogni volta che si parla di questi argomenti: perché i cattolici sono contrari a una legge che non obbligherebbe nessuno a ricorrere all'eutanasia (quindi chi desiderasse, in virtù del proprio credo, soffrire potrebbe continuare a farlo senza problemi) ma consentirebbe di farvi ricorso solo a chi lo desidera?

 

mercoledì 16 febbraio 2022

Referendum negato

Non mi aspettavo, sinceramente, che la Corte costituzionale respingesse il referendum sull'eutanasia, che io ho convintanente sottoscritto, e sarà interessante leggerne le motivazioni integrali. Sono deluso e anche abbastanza amareggiato perché credevo che lo scoglio più grosso da superare fosse quello di riuscire a raggiungere il numero di firme necessario, non l'ammissibilità costituzionale del quesito. Quando ho visto che le firme necessarie sono state raccolte abbastanza rapidamente, tra l'altro con un successo di adesioni che credo abbia sorpreso lo stesso Cappato (1,2 milioni di firme raccolte), mi sono rincuorato e ho pensato che il più fosse fatto.

Non sono naturalmente irritato con la Consulta, la quale ha deliberato in ossequio al rispetto di princìpi costituzionale che evidentemente il quesito violava (per questo sono curioso di leggere le motivazioni integrali); sono irritato coi partiti che, in tre anni di tempo, e cioè da quando la corte ha sentenziato sul famoso caso di dj Fabo invitando, anzi pressando, la politica affinché si decidesse a legiferare in materia, i suddetti partiti non hanno trovato il tempo di voluto farlo e hanno continuato a fare melina in attesa e con la speranza che la Consulta mandasse il quesito al macero, come è effettivamente accaduto.

Quindi, per qualche tempo ancora si andrà avanti così come si è fatto fino a oggi: chi potrà permettersi di smettere di soffrire andrà in Svizzera o resterà qui andando ad ingrossare le file dell'eutanasia illegale, gli altri continueranno a soffrire nei loro letti fino alla morte. Amen.

martedì 23 novembre 2021

Mario

Mi chiedo cosa ancora debba accadere, quanto ancora si debba aspettare prima che in questo paese ci sia una legge che consenta di poter decidere liberamente come e quando andarsene. Senza dover ogni volta andare all'estero o mobilitare associazioni, comitati etici e attendere tutta la sequela di pareri delle più svariate commissioni. Una legge che, tra le altre cose, è stata sollecitata pure dalla Consulta. 

Se poi una persona ritiene, in base alle sue personali e sacrosante convinzioni etiche e morali, che restare dieci anni immobilizzati in un letto tra le sofferenze sia vita, benissimo, più che legittimo. Ma se uno, dopo dieci anni, come è successo a Mario, arriva a dire: "Non ne posso più", deve avere la possibilità di poter porre fine al suo supplizio. Non può definirsi civile un paese che non riconosce questo diritto.

giovedì 28 ottobre 2021

Voto segreto

Ai franchi tiratori che hanno contribuito ad affossare il ddl Zan preferisco i Salvini e i Pillon (e non sapete quanto mi costi dire 'sta cosa), che almeno, a differenza dei sepolcri imbiancati di cui sopra, dicono chiaramente come la pensano e votano di conseguenza. Personalmente sarei favorevole all'abolizione del voto segreto, sia alla Camera che al Senato. Non è consentito in nessuna delle due camere quando si tratta di votare leggi finanziarie o relative ad approvazione di bilanci, consuntivi e quant'altro, non si capisce perché sia consentito per le votazioni riguardo a temi etici o estensione di diritti. O forse, invece, si capisce fin troppo bene.

In ogni caso, le destre che esultano sguaiatamente in Senato per l'affossamento del ddl Zan danno perfettamente l'idea della distanza che separa governanti e governati. Come dice giustamente Giulio Cavalli, applaudire un mancato progresso sui diritti ha un nome: oscurantismo. Quell'oscurantismo grazie al quale si potrà tranquillamente continuare a urlare "froci" a due che si tengono per mano per strada senza timore di incorrere in grossi guai. D'altra parte, come la storia insegna, la destra è sempre stata sinonimo di negazione di diritti. 

venerdì 19 marzo 2021

Eutanasia

La Spagna ha approvato ieri la legge che regola l'eutanasia, cioè la possibilità di decidere di farla finita qualora si ritenga che le sofferenze dovute a malattie non siano più umanamente sopportabili. 

Quelli che si chiedono se anche l'Italia avrà un giorno una legge sull'eutanasia, pensino che per fare uno straccio di legge (annacquata) sulle unioni civili ci sono voluti 25 anni di discussioni e si mettano pure il cuore in pace. 

Chi vuole smettere di essere torturato dalla sofferenza può tranquillamente continuare ad andare in Svizzera o in uno dei tanti paesi più civili del nostro. Sempre che abbia i mezzi per farlo, ovviamente, altrimenti continui pure a soffrire nel proprio letto, ché la sofferenza è redenzione e un'ottima caparra per l'eternità.

domenica 24 novembre 2019

Ius soli (ma siamo ancora in grado di pensare?)

Un bambino che nasce a Santarcangelo (o dove volete voi), va a scuola a Santarcangelo, si crea un giro di amicizie a Santarcangelo, impara il dialetto santarcangiolese, mangia la piadina col prosciutto, mi spiegate perché non può avere la cittadinanza italiana? E perché se la dovrebbe guadagnare, come spesso ripetono Salvini, Meloni e soci? E Salvini e Meloni e soci cosa hanno fatto di particolare per guadagnarsela, la cittadinanza, oltre a essere nati in Italia? Ma in questo paese siamo ancora in grado di pensare, di stabilire un seppur embrionale processo sinaptico in grado di valicare la ormai generalizzata atrofizzazione dei cervelli?

lunedì 11 aprile 2016

Consiglio d'Europa, interruzione di gravidanza e dintorni

Per una curiosa coincidenza, il monito con cui il Consiglio d'Europa richiama l'Italia a causa dell'impossibilità per le donne di poter ricorrere all'aborto in maniera legale, così come espressamente previsto dalla legge, arriva poche ore dopo la pubblicazione da parte di Bergoglio della sua Amoris Laetita, in cui, tra le altre cose, il finto rivoluzionario "rammenta l'obbligo morale dell'obiezione di coscienza" a chi lavori nelle strutture sanitarie. In linea di principio non ci sarebbe neppure niente di male in quest'esortazione rivolta ai medici e agli operatori sanitari cattolici, ma se Bergoglio fosse realmente il rivoluzionario descritto da tutti, invece dell'imbonitore che è realmente, dovrebbe altresì rammentare che per lo Stato corre l'obbligo di sostituire i medici obiettori con altri medici allo scopo di garantire comunque il servizio a chi ne faccia richiesta. Sì obietterà: ma questa è ingerenza della Chiesa nelle faccende dello Stato Italiano. Certo, ma dov'è la novità?
Là in Europa hanno comunque parecchio fiato da sprecare, dal momento che qua in Italia, specie in certe zone del sud, ci sono percentuali di medici obiettori che oscillano tra l'80 e il 90% del totale - e non saranno certo le loro reprimende a cambiare le cose.
Però la Meloni dice che a Strasburgo "sono ridicoli" e che "In Italia non è troppo difficile abortire: è difficile avere un bambino". Una scemenza di queste dimensioni ce la si poteva aspettare da un Gasparri, un Calderoli o qualcuno di simile, invece è arrivata dalla Meloni, che tutti sappiamo non essere mai stata una grande maître à penser, per carità, ma difficilmente immaginavamo potesse toccare tali vette di sciatteria e insulsaggine. C'è riuscita benissimo.
Ci sarebbe da spendere una parola anche sul commento di Beatrice Lorenzin, ministra della Salute, riassumibile in un laconico "sono stupita". Non si preoccupi, ministra, anche noi siamo stupiti che lei occupi il ruolo che occupa, ma piano piano ci siamo abituati. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove bene o male ci si abitua a tutto.

giovedì 15 marzo 2012

E domani?


Dopo aver appreso dell'apertura del Parlamento di Strasburgo sulle nozze tra omosessuali, ieri il Giornale titolava come vedete sopra (un indignatissimo Sgarbi si lamentava che adesso l'Europa ci impone anche l'etica). Oggi, sulla falsa riga di Strasburgo, si è espressa la Cassazione (il massimo organo giuridico del nostro paese: non a caso definita Suprema Corte).

Aspetto con ansia la prima pagina di domani.

martedì 29 novembre 2011

Decido io

Mi sto già preparando agli editoriali indignati di domattina su Avvenire e simili, e anche a quelli scandalizzati dei cosiddetti laici appartenenti all'ortodossia benpensante.

Per quel che mi riguarda, penso una cosa molto semplice: Lucio Magri ha esercitato il diritto primo che dovrebbe essere di ogni individuo (e che una certa politica e la chiesa cattolica tentano con ostinazione di demonizzare): quello di decidere cosa fare della propria vita, compreso interromperla se il "titolare" ritiene che non sia più vita o pensa che non valga più la pena di essere vissuta. Tutto il resto sono solo chiacchiere al vento.

domenica 20 novembre 2011

Stai zitto e soffri

Il cardinale Bagnasco, in riferimento al tanto vituperato testamento biologico, ha ribadito ancora una volta, casomai qualcuno se ne fosse dimenticato, che autodeterminazione e libertà non sono compatibili. E che occorre distinguere tra i vari tipi di umanesimo utilizzando come criterio il loro tipo di moralità (indicare quale sia la vera morale, come è noto, è prerogativa esclusiva della chiesa cattolica).

Tutto questo bel giro di paroloni e concetti altisonanti, in realtà ha l'unico fine di ricordare alle tante pecorelle ossequianti, ma non solo a loro, che non è possibile decidere cosa è vita e cosa no. Perché non sta a loro. Quindi, se per disgrazia dovesse capitare di restare immobilizzati in un letto per qualche lustro, magari tenuti in vita solo da una macchina, dobbiamo starcene zitti e buoni perché quella sarà comunque considerata vita, indipendentemente dal nostro punto di vista (anche se in quel letto ci siamo noi).

Non trovate che tutto ciò sia in perfetta sintonia con quanto ha detto ieri il papa, nella sua passeggiata in Africa, riguardo ai governanti che manipolano i propri popoli?

venerdì 28 ottobre 2011

Licenziamenti facili per cosa?

Sto cercando di capire - senza pregiudizi, come chiede lui - il ragionamento di Sacconi in merito alla questione dei licenziamenti facili, uno dei provvedimenti che l'esecutivo si appresta a mettere nero su bianco per accontentare l'UE.

In pratica, se non ho inteso male, Sacconi dice: se le imprese potranno licenziare liberamente in caso di crisi, saranno più incentivate ad assumere personale con contratti di tipo indeterminato.

Adesso provate voi, sempre senza pregiudizi, a trovare la coerenza in questo ragionamento. Mentre ci pensate, provate a farvi anche un'altra domanda, del tipo: siamo sicuri che questo accanimento verso i lavoratori come reazione alla crisi serva ad aumentare la credibilità del nostro paese agli occhi degli investitori e dell'Europa? Sacconi - ovviamente confindustria sorride compiaciuta sotto i baffi - lamenta una eccessiva rigidità del mercato del lavoro, che non esisterebbe in nessuna altra parte d'Europa.

Facciamo finta che sia vero. Ma questa rigidità, come la chiama lui, c'è da decenni, e mi risulta che la nostra economia, almeno fino alla fine degli anni '80, viaggiasse ai livelli con cui oggi viaggia quella cinese. E allora? E' veramente questo il problema? O forse si è voluto ancora una volta colpire i lavoratori e i pensionati per mancanza assoluta di idee? O magari per evitare di andare a mettere le mani in qualche settore (evasione, per esempio) dove qualcuno avrebbe potuto fare ben più rumore?

Tutta questa vicenda, però, alla fine un lato positivo l'ha avuto. Ha ricordato a Bonanni di essere un sindacalista. E non è poco.

giovedì 15 settembre 2011

Non è solo più facile licenziare

L'attenzione di tutti, sul famoso articolo 8 della manovra, va inevitabilmente alla maggiore facilità con cui si può licenziare. Ma ci sono altri commi mostruosi, di quello stesso articolo, che un lavoratore è bene che conosca. Se non altro per non trovarsi indietro di 50 anni senza essere preparato.

martedì 6 settembre 2011

Prima del 1970

Se si considera che lo Statuto dei lavoratori, ossia l'insieme delle norme di legge che tutelano chi lavora, è diventato realtà nel 1970, si può ben dire che quello che vogliono fare questi signori ci riporta indietro nel tempo di almeno 41 anni.

lunedì 5 settembre 2011

domenica 4 settembre 2011

Licenziamenti

Chissà. Forse, a questo punto, se avessero cancellato direttamente l'articolo 18 avrebbero fatto prima. Quello che più mi inquieta è ciò che ha detto Sacconi: "Viene così accolta la richiesta espressa da Cisl e Uil a che fossero certamente evitati accordi pirata con soggetti di comodo o senza rappresentatività".

Cioè, Sacconi vuole darci da intendere che questa bella trovata è stata chiesta dal secondo e terzo sindacato per numero di iscritti in Italia? In attesa, mi auguro, delle smentite di Bonanni e Angeletti, la mia idea è che Sacconi abbia detto questa cosa in uno dei molti tentativi, finora sostanzialmente andati a vuoto, di isolare la Cgil dalle altre forze sindacali, di fargli terra bruciata attorno.

Un'altra cosa che non ho capito, e che Sacconi mi pare non abbia spiegato, è il motivo per cui in una manovra che sostanzialmente serve a far cassa per impedirci di fare la fine della Grecia, sia stata infilata una norma sul lavoro. Forse sperano di guadagnare qualcosa dalla maggiore facilità da parte delle aziende di licenziare?

martedì 9 agosto 2011

La colpa di vivere

Quella che all'inizio sembrava una ipotesi piuttosto remota, da considerare solo nel caso in cui la situazione (finanziaria) dovesse seriamente precipitare - ne avevo già parlato qui -, si sta trasformando in una quasi-certezza. Il governo sembra seriamente intenzionato a mettere mano alle pensioni di anzianità.

Si riconfermerebbe il solito ritornello: il governo va a prendere i soldi dai soliti noti. C'è in proposito un ottimo commento di Gramellini, stamattina, su La Stampa. Ve lo riporto qui sotto integralmente, perché io non avrei saputo dirlo meglio.

Pare proprio che a salvare la patria in mutande dovranno essere i pensionandi. Decine di migliaia di lavoratori che, dopo aver sgobbato fin da ragazzi e pagato contributi previdenziali per decine e decine di anni, arrivati a poche buste paga dal traguardo stanno per sentirsi dire che la loro pensione è diventata un lusso insostenibile. I nullatenenti con yacht a carico, le società municipalizzate che proliferano come funghi velenosi: queste e altre minuzie possono aspettare. La vera urgenza è il taglio di un diritto maturato, e autofinanziato, per tutta una vita.

E’ un’ingiustizia, quindi si farà. Nel più totale disprezzo dei progetti di quelle persone, che ora rischiano di annegare nell’incertezza insieme con le loro famiglie. Un’ingiustizia e anche un controsenso: come riusciranno i giovani a entrare nel mondo del lavoro, se si impedisce ai diversamente giovani di uscirne? Le ragioni della scelta sono fin troppo facili da comprendere. I pensionandi non hanno una lobby che li tuteli e non godono neppure di simpatia sociale. Come gli anziani in genere. Con il prolungamento della vita media, la società sembra quasi imputare loro la colpa di non voler morire. Di questo passo guadagnerà seguaci la provocazione dello scrittore inglese Martin Amis, che in un’intervista alla Bbc propose di rimettere in ordine i conti dello Stato Sociale sopprimendo i cittadini al compimento dell’ottantesimo anno. Va bene tutto (insomma, quasi tutto). Ma un Paese di privilegiati come il nostro eviti almeno di mettere alla gogna degli individui che hanno la sola colpa di aver creduto nelle leggi.

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...