Alla fine, il poliziotto implicato nella morte di George Floyd è stato arrestato e incriminato dal procuratore di Minneapolis per omicidio di terzo grado. L'omicidio di terzo grado, nell'ordinamento penale del Minnesota, si configura quando, "senza intenzione di uccidere, si provoca la morte di un’altra persona compiendo un’azione crudele e molto pericolosa per gli altri, mostrando di non avere riguardo per la vita umana."
La famiglia della vittima aveva chiesto l'incriminazione per omicidio volontario (primo grado), ma l'avvocato che la assiste ha dichiarato che l'accusa non avrebbe retto in tribunale perché si sarebbe dovuto dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che il poliziotto aveva realmente l'intenzione di uccidere George Floyd, ad esempio estraendo la pistola e sparandogli a sangue freddo. In più, l'autopsia ha dimostrato che la vittima soffriva di patologie pregresse e già prima della tragedia aveva lamentato difficoltà respiratorie.
In sostanza, per la legge di quello stato la violenza del poliziotto sull'uomo è stata una delle cause che ha contribuito al verificarsi del suo decesso, ma non quella determinante. Questo, naturalmente, sminuisce solo in parte la sua responsabilità, tanto è vero che, qualora l'accusa di omicidio di terzo grado venisse provata, il poliziotto rischierebbe fino a 25 anni di carcere.
Ho provato a guardare il video integrale dell'intervento della polizia, che dura poco più di una decina di minuti, ma dopo tre minuti ho smesso perché mi ha dato fastidio, e ho pensato come in certi casi il confine che delimita la volontarietà di un'azione dalla sua involontarietà sia talmente sottile da apparire difficilmente individuabile. Il poliziotto ha tenuto per dieci minuti il suo ginocchio sul collo dell'uomo (disarmato, oltretutto) e ha continuato a esercitare la pressione del peso del suo corpo non solo quando questi gli ha detto a voce, più volte, di non riuscire a respirare, ma anche quando era ormai esanime a terra.
Già è difficilmente comprensibile come l'agente non abbia allentato la pressione quando George Floyd (già ammanettato, tra l'altro) gli diceva di non riuscire a respirare, ma il fatto che abbia continuato imperterrito a tenerlo bloccato per tutti i lunghissimi minuti in cui il poveretto era ormai privo di coscienza come si concilia con la non intenzionalità di uccidere prevista nell'omicidio di terzo grado? Ecco perché dicevo che il confine che separa la volontarietà di un'azione dalla sua involontarietà è talmente sottile da essere a volte difficilmente individuabile. E io, in questo caso, fatico a vederla.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
Visualizzazione post con etichetta Geroge Floyd. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Geroge Floyd. Mostra tutti i post
sabato 30 maggio 2020
Iscriviti a:
Post (Atom)
Due Kit Carson
Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...
-
Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
-
Domani il grande Antonino Zichichi compirà 96 anni. Mi è sempre stato simpatico, Zichichi, forse un po' anche a causa di quei tratti som...
-
Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...