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martedì 19 novembre 2024

Perché siamo come siamo?

Sto leggendo un interessantissimo saggio di Guido Barbujani: Sillabario di genetica per principianti. A un certo punto mi sono imbattuto nelle pagine che ripubblico qui sotto in cui il grande genetista spiega perché noi esseri umani abbiamo mediamente queste dimensioni e non altre. È una domanda che può apparire strana, sicuramente non di quelle a cui la gente pensa con più frequenza, ma è comunque una domanda che io mi pongo da tempo. Ecco, casualmente mi sono imbattuto nella risposta.




Un altro argomento affascinante trattato nel libro riguarda i motivi per cui una parte (minoritaria) dell'umanità, tra cui noi europei, continua tranquillamente a digerire il latte anche dopo lo svezzamento, mentre un'altra parte (molto maggioritaria) di umanità no. C'entrano l'evoluzione, la selezione naturale e il Neolitico, ma non ho voglia di scrivere lo spiegone qui, o vi comprate il libro (e vale la pena perché Barbujani è un grande divulgatore e scrive in maniera accattivante), o vi cercate la risposta in rete :-)

domenica 21 novembre 2021

Vorrei la pelle nera

Se ascoltate i dieci minuti che vanno dal minuto 27 circa in avanti, il genetista e biologo Guido Barbujani spiega perché, in generale, la fiducia nella scienza sia drasticamente calata, nell'arco di appena due anni, a cominciare dallo scoppio della pandemia a oggi. C'entra la televisione, naturalmente, ma anche gli scienziati ci hanno messo del loro.

Altre due cose interessantissime apprese da questa appassionante conferenza di Barbujani è che fino a 5-6000 anni fa tutti gli europei avevano la pelle scura e gli occhi chiari (pensate se lo sapesse Salvini); l'arrivo, tra i sei e settemila anni fa, di un'ondata migratoria, composta di persone con la pelle chiara partita dall'Anatolia e da quella parte di Medioriente, ha portato la pelle chiara in Europa. Paradossalmente, quindi, (sempre pensando a Salvini), oggi in Europa abbiamo la pelle chiara grazie agli immigrati. L'altra cosa interessante, probabilmente più nota, è che oggi si è stabilito scientificamente, con certezza, che il concetto di razza applicato agli uomini non ha senso; lo ha per i cavalli, i cani, le tartarughe ecc., per l'uomo no. Questa cosa l'aveva già capita Einstein, che pure non era un genetista, quando, fuggito in America negli anni Trenta perché in Germania cominciava a tirare una brutta aria, al doganiere che all'arrivo gli chiedeva di quale razza fosse, Einstein rispose che apparteneva alla razza umana.

Per circa due secoli, a partire da Linneo in qua, antropologi e biologi si sono accapigliati tra loro per cercare di stabilire i criteri con cui definire le razze umane senza mai riuscire a venirne a capo. Finché si è definitivamente capito che, nel caso nostro, il concetto di razza non può essere applicato; si può semmai parlare di differenze biologiche.


lunedì 19 ottobre 2020

Gli africani siamo noi


Perché è cosa buona e giusta che esistano scienziati come Guido Barbujani? Perché sono persone che hanno il dono di riuscire a spiegare efficacemente, senza cadere nell'accademismo, tematiche e argomenti complessi anche a chi non ha alcuna competenza di tali argomenti, come lo scrivente. Barbujani è biologo e genetista e studia e si occupa delle origini e della evoluzione della popolazione umana. 

Il titolo di questo libro, Gli africani siamo noi, non è stato scelto a mo' di paradosso, magari per impressionare o attirare l'attenzione, è stato scelto perché rispecchia esattamente la realtà. Noi, attuali abitanti dell'Europa, non siamo discendenti da antenati europei ma siamo discendenti da antenati africani, che altri non erano che i primi Sapiens che tra i cinquanta e i sessantamila anni fa sono usciti dal continente africano e hanno colonizzato il continente europeo, rendendosi responsabili dell'estinzione di chi già abitava stabilmente tale continente, e non solo quello, da almeno 250.000 anni: l'Uomo di Neandertal. 

Naturalmente non è che posso mettermi qui a riportare nel dettaglio tutta la complicata vicenda riguardo alle origini dei nostri progenitori - se la faccenda vi interessa, vi consiglio caldamente di procurarvi il libro - ma un paio di cose interessanti e curiose meritano di essere menzionate.

La prima di queste è che fino a circa settemila anni fa, un niente nella categoria temporale dell'evoluzione, l'Europa era abitata da persone di pelle scura e occhi chiari, che erano i tratti peculiari appartenenti all'ondata migratoria dall'Africa orientale verificatasi 60.000 anni fa. Ma allora perché oggi abbiamo la pelle chiara? Perché l'arrivo di una successiva ondata migratoria dal Medio Oriente di persone di pelle chiara, attorno ai 10.000 anni fa, ha nel corso del tempo prodotto tale cambiamento. Paradossalmente, quindi, se noi oggi abbiamo la pelle chiara lo dobbiamo agli immigrati. Chissà cosa penserebbe qualcuno a cui sto pensando se lo sapesse.

Un altro tema interessante esaminato dallo scienziato riguarda il concetto di razza. Per circa due secoli scienziati, filosofi, studiosi hanno cercato di classificare l'umanità in razze, proponendo ogni genere di classificazione in base a parametri di ogni tipo, compresi quelli più surreali e ridicoli. Senza mai riuscirci. Finché, nel 1962, l'antropologo americano Frank Livingstone, con un articolo dal titolo Sulla non esistenza delle razze umane, ha fatto pulizia di tutti i tentativi fino ad allora fatti per tentare questo tipo di catalogazione. La decisione di scrivere quell'articolo, che ha rappresentato uno spartiacque nello studio della diversità biologica umana, è maturata durante i suoi studi sulle malattie dell'emoglobina. "Frank Livingstone si rende conto che la classificazione razziale non gli serve a niente: le popolazioni colpite hanno pelli di tutti i colori e si trovano in tutti i continenti: in Sardegna come nell'Africa occidentale; a Cipro, in India, nella penisola arabica, nel delta del Po, sulle montagne del Nepal." Finché conclude: "Questa mia posizione non implica che non ci sia nessuna variabilità biologica fra gli organismi che fanno parte di una specie, ma solo che questa variabilità non si conforma ai pacchetti distinti chiamati razze."

Oggi la moderna genetica ha definitivamente certificato che non ha più senso insistere sul concetto di razza, quanto semmai su quello di diversificazione, perché la storia umana è una storia talmente ampia di contaminazioni, migrazioni, insediamenti, mescolanze, spostamenti, che l'idea che gli umani siano fatti come i telefonini, che conoscendone la marca possiamo prevedere come sono fatti, non ha più ragion d'essere. E comunque, molto prima di Livingstone e della moderna genetica, a questa conclusione era già arrivato, pur con la limitatezza delle conoscenze del suo tempo, quel genio che risponde al nome di Charles Darwin.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...