Dunque, Napolitano dice (testuale): "vanno rispettate l'autonomia delle indagini [riferito all'inchiesta in corso a Trani, ndr] e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri". Qualsiasi persona che abbia un minimo di conoscenza della sintassi della lingua italiana prende questa frase per quello che è: la Procura della Repubblica di Trani faccia le indagini che ritiene più opportune e gli ispettori inviati da Alfano facciano il loro lavoro. Non mi sembra che Napolitano abbia voluto privilegiare o avallare l'operato di una delle due categorie rispetto all'altra.
Questo, dicevo, per le persone normali. Poi arriva il premier, il quale, se potesse, farebbe naturalmente un decreto interpretativo anche per le regole della lingua italiana. E quindi ciò che ha detto il capo dello stato diventa (il neretto è mio): "L'iniziativa del Csm, sconfessata dall'intervento del presidente Napolitano, è l'ennesima dimostrazione di un uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi".
Intendiamoci, la capacità di quest'uomo e del suo entourage di raccontare palle in barba pure all'evidenza (fosse pure quella dei numeri) è nota e non stupisce. Stupisce semmai come tanta gente sia pure contenta di sentirsi raccontare balle.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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