Visualizzazione post con etichetta pedofilia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pedofilia. Mostra tutti i post

giovedì 27 gennaio 2022

Le bugie di Ratzinger

Mentre lo stato maggiore dell'informazione è impegnato fino alla sfinimento con la ormai ridicola pantomima relativa all'elezione del nuovo presidente della repubblica, è passata abbastanza in sordina una notizia che a mio parere avrebbe meritato forse un po' più di visibilità, e cioè l'ammissione di Ratzinger di avere mentito nel corso di un'indagine sulla pedofilia nella chiesa tedesca.

I fatti riguardano quattro casi di abusi sessuali su minori avvenuti tra il 1977 e il 1982, periodo in cui il futuro papa Benedetto XVI era arcivescovo della diocesi di Monaco di Baviera. Nel corso dell'indagine che lo vedeva accusato di non aver preso provvedimenti contro il responsabile di tali abusi, Ratzinger dichiarò agli inquirenti di non essere a conoscenza delle imputazioni a carico del sacerdote accusato dei fatti. Nelle sue ammissioni di qualche giorno fa, invece, ha ritrattato la precedente versione ammettendo di essere stato presente alla riunione in cui si decise di trasferire il sacerdote responsabile degli abusi in un'altra parrocchia della stessa diocesi, perpetuando un modus operandi molto in voga anche da noi: lo spostamento dei parroci accusati di abusi su minori in altre parrocchie.

Ratzinger si è poi giustificato dicendo che l'errata dichiarazione non era generata da malafede ma da una svista nella redazione della medesima. Sia come sia, il parroco riconosciuto responsabile degli abusi, Peter Huellermann, condannato nel 1986 per pedofilia, fu poi assegnato a un'altra parrocchia e, come scrive Il Post, continuò a esercitare il suo ministero anche negli anni successivi alla condanna.

mercoledì 6 ottobre 2021

Il Rapporto Sauvé

Con un certo clamore (in Francia, qua in Italia molto meno) è stato pubblicato questa mattina il cosiddetto Rapporto Sauvé, uno studio-inchiesta durato tre anni che ha portato alla luce, documentandoli, gli abusi sessuali perpetrati su minori da appartenenti al clero della chiesa cattolica francese. Qualche numero. Dal 1950 a oggi le vittime accertate di questi abusi sono state 216.000, numero che sale a 330.000 se si considerano gli abusi perpetrati dai laici che lavorano per la chiesa (sagrestani, diaconi ecc.). L'80% delle vittime è composto di maschi con un'età compresa tra i 10 e i 13 anni. 3200 i sacerdoti, religiosi e religiose coinvolti in questo scandalo. 

Non si parli, qui, come si usa ipocritamente fare in questi casi, di mele marce, casi isolati e quant'altro. Di fronte a questi numeri (il rapporto consta di 485 pagine e più di 2000 allegati), di marcio c'è la pianta intera. 

sabato 26 novembre 2011

Intransigenze

Leggo che Ratzinger si è avventurato in alcune dichiarazioni sul tema della pedofilia; argomento che, come è noto, da certe parti è sempre un qualcosa che assomiglia a un campo minato. Tra queste dichiarazioni, particolarmente interessante mi sembra questa: "così come la Chiesa è giustamente tenuta a esigere norme di comportamento a questo riguardo, tutte le altre istituzioni, senza eccezioni, dovrebbero essere tenute alle stesse regole".

Messa giù in questo modo, sembra quasi che tutte le suddette istituzioni (quali?) di cui parla Ratzinger hanno l'obbligo di osservare certe regole in virtù del fatto che pure la Chiesa le segue. Per essere più chiari: la Chiesa sul tema della pedofilia non transige, quindi devono essere intransigenti anche gli altri.

Se non ho preso un abbaglio e se il Ratzinger-pensiero è effettivamente questo, vorrei sommessamente fare presente che la pedofilia è un reato penale perseguito in tutti i paesi del mondo. Ed è perseguito in qualunque ambito o istituzione venga scoperto. E, aggiungo, veniva perseguito da ben prima che la chiesa, dopo decenni di spostamenti di preti a destra e a manca, si desse certe regole di comportamento che oggi sbandiera come se fossero l'apripista che tutti dovrebbero seguire.

Insomma, almeno su questo Ratzinger dovrebbe avere il buon senso di tacere, visto che sulla suddetta intransigenza la chiesa ha ben poco da insegnare.

martedì 13 settembre 2011

Il papa non si processa

Vorrei sbagliarmi, ma penso che gli avvocati dell'associazione contro gli abusi dei preti pedofili che hanno denunciato il papa e tre suoi sodali per aver coperto gli abusi, abbiano preso un grosso abbaglio.

Per un motivo molto semplice: lo stato del Vaticano non rientra tra quelli su cui la Corte Penale Internazionale ha giurisdizione. A meno che i proponenti ricorso l'abbiano fatto col solo scopo di mantenere alta la memoria sulle atrocità commesse da alcuni esponenti della chiesa cattolica.

Che, detto per inciso, se così fosse avrebbero tutta la mia approvazione.

martedì 21 dicembre 2010

10 anni


Una volta che uno di questi, invece di essere spostato a destra e a manca tra le varie diocesi finisce dentro, la notizia merita di essere segnalata.

sabato 11 dicembre 2010

Wikileaks, tocca al Vaticano

Il Vaticano si accoda al coro cantante di quelli che a vario titolo sono stati toccati dai giudizi espressi dagli ambasciatori americani e pubblicati da Wikileaks. "Molto grave la pubblicazione dei files", hanno dichiarato dalla Santa Sede.

Sotto tiro è finito il cardinal Bertone, braccio destro di Ratzinger, definito dall'ambasciatore americano in Vaticano come "privo di esperienza diplomatica", aggiungendo che "non sono poche le voci che vorrebbero la sua destituzione dal suo attuale incarico". Insomma, pare che il segretario di stato vaticano sia considerato un mezzo incapace; un po' come il nostro Berlusconi, per intenderci.

Un capitoletto c'è anche sulla scarsa conoscenza dei mezzi tecnologici da parte dell'entourage di Ratzinger.

La maggior parte dei vertici del Vaticano, tutti uomini in genere sulla settantina, non capisce i moderni media e la Santa Sede soffre di una muddled messaging (confusione nella comunicazione) per la tecnofobia dei cardinali e l'ignoranza sulle comunicazioni del XXI secolo. Solo il portavoce Federico Lombardi ha un blackberry e pochi una email".

Incredibile! Sembra la descrizione della nostra classe politica, tutta gente che eccetto alcune eccezioni di tecnologia e nuovi media ci capisce poco o niente (il primo è proprio, per sua ammissione, il premier).

Non poteva mancare la questione pedofilia ("Il Vaticano non ha permesso a suoi rappresentanti di testimoniare nell'ambito dell'inchiesta della commissione irlandese sullo scandalo degli abusi sessuali mostrandosi così poco collaborativo con il governo irlandese sulla questione"). Ma anche qui, come per tutto il resto, niente di nuovo.

martedì 19 ottobre 2010

Distruzioni di qua e di là


Ha detto ieri Ratzinger, ai giovani seminaristi, che i preti pedofili "distruggono il sacerdozio". Vero. A volte, en passant, distruggono anche la vita delle vittime.

sabato 18 settembre 2010

Sono come i martiri?

La prima cosa detta da Ratzinger, il primo giorno della sua visita in Inghilterra, è che "la chiesa non ha vigilato abbastanza". Il riferimento era naturalmente all'ormai famoso (e triste) scandalo dei preti pedofili. Ovviamente le cose non stanno proprio in questi termini. Il nocciolo della questione, infatti, non è che la chiesa non ha vigilato abbastanza; il fatto è - non lo dico io, basta leggere le cronache - che la chiesa ha sistematicamente coperto i responsabili. E' un pochino diverso, mi sembra.

Oggi il papa è tornato alla carica, dicendo che i bambini vittime dei preti pedofili per la chiesa sono considerati come dei martiri. Se non ricordo male - eventualmente correggetemi - la chiesa, in genere, i martiri li fa santi o beati. Diciamo quindi che se Ratzinger e soci volessero essere coerenti, potrebbero ad esempio prendere i nominativi delle 13 persone che in Belgio si sono suicidate per questo motivo e iniziare subito l'opera di canonizzazione.

Provocazioni a parte, la verità è che è ora di finirla con queste patetiche scuse e tentativi di minimizzare quanto è successo (e in parte succede ancora). Se la chiesa vuole dimostrare realmente di voler cambiare rotta, cominci a vigilare sul serio e a prendere provvedimenti drastici (tipo ad esempio andare a pescare uno a uno i responsabili e buttarli fuori a calci nel sedere). Diversamente, e come tutte la altre volte, saranno solo belle parole buttate là per incantare qualcuno.

martedì 31 agosto 2010

Pedofilia in Belgio e metodi della Polizia

Luca Sofri, ieri, sul suo blog, faceva notare che sui metodi usati dalla Polizia nella famosa indagine in Belgio su chiesa e pedofilia si potrebbe anche discutere, ma sulla fondatezza della stessa probabilmente no.

I fatti risalgono al giugno scorso - qui trovate un mio articolo sulla vicenda - e si riferiscono all'indagine avviata dalla procura di Bruxelles nei confronti di alcuni alti esponenti delle gerarchie ecclesiali belghe. Nel mio articolo scrivevo:

Nell'ambito di questa inchiesta, la procura di Bruxelles, allo scopo di acquisire documenti utili all'indagine, senza tanti complimenti ha deciso di fare una bella perquisizione nel quartier generale della chiesa cattolica belga. La polizia si è presentata nell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles, è entrata, ha fatto la sua bella perquisizione, poi si è presentata nell'abitazione privata del cardinale Godfried Danneels [foto, ndr], ex primate del Belgio, e gli ha pure sequestrato il pc.

Naturalmente, il Vaticano non ha preso bene per niente l'iniziativa della Polizia belga, e le sue dure rimostranze non hanno tardato ad arrivare - Bertone parlò addirittura di "fatto degno dei regimi comunisti".

Quell'inchiesta è arrivata a una svolta in questi giorni. La stampa belga, infatti, ha pubblicato alcune delle intercettazioni telefoniche (a proposito: come mai nessuno, là, strilla per la privacy?) tra il cardinale Danneels, quello a cui la Polizia ha sequestrato il pc, e una delle vittime degli abusi di pedofilia. Scrive a questo proposito Il Post:

Nei giorni scorsi la stampa belga ha pubblicato le registrazioni audio di due incontri dello scorso aprile tra il cardinale Godfried Danneels – ex arcivescovo di Bruxelles – e una delle vittime degli abusi di pedofilia commessi dall’ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, costretto a dimettersi lo scorso giugno dopo aver chiesto scusa per i suoi reati. Nelle registrazioni Danneels cercava di convincere la vittima, ora un uomo di 42 anni, a non rivelare il suo caso a distanza di così tanto tempo, o almeno ad aspettare fino al pensionamento del prelato: «Si ritirerà il prossimo anno, e per te sarebbe meglio aspettare», riportano le intercettazioni pubblicate da De Standaard e Het Nieuwsblad.

Secondo tutta la stampa internazionale le registrazioni, la cui originalità è stata confermata dalle autorità della Chiesa belga, sono tra i documenti più rivelatori del tentativo della Chiesa di coprire gli abusi di pedofilia.

Insomma, a quanto sembra, i famosi metodi "da regimi comunisti" tirati in ballo dal card. Bertone, a volte qualche risultato lo danno.

sabato 17 luglio 2010

Digiti "Vatican" e viene fuori "pedofilo.com". Mai sentito parlare di Googlebombing?


Al momento, dando in pasto il termine "Vatican" a Google si ottiene il risultato che vedete nell'immagine qui sopra. La fantasia dei giornalisti per capire cosa sia successo si è ovviamente subito scatenata. Repubblica, ad esempio, correttamente (per questa volta) ammette che "Non si tratta quasi certamente di un attacco hacker".

Non ha dubbi invece il Corriere, secondo cui "Google [è] sotto attacco degli hacker", anche se nel prosieguo dell'articolo si legge: "il problema [...] potrebbe essere stato causato da un attacco all'algoritmo che permette al motore di ricerca di indicizzare i contenuti in base alla loro attinenza".

In realtà, almeno da quello che si intuisce a prima vista, non c'è stato nessun "attacco" all'algoritmo di Google. Semplicemente questo algoritmo è stato utilizzato da qualcuno per "piegarlo", diciamo così, al suo volere, che nello specifico è semplicemente quello di mettere in correlazione il Vaticano con la pedofilia - c'è semmai da chiedersi come sia potuto venire in mente una cosa del genere agli ideatori.

Insomma, dovrebbe trattarsi, salvo diversa interpretazione che i vertici di Google vorrano dare nelle prossime ore, del classico Googlebombing, una tecnica che è stata usata nel corso del tempo in vari paesi anche come forma di protesta (celebre nel 2006 l'associazione tra i termini "miserabile fallimento" e Berlusconi).

Nessun hacker (semmai "cracker"), quindi, e nessun mistero. C'è solamente qualcuno che sa come funziona l'algoritmo di indicizzazione dei siti di Google. Ce ne fossero...

venerdì 25 giugno 2010

Perché in Belgio sì?

Può l'Italia prendere lezioni dal Belgio sulla lotta alla pedofilia? Sì, dovrebbe, eccome. Mentre da noi, infatti, si fa una norma, contenuta nel famigerato ddl intercettazioni, per meglio tutelare i preti, là vanno un po' più controcorrente.

Molto brevemente, a Bruxelles è in corso un'indagine piuttosto delicata che ha a che fare con pedofilia e chiesa cattolica. Nell'ambito di questa inchiesta, la procura di Bruxelles, allo scopo di acquisire documenti utili all'indagine, senza tanti complimenti ha deciso di fare una bella perquisizione nel quartier generale della chiesa cattolica belga. La polizia si è presentata nell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles, è entrata, ha fatto la sua bella perquisizione, poi si è presentata nell'abitazione privata del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio, e gli ha pure sequestrato il pc.

Apriti cielo! Il Vaticano si è subito dichiarato indignato - sapete com'è, qui da noi, e non solo da noi, i preti pedofili vengono in genere trattati con ben altri riguardi - per i modi e i metodi con cui la Polizia belga ha fatto le indagini. Sarebbero da incorniciare e appendere su ogni parete d'Italia le parole dette dal capo di governo uscente del Belgio e dal ministro della giustizia (il neretto è mio):

"chi ha commesso abusi deve essere perseguito e condannato secondo la legge belga". Secondo Leterme, le investigazioni "sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra Stato e Chiesa". Dello stesso avviso anche il ministro della giustizia dimissionario, Stefaan De Clarck (il Belgio non ha un nuovo governo dopo le elezioni del 13 giugno scorso) che in un'intervista, si è detto sorpreso delle perquisizioni, ma ha precisato che la magistratura è indipendente e che spetta a quest'ultima decidere.

Avete capito, no? Il capo di governo del Belgio ha detto che lo stato è una cosa e la chiesa un'altra, ed è perfettamente legittimo che la magistratura vada a mettere il naso in casa di quest'ultima, se lo ritiene necessario.

Mi viene da piangere...

domenica 30 maggio 2010

"Per i pedofili l'inferno sarà più duro"

Probabilmente molti di quelli che hanno letto le parole di ieri di tale mons. Scicluna, hanno archiviato il tutto come una delle tante dichiarazioni, fioccate in questo ultimo periodo da parte di più o meno importanti portavoce ecclesiastici, in merito allo scandalo chiesa/pedofilia.

Da parte mia solo alcune brevi riflessioni. La prima riguarda la presa in giro ìnsita in tutta la questione paradiso/inferno, ovviamente per chi non crede. L'idea infatti che un eventuale e ipotetico (molto ipotetico) dio distribuisca premi o punizioni a seconda che si faccia quello che dice lui o meno, è una di quelle cose che fa a pugni non solo con il buon senso e la logica, ma anche con quel livello minimo di razionalità che ogni essere umano dovrebbe avere.

Ma quanto affermato dal suddetto prelato, è un nonsenso anche per altri motivi. Non mi risulta, infatti - eventualmente correggetemi -, che nella Bibbia o nei Vangeli siano indicati diversi gradi di severità dell'inferno. O ci vai o non vi vai. Non è che se la fai meno grossa avrai una pena più blanda e se la fai più grossa più pesante. O vogliamo credere veramente che esista una sorta di 41bis anche per l'inferno? Suvvia.

Altra cosa. Il monsignore pensa veramente che la sua minaccia spaventi qualcuno dei preti che si è macchiato di tale infamia? A quelli che fanno queste cose non frega niente già in partenza della questione paradiso/inferno. O vogliamo credere che un prete pedofilo pensi che, eventualmente, abbia ancora qualche chance di guadagnarsi il paradiso? Ma manco per niente. La realtà è che la chiesa, di fronte all'enormità dello scandalo che la coinvolge non sa che pesci pigliare, è un po' come se fosse allo sbando. E allora, per cercare di rabbonire un po' il gregge, ridà vigore e nuova linfa alla favoletta dell'inferno e del paradiso che ci raccontava il prete quando eravamo bambini.

Appunto, quando eravamo bambini.

sabato 8 maggio 2010

E adesso che le accuse di insabbiamento vengono da un vescovo?


Capita abbastanza spesso, quando si parla dello scandalo dei preti pedofili, di essere accusati di anticlericalismo gratuito. A me, personalmente, è capitato spesso. Ci sono stati anche, e ci sono ancora, fior di monsignori e di alti esponenti vaticani che hanno accusato la stampa di essere più interessata ad "attaccare" la chiesa che a esercitare il normale diritto di cronaca. Adesso voglio vedere come faranno ad accusare di anticlericalismo anche l'arcivescovo di Vienna.

sabato 1 maggio 2010

Il Vaticano ammette che nei Legionari di Cristo c'è qualcosa che non va

Ho dato un'occhiata veloce alla storia di questa organizzazione religiosa. A parte l'evidente tasso di integralismo che mi pare la contraddistingua, quello che più salta all'occhio sono la vita e le "opere" del fondatore, Marcial Maciel Degollado. Una sorta di doppia vita in perfetto equilibrio tra religione, tossicodipendenza e pedofilia. Una vita sicuramente al riparo dalla noia.

La prima "ispezione" vaticana nella sede di questa allegra brigata risale addirittura al 1956, concludendosi con una sorta di nulla di fatto a causa della morte, due anni dopo, di Pio XII. Passa qualche annetto (circa mezzo secolo) e arriviamo al 2004, quando la santa sede, che nel frattempo ha evidentemente avuto cose più urgenti da fare, decide di iniziare una indagine a carico dell'illustre fondatore, il quale, nel 2006, ossia ben 50 anni dopo la prima ispezione, viene sospeso a divinis.

Oggi il Vaticano, in pompa magna, abbandonata ogni remora e timore di disturbare, condanna senza se e senza ma il fondatore dei Legionari. "I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti, confermati da testimonianze incontrovertibili si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso".

Ancora una volta ci complimentiamo per la tempistica.

giovedì 15 aprile 2010

Caso Bertone, ma non era meglio piantarla lì?

Da un po' di tempo in qua la Chiesa ci ha abituato a uno strano trend: prima un qualche suo illustre esponente se ne esce con una plateale cretinata, poi qualcun altro cerca di rimediare buttandola sui "è stato frainteso" (vi ricorda niente?), "non intendeva dire questo" e cose di questo genere. E' un po' quello che è accaduto una decina di giorni fa con la vicenda di Cantalamessa e il suo equiparare lo scandalo dei preti pedofili all'antisemitismo.

Ma torniamo a oggi. Prendete Bertone, ad esempio. Ormai la sua plateale fesseria l'aveva detta, il casino era scoppiato, il mezzo incidente diplomatico con la Francia era cosa fatta, tanto valeva lasciare che il pastrocchio si sgonfiasse da sé, no? No, naturalmente. Sarebbe stato troppo bello e troppo semplice. Ecco quindi che a peggiorare le cose è arrivato un altro elemento mica da poco: padre Lombardi, portavoce vaticano, il quale ha cercato, dopo che pure le associazioni degli psichiatri cattolici hanno preso le distanze da Bertone, di metterci una pezza. Come? Così:

Il segretario di Stato vaticano nella sua conferenza stampa in Cile, spiega il portavoce della Santa Sede, si riferiva «alla problematica degli abusi all'interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale».
Ora, se l'italiano non mi inganna, secondo Lombardi le parole di Bertone sulla ridicola correlazione tra omosessualità e pedofilia devono restare circoscritte all'ambiente ecclesiastico, giusto? Cosa comporta quindi questo? Principalmente che nella chiesa c'è una certa quota di preti omosessuali che evidentemente non hanno niente da ridire, visto che nessuno pare si sia ancora fatto vivo per protestare.

martedì 13 aprile 2010

domenica 11 aprile 2010

Le parole del vescovo di Grosseto hanno fatto bingo

Ricordate le dichiarazioni del vescovo emerito di Grosseto, mons. Babini, che avevo segnalato nelle mie ultime pillole? Beh, pare che siano uscite dalla piccola sfera dei lettori di Pontifex e abbiano raggiunto le cronache nazionali (qui Repubblica e qui Corriere). Ma cos'aveva detto di preciso il disinvolto monsignore? In sostanza aveva affermato che il montare dello scandalo pedofilia nella chiesa cattolica fosse di matrice sionista.

Per la precisione, le parole del prelato sono state: "un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi. [...] L'olocausto fu una vergogna per l'intera umanità, ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l'economia tedesca".

Insomma, secondo questo qui è un po' come se gli ebrei se la fossero andata a cercare. Manca un "ben gli sta!" e siamo a posto. Ovviamente una cretinata di questa portata non poteva restare qui tra le cose di casa nostra, e infatti ha attraversato l'Atlantico. Tanto che il Comitato Ebraico Americano, in una nota ufficiale, ha chiesto ai vescovi italiani di prendere le distanze e condannare le parole del vescovo di Grosseto.

Alle persone normali, invece, restano due possibilità: mettersi a ridere o mettersi a piangere, sempre nella consapevolezza che non è probabilmente finita qui.

mercoledì 7 aprile 2010

Pedofilia, la prima ammissione di un vescovo

Non è accaduto qui in Italia, ma in Norvegia. E la cosa sta facendo il giro dei media perché si tratta di uno dei pochi casi, forse l'unico, in cui non sono le vittime a denunciare l'accaduto, ma chi il reato l'ha commesso. Si tratta del vescovo norvegese, di origine tedesca, Georg Mueller, che ha confessato pubblicamente di aver abusato, una ventina d'anni fa, di un chierichetto minorenne.

Tornando in Italia, c'è da segnalare un articolo, uscito ieri su Il Fatto, che dà il benservito ai teorici dei "casi isolati".

Tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia e venuti alla ribalta delle cronache, soprattutto locali, negli ultimi due anni. Da Bolzano a Trapani, nelle città così come nei piccoli borghi, le procure italiane si sono ritrovate spesso a dover intraprendere indagini in cui erano coinvolti ecclesiastici e in cui le vittime erano giovani, spesso giovanissime. Un dato allarmante, se si tiene conto che è “solo la punta dell’iceberg”, come afferma l’avvocato Sergio Cavaliere, che ha documentato i 130 casi di pedofilia clericale. E ancor più allarmante se si pensa a quanto può essere stimato il “sommerso”, ovvero tutti i casi che non hanno avuto una eco mediatica ma soprattutto i casi che non sfociano in denuncia.

Articolo integrale qui.

domenica 4 aprile 2010

Cantalamessa si scusa

Non so se avete seguito tutta la vicenda seguita alle parole di padre Cantalamessa di venerdì scorso. In pratica, il ciarliero predicatore aveva paragonato la campagna dei media contro la chiesa, per la questione dei preti pedofili, all'antisemitismo. Il francescano non ha parlato a titolo personale, ma citando le parole scritte in una misteriosa lettera di un suo misterioso amico. L'improvvido intervento del predicatore ha sollevato un putiferio, rischiando di mandare a ramengo vent'anni di ecumenismo di Wojtyliana memoria e provocando, oltre a un incidente diplomatico di notevoli dimensioni tra ebrei e cattolici, l'immediata presa di distanza del Vaticano dal frate chiacchierone.

Oggi Cantalamessa, accortosi forse di averla effettivamente sparata un po' troppo grossa, si è pubblicamente scusato. "Se, contro ogni mia intenzione, ho urtato la sensibilità degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e ne chiedo scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri", ha detto in perfetto stile cerchiobottista. Prendiamo naturalmente atto. Quando uno si scusa e riconosce l'errore è sempre da ammirare. Quello che lascia perplessi (almeno a me) è come non ci si riesca a rendere conto preventivamente delle corbellerie che si stanno per dire.

venerdì 2 aprile 2010

Alfano, il ministro dagli ispettori facili

Angelino Alfano (lo vedete in una delle sue espressioni più intense nell'immagine qui a fianco), al quale spetta il copyright sull'omonimo lodo bocciato dalla Consulta perché incostituzionale, è il ministro dagli ispettori facili. Dopo aver infatti sguinzagliato il mese scorso i suoi 007 in direzione di Trani, dove la procura aveva osato mettere sotto inchiesta il premier, Minzolini e un autorevole esponente dell'AgCom in merito al noto scandalo delle pressioni per far chiudere Annozero, questa volta ha spedito la sua allegra brigata in quel di Milano.

Cosa è successo di grave? Un altro misterioso avviso di garanzia a Berlusconi? Questa volta no. Ricordate l'intervista, pubblicata ieri dal Giornale, con cui il procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, ha criticato gli alti vertici ecclesiastici per i silenzi e le omissioni nella gestione dello scandalo dei preti pedofili? Ecco, il motivo è quell'intervista. Voi direte: oh, finalmente il ministro si è deciso a inviare gli ispettori per indagare a fondo e verificare quanti sono gli alti prelati coinvolti in questo scandalo. Magari! E invece no. Il solerte Angelino ha inviato gli ispettori per verificare che il procuratore nella sua intervista non abbia diffamato la chiesa.

No, non ridete, avete capito bene. Per Angelino merita una indagine un procuratore che ha la sola colpa di aver detto quello che non solo in Italia, ma in tutto il mondo si sa. In pratica, per lo scandalo non c'è fretta, per chi lo racconta invece bisogna agire subito.

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...