"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 27 gennaio 2022
Le bugie di Ratzinger
giovedì 4 novembre 2021
Fidel e Karol
Scrive Paolo Mieli ne Il tribunale della storia che se si vuole capire qualcosa di più della Cuba castrista occorre leggere un libro scritto oltre un secolo fa da Eberard Gothein: Lo stato cristiano-sociale dei Gesuiti nel Paraguay. Così, di primo acchito, viene da pensare che i Gesuiti del Paraguay c'entrino con Castro come Al Bano coi Pearl Jam, e invece non è così. Il nesso sta nel fatto che, scrive sempre Gothein, la struttura portante del gesuitismo fu l'idea che il movimento fondato da Ignazio di Loyola fosse un organismo politico in cui l'autorità dello Stato e quella religiosa coincidessero pienamente. Per i Gesuiti, cioè, l'idea di Stato coincide con quella di Stato teocratico. "Era, il loro, uno Stato teocratico in cui si coltivavano solamente alcuni lati dell'essere umano e ci si serviva della costruzione politica per reprimere tutto il resto".
Il punto comune tra il modello del Paraguay di tre secoli fa, quando i Gesuiti vi arrivarono per convertire i Guaranì, e la Cuba del dopo rivoluzione del 1959 sta nel fatto che, come scrive Loris Zanatta nel libro Fidel Castro, l'ultimo "re cattolico", "i pilastri etici e morali dell'antiliberalismo castrista sono quelli della cristianità ispanica. Il primo è la fusione tra politica e religione: compito dello Stato, per Fidel Castro, è convertire i cittadini all'unica vera fede, all'ideologia del regime, attraverso una capillare catechesi; lo Stato è il primo apostolo. Il secondo pilastro è l'impermeabilità al pluralismo: nazione e popolo sono per lui organismi viventi, il cui stato naturale è di unanimità e armonia. [...] Dissenso e conflitto sono patologie che li minano e vanno estirpati".
Fa una certa impressione pensare ad analogie tra l'ultimo leader comunista e il cattolicesimo, ma occorre tenere presente che Castro nacque e crebbe in questo ambiente. Lina Ruz, sua madre, analfabeta e cattolicissima, lo mandò a studiare prima al collegio La Calle di Santiago, poi in altri due collegi gestiti dai Gesuiti all'Avana, il Dolores e il Belén. Castro crebbe quindi plasmato dalla severità di quegli istituti cattolici, tra "disciplina militare e rigore morale". La passione per la politica venne in seguito e fu per lui una costola della religione, "l'arena del conflitto tra salvezza e dannazione".
A scanso di equivoci va detto che Castro, pur essendo nato e cresciuto in una famiglia e un ambiente cattolici, si allontanò quasi subito dalla fede perché diceva di non sentirsi adatto alla religione. Il successivo avvicinamento al marxismo-leninismo sancirà poi, definitivamente, questa allontanamento. Il rapporto col cattolicesimo, quindi, era imperniato quasi esclusivamente su affinità di idee, di visioni e condivisione di modus operandi, diciamo così. Entrambi, sia Castro che Wojtyla, erano accomunati dalla medesima ostilità verso "l'ethos liberale", che per Wojtyla era addirittura più importante dell'anticomunismo. È infatti su queste basi che i due si incontreranno (nel 1998, a Cuba) e sanciranno la loro amicizia.
A margine della storia, che ho riassunto in breve, dei rapporti tra Castro e il cattolicesimo, mi sono sempre chiesto perché, in generale, la Chiesa abbia combattuto così ferocemente il comunismo e abbia sempre tollerato, quando non ci è proprio andata a braccetto, tutte le maggiori dittature di destra che storicamente hanno insanguinato il pianeta. Hitler o Mussolini non erano migliori di Stalin, così come Pinochet non era migliore di Pol Pot, su questo credo non ci piova. Ogni dittatura, sia che fosse di destra o di sinistra, ha commesso atrocità, ma la Chiesa ha sempre fraternizzato coi primi e combattuto i secondi. Eppure, a livello filosofico e ideologico, a me sembra che il messaggio evangelico sia molto più compatibile con l'idea che stava alla base del comunismo che del fascismo. Insomma, per farla breve, è più cristiana l'idea di uguaglianza, di emancipazione, di condivisione, di fratellanza che stava alla base del comunismo o l'edonismo, l'individualismo e il messaggio proto-capitalista che era già in nuce nelle ideologie di destra? Una mia risposta ce l'ho, ma evidentemente non è quella giusta.
domenica 25 ottobre 2020
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