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lunedì 25 aprile 2011

Obama, Guantanamo e Wikileaks

I documenti di Wikileaks su Guantanamo confermano come tra i prigionieri finiti nella base-prigione per sospetti terroristi a Cuba ci fossero individui privi di alcun valore nella «scala del rischio terroristico». Tra questi, secondo il Guardian che ha scandagliato i documenti dopo averli ricevuti dal New York Times, Mohammed Sadiq, un contadino afghano all'epoca di 89 anni malato di demenza senile, e un ragazzino di 14 imprigionato dopo esser stato rapito e costretto ad arruolarsi in una banda talebana. Sadiq era finito a Guantanamo dopo che in una perquisizione in casa sua erano stati trovati documenti sospetti appartenenti a suo figlio. Dopo quattro mesi in prigione in Afghanistan era stato trasferito a Cuba e interrogato per sei settimane al termine delle quali era stato giudicato «non affiliato ad al Qaida e privo di valore di intelligence per gli Stati Uniti». Ciononostante il vecchio era stato rimpatriato solo quattro mesi più tardi.

Obama non ci fa una bella figura dopo la pubblicazione da parte del New York Times, Washington Post e altri dei nuovi files di Wikileaks, questa volta riguardanti il carcere di Guantanamo. E' vero, molti dei presunti abusi ai danni dei prigionieri si sono verificati prima che lui salisse alla Casa Bianca, ma è anche vero nel 2008 promise solennemente la chiusura della struttura. Siamo nel 2011.

venerdì 18 febbraio 2011

"Un danno per l'Italia"


Per chi segue un po' la politica e le faccende italiane, quello che pensano gli Stati Uniti riguardo al più grande statista degli ultimi 150 anni non sorprende più di tanto. Sorprende, semmai, il ragionamento che fa l'amministrazione americana: trarre vantaggio dall'inaffidabilità e irresponsabilità della governance italiana.

E lo dice non un pinco pallino qualsiasi o una "funzionaria di terzo grado", come si erano affrettati a dichiarare i pidiellini quando è uscita la prima ondata di Wikileaks. Lo dice l'ambasciatore Ronald Spogli, spedito qui da noi personalmente da Bush nel 2005.

giovedì 13 gennaio 2011

Ci voleva Wikileaks?


E' incredibile come i files di Wikileaks che mano a mano vengono pubblicati contengano le stesse cose che qui in italia dicono da sempre le persone di buon senso.

venerdì 24 dicembre 2010

mercoledì 22 dicembre 2010

Good night


Vi ricordate quando da Wikileaks venne fuori che Berlusconi è stato "rovinato dai party"? Date un'occhiata qui.

sabato 11 dicembre 2010

Wikileaks, tocca al Vaticano

Il Vaticano si accoda al coro cantante di quelli che a vario titolo sono stati toccati dai giudizi espressi dagli ambasciatori americani e pubblicati da Wikileaks. "Molto grave la pubblicazione dei files", hanno dichiarato dalla Santa Sede.

Sotto tiro è finito il cardinal Bertone, braccio destro di Ratzinger, definito dall'ambasciatore americano in Vaticano come "privo di esperienza diplomatica", aggiungendo che "non sono poche le voci che vorrebbero la sua destituzione dal suo attuale incarico". Insomma, pare che il segretario di stato vaticano sia considerato un mezzo incapace; un po' come il nostro Berlusconi, per intenderci.

Un capitoletto c'è anche sulla scarsa conoscenza dei mezzi tecnologici da parte dell'entourage di Ratzinger.

La maggior parte dei vertici del Vaticano, tutti uomini in genere sulla settantina, non capisce i moderni media e la Santa Sede soffre di una muddled messaging (confusione nella comunicazione) per la tecnofobia dei cardinali e l'ignoranza sulle comunicazioni del XXI secolo. Solo il portavoce Federico Lombardi ha un blackberry e pochi una email".

Incredibile! Sembra la descrizione della nostra classe politica, tutta gente che eccetto alcune eccezioni di tecnologia e nuovi media ci capisce poco o niente (il primo è proprio, per sua ammissione, il premier).

Non poteva mancare la questione pedofilia ("Il Vaticano non ha permesso a suoi rappresentanti di testimoniare nell'ambito dell'inchiesta della commissione irlandese sullo scandalo degli abusi sessuali mostrandosi così poco collaborativo con il governo irlandese sulla questione"). Ma anche qui, come per tutto il resto, niente di nuovo.

martedì 7 dicembre 2010

Frattini forever


Qualcuno può spiegare all'arguto Frattini (lo so, è un'impresa titanica) che Julian Assange è stato arrestato perché accusato di stupro, e non per la vicenda Wikileaks? E che quindi l'uscita "Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono" poteva anche risparmiarsela, facendo una più bella figura?

martedì 30 novembre 2010

Incrociamo le dita



Cioè, non so se avete capito a cosa sono ridotti gli house organ di casa dopo aver tentato inutilmente di declassare il tutto a gossip: sperare nel "mal comune mezzo gaudio".

"Nulla su Prodi?"

Berlusconi si arrovella. C'è un tarlo che lo assilla. Si chiede perché continuino a uscire da Wikileaks rivelazioni che gettano discredito su di lui e niente su Prodi. E' abbastanza curiosa, in effetti, questa cosa. Anche perché, se ricordate, il ciarliero Frattini aveva detto appena ieri, un po' paraculisticamente, che le rivelazioni di Wikileaks coprivano un periodo che parte dal 2006.

Certo, rivelazioni che tirino in ballo anche il precedente governo sono sempre possibili - si vociferava ad esempio di rivelazioni sulla gestione da parte del governo Prodi del rapimento Mastrogiacomo -, ma allo stato attuale non c'è ancora niente, anche se gran parte della mole di documenti deve ancora essere analizzata.

Sarà mica che Prodi, pur con tutti i suoi difetti, non ha mai dato o partecipato a festini? Non ha mai telefonato in qualche questura per far liberare minorenni accreditandole come nipoti di Mubarak? Non ha mai fatto il gesto del mitra accanto a Putin? Non ha mai fatto il baciamano a Gheddafi? Mah, è un bel mistero...

Sidney docet

Sidney Blumenthal, il consigliere più vicino a Bill Clinton durante i suoi ultimi quattro anni alla Casa Bianca: "Così come si sapeva che Silvio Berlusconi viene considerato un leader inaffidabile e incapace. Certo, adesso è scritto nero su bianco in un rapporto diplomatico e questo può avere conseguenze".

lunedì 29 novembre 2010

Chi ha pagato chi


Sentite un po' cosa è riuscito a dire: "Io una volta al mese dò delle cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante". Bene, date un'occhiata a questa foto, dove si vede l'ex primo ministro della repubblica ceca, Mirek Topolanek, a una delle feste "dignitose ed eleganti" di Berlusconi.

Anche questa galleria rende bene l'idea del tipo di feste che dà il premier. Che poi dice (tenetevi forte): "Una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito. Allora mi domando chi le ha pagate...". Eh, bella domanda. Chissà la D'Addario, solo per fare un esempio, chi l'ha pagata? Mah...

Merita di essere riportata anche la dichiarazione del fido Ghedini: "Chi conosce gli impegni di lavoro del presidente Berlusconi sa perfettamente che se stanchezza vi fosse stata, ma così non è, poteva essere correlata soltanto alla intensissima attività politica e di governo". Ora, intendiamoci, qui nessuno vole fare il moralista o il bacchettone. Uno in casa propria può fare quello che vuole, anche se nella Costituzione c'è ancora il famoso articolo 54; però pretendiamo che non ci si raccontino balle. E' troppo?

Fenomeno Frattini

Qualcuno, se ci riesce, mi può spiegare il "fenomeno" Frattini dal punto di vista antropologico o psicologico? Nella stessa giornata di oggi, e presumibilmente nelle stesse ore, è riuscito infatti a dire che Wikileaks vuole "distruggere il mondo". Uno si preoccupa un pochino, non trovate? Poi, però, probabilmente dopo una camomilla, dice: "I rapporti riservati degli ambasciatori non rappresentano la policy di un paese", che è un po' come dire che in fondo la cosa non è così grave.

Ah, se ci fosse ancora il buon vecchio Freud...

Wikileaks, tutto qui?


Beh, certo, per molti americani, e non solo, potrebbe anche essere una sorpresa sapere che per i loro diplomatici Berlusconi è incapace, inefficace, vanitoso, portavoce di Putin e amante dei festini.

Per noi non si tratta di niente di nuovo. E lo stesso Berlusconi, che queste cose le sa benissimo, si è già affrettato a etichettare tutto come gossip e a riderci su. Quello che forse da oggi non potrà più dire è che le critiche nei suoi confronti vengono solo da certa stampa, certa sinistra e balle simili.

domenica 28 novembre 2010

Le "perle" dei politici che aspettano Wikileaks

Non si sa di preciso quando il sito Wikileaks renderà accessibili al mondo le sue potenziali rivelazioni-bomba (si parla di stasera attorno alle 22,30). Pensate se dopo tutto questo can can per l'Italia non ci fosse niente di compromettente o scottante, come per certi versi è giusto augurarsi. Ma allora perché nei palazzi c'è tutta questa inquietudine? E perché illustri esponenti del mondo politico stanno facendo a gara a chi la spara più grossa? Mah...

Ecco alcune delle perle più divertenti che ho trovato girovagando qua e là.

Frattini, ad esempio, quello che nel giro di neanche una giornata è riuscito a coprirsi di ridicolo evocando un complotto ai danni del'Italia e smentendolo subito dopo, ha dichiarato di "aspettarsi che la magistratura indaghi". E' noto, infatti, ed è ormai prassi consolidata, che la magistratura si muove perché un ministro si aspetta che lo faccia. Mica servono più denunce, esposti e cose simili: basta l'invito di un ministro e la magistratura parte in quarta. Fosse anche su invito di uno come Frattini.

Per Cicchitto, un altro grande del nostro entourage di governo, Wikileaks esercita una nuova forma di terrorismo: il terrorismo mediatico, "che per certi aspetti può essere molto più efficace di quello tradizionale". Qui Cicchitto potrebbe anche avere ragione. Quando infatti i cittadini vengono a conoscenza delle malefatte che i potenti cercano in ogni modo di nascondere, in genere s'incazzano. E questo genere di incazzatura può avere anche delle conseguenze molto serie.

Non poteva mancare La Russa, secondo il quale "non è un complotto, non è una strategia ma una somma di atteggiamenti che hanno come obiettivo danneggiare il governo Berlusconi". Lo so, interpretare la Russa è sempre una di quelle imprese che costano fatica. Vedete un po' voi.

Seconda uscita di Frattini: "La mia preoccupazione è per l'Italia e non per una parte politica" [...] "Si parla di notizie che iniziano dal 2006, quando il governo era un altro". Qui mi pare che Frattini si nasconda dietro a una buona dose di paraculaggine. Prima dice che è preoccupato "per l'Italia e non per una parte politica", smentendo tra l'altro in questo modo La Russa. Però, aggiunge (e qui inizia la paraculaggine), se c'è qualcosa non riguarda certo questo governo ma quello precedente. E' un grande, Frattini. Se non lo fosse già sarebbe da nominare ministro della Repubblica.

Non poteva mancare il sempre tranquillo Sacconi: "serve più riservatezza", dice. E poi: "Vedremo cosa vien fuori. Certo è che gli stati vivono anche di doverosa riservatezza dei loro atti interni". Eh, certo. Come era giusto che restassero riservate le ripetute violazioni di diritti umani nel carcere di Guantanamo, gli abusi e le torture di Abu Ghraib perpetrati dagli americani, il video ripreso da un elicottero Apache Usa in Iraq che mostra i soldati americani che sparano sulla folla, uccidendo 15 persone tra cui due giornalisti della Reuters, i dossier sull'Afghanistan che documentano tra le altre cose l'insofferenza degli USA per la presenza di Emergency, l'orrore delle uccisioni di civili in Iraq. Per Sacconi, però, esiste il diritto a una doverosa riservatezza.

Forse qualcuno, all'interno dei sacri palazzi, non ha tutti i torti a essere preoccupato.

Obama "abbronzato" e gli imbecilli

Ricordate la vicenda, penosa, dell'Obama "abbronzato"? All'epoca - eravamo a novembre 2008 - le reazioni sdegnate arrivarono prevalentemente dall'Italia. Dagli Stati Uniti nessun commento particolare. Berlusconi si arrabbiò parecchio per le reazioni dell'opinione pubblica, tanto da definire "imbecille" chi riteneva non avesse capito la battuta, definita una "carineria".

Se quanto anticipato dalla stampa sulle imminenti rivelazioni di Wikileaks corrisponde a verità, pare che tra gli imbecilli, all'epoca, ci fosse anche il Dipartimento di Stato americano.

Quando il premier ricorse a tale terminologia, in Via Veneto [sede dell'Ambasciata americana a Roma, ndr] fecero un sobbalzo, il Dipartimento di Stato ne venne subito informato e vi furono ulteriori scambi di comunicazioni. La Casa Bianca decise però di non far trapelare la vivace irritazione per non incrinare i rapporti con un alleato molto importante su più scacchieri, dal Libano all'Afghanistan. È sufficiente varcare la soglia del Dipartimento di Stato per rendersi conto che la vicenda ha lasciato il segno, al punto che alcuni diplomatici si spingono fino a descrivere il premier italiano come «ad alto rischio», perché «chi vi si avvicina non ha idea di cosa può avvenire, delle conseguenze politiche possibili».


Secondo i diplomatici "chi vi si avvicina [a Berlusconi, ndr] non ha idea di cosa può avvenire". Sarebbe bastato che avessero chiesto a noi.

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...