Tranquilli, la bibliomania non è ancora stata inserita nel novero dei comportamenti che creano dipendenza. Cioè, rettifico, leggere può creare dipendenza, e chi scrive ne sa qualcosa, ma l'esperto dice che la lettura "non è imputabile di nessun crimine", almeno finché non sarà dimostrato il contrario. E qua si tira un sospiro di sollievo.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 3 dicembre 2017
4 commenti:
La moderazione dei commenti è attiva a periodi, a seconda della frequenza con cui alcuni cretini, ovviamente anonimi, vengono qua a sporcare con le loro deiezioni. Quindi, se non vedete apparire subito alcuni commenti che lasciate, portate pazienza, è la penale che occorre pagare per avere un blog pulito e libero dai cretini anonimi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
-
È in corso da un paio di giorni una discussione fiume sul blog di Moz . Tema: cosa resterà dei blog. Tra i tanti argomenti di cui si dibatte...
-
La morte appiana tutte le asperità, è noto. Succede da sempre e non ci sono eccezioni. Finché una persona è in vita è lecito criticarla aspr...
-
Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...
Al contrario, "leggere può creare indipendenza", come ha detto qualcuno... :-)
RispondiEliminaParole sante :-)
RispondiEliminaTranquillo: un bibliomane (che legge testi seri, ovviamente, non le quintalate di schifezze pubblicate come "best seller") non corre il rischio di diventare un webete.
RispondiEliminaVero, ma sento di dover spezzare una lancia anche in favore delle suddette "schifezze", in quanto anche con la lettura di queste si imparano a utilizzare correttamente congiuntivi e concordanze dei verbi. Insomma del libro, come del maiale, non si butta via niente :-)
RispondiElimina