"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 31 gennaio 2011
Retromarcia (l'ennesima) sul Wifi
Tutti quelli, compreso lo scrivente, che avevano gioito alla notizia che nell'ultimo milleproroghe non era stato inserito il famoso decreto Pisano sulla regolamentazione del Wifi nei locali pubblici, hanno preso una cantonata.
Quest'uomo è un capolavoro
Non ci sono storie: quest'uomo è un grande! Al di là del fatto che sia simpatico o antipatico. Non solo propone in zona cesarini un patto a Bersani basato sul nulla, che è solo un estremo tentativo di salvare le chiappe, ma quando quest'ultimo, Bersani, gli risponde picche ha pure il coraggio di dargli dell'insolente. Geniale!
E per cosa? Per non avere voluto fare le riforme per il bene del paese: quelle stesse riforme che lui è da 17 anni che promette. Che il crepuscolo dei regimi non fosse indolore lo sapevo, ma che fosse anche comico in questo modo, non me lo sarei mai aspettato.
E per cosa? Per non avere voluto fare le riforme per il bene del paese: quelle stesse riforme che lui è da 17 anni che promette. Che il crepuscolo dei regimi non fosse indolore lo sapevo, ma che fosse anche comico in questo modo, non me lo sarei mai aspettato.
Fessi sì, però...

Pare che la mossa disperata di Berlusconi per salvarsi, non solo non abbia convinto il Pd (per una volta sono riusciti a dire di no senza litigare), ma neppure i lettori del Corriere. Insomma, c'è un limite anche al farsi prendere per fessi, no?
Piccola nota a margine. Maroni, tra una cosa e l'altra, ha detto: "se giovedi’ il federalismo non passa andiamo tutti a casa". E ancora: "nel centrodestra comunque 'ci sono tanti uomini e donne capaci, competenti e dotati di leadership in grado di guidare un governo'".
Io se fossi in qualcuno di nostra conoscenza comincerei a preoccuparmi, ma seriamente.
Il quartier generale racconta/49

Il disfacimento di una leadership, di una compagine di governo e del suo "capo", non si evince solo da certi eloquenti segnali, ma anche da come i relativi house organ iniziano a sbranarsi tra loro. Stamattina il leggendario Giornale di Sallusti, specchio fedele del Berlusconi-pensiero delle ultime ore, se la prende col fronte sempre più ampio che vuole andare a votare.
Un fronte che parte da D'Alema e comprende "Fini, Casini, Di Pietro e Vendola". E che naturalmente comprende anche dei giornali: "Corriere, Repubblica e..." Libero! Libero? Proprio così, la guerra tra i due quotidiani berlusconiani, iniziata ormai un mesetto fa col passaggio di Feltri accanto a Belpietro, prosegue, tanto che stamattina Libero viene buttato nello stesso calderone in cui c'è Repubblica - probabilmente in seguito a quanto scriveva ieri il quotidiano di Belpietro.
A corredare il tutto, un pregevolissimo articolo a firma Salvatore Tramontano, in cui si spara ad alzo zero contro tutti i cattivoni che vorrebbero andare a votare convinti che sia l'unica soluzione per togliere il paese dall'impasse. La cosa curiosa è che il prode articolista finge di dimenticarsi di menzionare l'unico partito e l'unico leader che le elezioni non le chiede da oggi, ma almeno dall'estate scorsa, se non prima: la lega di Bossi. Come avrà fatto a dimenticarsi?
Transizione paracula?
Senza scendere in articolate e complesse analisi geopolitiche, mi pare abbastanza "paracula" la presa di distanza degli USA (Obama e la Clinton hanno auspicato una "transizione disciplinata") da Mubarak. Gli USA sono da più 30 anni fedeli alleati dell'Egitto; un'alleanza che è iniziata addirittura col precedente presidente, Sadat.
Insomma, chiedere oggi, dopo più di 150 morti e quasi una settimana di guerra nelle strade, che Mubarak si tolga dalle scatole mi sembra una pretesa un po' strumentale e facile. Se agli USA stava effettivamente sulle scatole il nonno di Ruby, perché non hanno chiesto questa famosa "transizione" quando ancora non vacillava?
Insomma, chiedere oggi, dopo più di 150 morti e quasi una settimana di guerra nelle strade, che Mubarak si tolga dalle scatole mi sembra una pretesa un po' strumentale e facile. Se agli USA stava effettivamente sulle scatole il nonno di Ruby, perché non hanno chiesto questa famosa "transizione" quando ancora non vacillava?
Alla frutta

Ci sono molti modi per capire quando un politico è alla frutta e alla disperazione. Uno di questi è quello di vedere il suddetto politico, che evidentemente conosce i sondaggi e il relativo rischio qualora si andasse a votare, cercare di aggrapparsi pure all'opposizione proponendo un impossibile e irrealizzabile "piano bipartisan per la crescita".
Ovviamente, al suddetto politico del famoso piano importa un fico secco, ma quanto vogliamo scommettere che per l'ennesima volta l'opposizione ci cascherà e gli getterà l'ennesima stampella?
domenica 30 gennaio 2011
Senti chi parla

D'Alema non ha mai cessato di colludere con il primo ministro, cui si è rivolto per averne l'appoggio prima per tentare la scalata al Quirinale, dicendosi disposto alle riforme volute dal Cavaliere, poi chiedendo il suo consenso per diventare Ministro degli Esteri della UE e infine avendo i voti del PDL per diventare Presidente del Copasir. Tutto questo in continuità con le scelleratezze del passato. Che, è bene ricordarlo anche al popolo viola, rischia di ritornare.
Repubblica, stamattina, pubblica un'intervista a D'Alema che si colloca tra il patetico e il ridicolo. In pratica, uno dei maggiori responsabili dell'affermazione e consolidamento del berlusconismo viene oggi a darci suggerimenti su come liberarcene.
(citazione tratta da Partiti 2010. Pericoli d'involuzione della democrazia, pubblicato su Facebook dal giudice Ferdinando Imposimato)
Ripensamenti
All'inizio doveva essere una grande manifestazione, quella contro i giudici, in ogni parte dello stivale, poi solo a Milano, poi più niente. "Ma chi ti ci veniva a inneggiare la Minetti? via...", dice un pidiellino di spicco. Qualcuno che non ha del tutto mandato il cervello in rottamazione c'è ancora, evidentemente.
sabato 29 gennaio 2011
Comunque andrà a finire...



Penso che qualunque sarà l'epilogo del conflitto in corso in Egitto, qualcosa di incredibile sia comunque successo.
(immagini tratte da questa rassegna di repubblica.it)
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