"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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domenica 11 marzo 2012
Priorità
Ma perché una strage di civili fatta da un pazzo fa notizia e va rapidamente nei titoloni delle home page, mentre le stragi di civili nei normali combattimenti no?
domenica 18 dicembre 2011
War is over
Dopo 4500 morti solo tra gli americani e 9 anni di guerra, gli USA lasciano l'Iraq, la cui invasione fu voluta da Bush con la scusa delle famose armi di distruzione di massa che avrebbe dovuto avere Saddam Hussein. Armi che naturalmente non sono mai state trovate, per il semplice fatto che non sono mai esistite. Ed è difficile pensare che Bush non lo sapesse.
lunedì 21 novembre 2011
Raccolta indifferenziata
L'immagine simbolo di quello che sta accadendo in Egitto sarà, probabilmente, il poliziotto che butta il cadavere di un manifestante tra i rifiuti, come se fosse un normale sacco di immondizia.
Nel frattempo, giusto per la cronaca, la repressione militare ha già prodotto 40 morti e le dimissioni del capo del governo, che ha rimesso il mandato nella mani delle forze armate. Pure le elezioni, già programmate, sono in forse. Non so fino a quando potremo permetterci il lusso di ignorare quello che sta accadendo su quella sponda del nostro mare Mediterraneo.
Nel frattempo, giusto per la cronaca, la repressione militare ha già prodotto 40 morti e le dimissioni del capo del governo, che ha rimesso il mandato nella mani delle forze armate. Pure le elezioni, già programmate, sono in forse. Non so fino a quando potremo permetterci il lusso di ignorare quello che sta accadendo su quella sponda del nostro mare Mediterraneo.
sabato 27 agosto 2011
Affari libici
Al netto delle brutture, dei soprusi, delle sopraffazioni e dei morti (in Libia 20.000, per difetto), la guerra è sempre un affare.
giovedì 25 agosto 2011
Ieri e oggi
Gheddafi e i figli vengano processati all'Aja (Franco Frattini, 23 agosto 2011).
...e indica l' attuale Muammar el Gheddafi, al potere dal 1969 con un colpo di Stato, come un modello di dialogo con le popolazioni di un Paese arabo. (Franco Frattini, via Corriere della Sera, 17 gennaio 2011).
lunedì 22 agosto 2011
Tiranni che cadono
Una guerra piena di secondi fini ma intrapresa a seguito di un’autentica sollevazione popolare, giunge infine al risultato inesorabile per cui ricorderemo questo anno 2011: la caduta dei tiranni. Gheddafi rovesciato dagli insorti 42 (quarantadue!) anni dopo la sua ascesa al potere, è un evento che non può non rallegrare ogni sincero democratico. Capisco l’imbarazzo di chi c’è andato a braccetto fino a ieri; e dei vili che hanno sottoscritto l’impegno militare per abbatterlo ma speravano fosse solo per finta. Scrivo ancora nel mezzo degli eventi, potrebbe ancora darsi il peggio anche se il finale sembra scritto. Ma voglio già esprimere la mia esultanza. Senza Gheddafi, dopo Gheddafi, il segnale del via libera alla rivoluzione democratica nel mondo arabo si rafforza. Il prossimo è Assad!
(via Gad Lerner)
(via Gad Lerner)
domenica 31 luglio 2011
(Ri)soluzioni?
Il regime siriano sta uccidendo i suoi connazionali ribelli, esattamente come faceva Gheddafi con gli insorti libici. A parte le intimazioni a smetterla di Frattini - i gerarchi siriani se la staranno facendo sotto dalle risate - si sa niente di qualche risoluzione ONU?
venerdì 15 luglio 2011
Cercando un'altra Libia

Ci hanno raccontato fin dall'inizio che sarebbe dovuta essere una guerra lampo. Sta diventando, nell'indifferenza generale, un altro Vietnam. Anche nostro.
Chi viene e chi va
Mentre noi andiamo avanti coi funerali di Stato, che ormai non fanno neppure più notizia, Obama ha cominciato a riportare a casa i suoi.
giovedì 16 giugno 2011
Due conti per la Lega

La Lega ha detto chiaramente non vuole più che si bombardi la Libia. Secondo il ministro leghista Castelli - scrive stamattina la Padania - la missione italiana in terra di Gheddafi costa allo stato qualcosa come 8 milioni di € al giorno. Se si considera che i primi raid italiani sono iniziati alla fine di aprile, fino a oggi la missione in Libia ha avuto quindi, grosso modo, lo stesso costo del referendum disgiunto dalle amministrative. Se qualcuno volesse farlo presente a Castelli...
sabato 26 marzo 2011
giovedì 24 marzo 2011
Quanto costa la guerra in Libia?
Lo so, fare calcoli di tipo economico di fronte a una guerra (comunque la si voglia chiamare) che sta producendo vittime a migliaia, può sembrare forse un po' cinico. Ma d'altra parte è un aspetto del conflitto pure questo, al quale, generalmente, i governi prestano anche una certa attenzione.
Ecco alcune cifre trovate qua e là.
Alcuni dati sui Cruise -Tomahawk li trovate invece qui.
Ecco alcune cifre trovate qua e là.
Secondo le prime stime di fonte americana, in quattro giorni di campagna aerea sono stati spesi 800 milioni di euro. Senza parlare del sangue e del sudore, restando ai freddi conteggi economici, si calcola che la missione «Odissea all’alba» costerà un miliardo di dollari nel solo primo mese.(fonte: lastampa.it)
[...]
Fino a due giorni fa, la Coalizione aveva impiegato almeno 162 Tomahawk. I bombardieri B-2 avevano totalizzato 25 ore di volo, a un costo di almeno 10 mila dollari l’ora. Analisti di fonte inglese confermano che le missioni aeree britanniche costano 300 mila euro a velivolo. Considerando i 10 caccia impiegati per pattugliare la no fly zone si può arrivare alla spesa di 3-4 milioni di euro al giorno.
[...]
L'Italia ha messo a disposizione della Coalizione otto aerei, quattro Tornado nell’assetto antiradar e quattro caccia intercettori Eurofighter. A parte il costo vivo del velivolo (30 milioni di euro per il Tornado e 100 milioni per l’Eurofighter) ogni ora di volo di questi bestioni dalle accelerazioni eccezionali costa almeno 32 mila euro. E i conti sono presto fatti: dalla base di Trapani i Tornado da quattro giorni si alzano in volo a coppie, accompagnati da un terzo velivolo per il rifornimento in volo. Sono missioni che durano circa tre ore. Ogni missione di ricognizione su Cirenaica e Tripolitania significa quasi 300 mila euro.
[...]
Nel canale di Sicilia incrociano già la portaerei «Garibaldi» e il cacciatorpediniere «Andrea Doria»: hanno a bordo un sofisticato sistema di missili antimissile, integrato con il sistema di sorveglianza satellitare e aerea, per fare da scudo nel caso malaugurato di una ritorsione del raiss. Nessuno dimentica gli Scud B lanciati nel 1986 contro Lampedusa. Ebbene, la sola portaerei, che a bordo ha sette aerei Harrier a decollo verticale e un paio di elicotteri, costa circa centomila euro al giorno in termini di carburante. Una nave da guerra brucia infatti una quantità impressionante di gasolio. Tanto che la nave da battaglia ha bisogno di avere sempre nelle vicinanze una nave-rifornimento.
Alcuni dati sui Cruise -Tomahawk li trovate invece qui.
domenica 20 marzo 2011
Bossi e Strada
Tra le cose che mi pare valga la pena segnalare riguardo a quello che sta succedendo in queste ore, c'è la comunanza di vedute tra Bossi e Gino Strada. Lo so, l'accostamento a qualcuno potrebbe mettere i brividi, ma entrambi hanno dichiarato fin da subito la loro contrarietà all'intervento armato in Libia.
Certo, i motivi sono ovviamente diversissimi. Bossi è contrario perché teme che così "ci porteranno via il petrolio e il gas" e perché teme l'arrivo di milioni di immigrati (sapete che l'elettorato leghista su questo punto non è tanto disposto a lasciar correre); Gino Strada perché, a mio avviso molto coerentemente con le posizioni che ha sempre avuto, dice: "Io sono contrario alla guerra per tante ragioni, una delle quali è che sono italiano e ho una Costituzione che ripudia la guerra".
Chapeau!
Certo, i motivi sono ovviamente diversissimi. Bossi è contrario perché teme che così "ci porteranno via il petrolio e il gas" e perché teme l'arrivo di milioni di immigrati (sapete che l'elettorato leghista su questo punto non è tanto disposto a lasciar correre); Gino Strada perché, a mio avviso molto coerentemente con le posizioni che ha sempre avuto, dice: "Io sono contrario alla guerra per tante ragioni, una delle quali è che sono italiano e ho una Costituzione che ripudia la guerra".
Chapeau!
sabato 19 marzo 2011
La realpolitik di casa nostra

In ogni caso, continua il premier, il trattato di amicizia italo-libico "porterà dei vantaggi per tutti e chi non lo capisce, e in questi giorni si sono sentite delle critiche, appartiene al passato ed è prigioniero di schemi superati. Ora noi vogliamo guardare avanti" (Silvio Berlusconi, 30 agosto 2010).
(Franco Frattini, 18 marzo 2011)
giovedì 24 febbraio 2011
"E' un pazzo"
Ha tirato in ballo Bin Laden, che sarebbe passato a distribuire (porta a porta?) "delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawia per combattere contro il nostro caro Paese". Poi ha dato la colpa pure al malocchio. Alla fine pure Berlusconi si è dovuto ricredere.
mercoledì 23 febbraio 2011
Con la Libia si chiude e basta
Gheddafi, nel suo ultimo disperato colpo di coda, ha ordinato il bombardamento dei pozzi di petrolio. I piloti dei suoi caccia pare si siano rifiutati. Qui non è questione di rompere o meno il famigerato trattato Italia-Libia; è questione che con questo signore, che sta attuando un genocidio contro il suo stesso popolo, bisogna rompere definitivamente e inequivocabilmente. Nonostante tutto quello che c'è stato nel passato (accordi con Gheddafi li hanno fatti tutti i governi negli ultimi 40 anni).
Un paese come il nostro, già coperto di ridicolo a livello planetario a causa delle "imprese" del signore che ci governa, non può permettersi il lusso di non prendere le distanze in maniera chiara da un dittatore pazzo e sanguinario. C'è un limite anche alla realpolitik, agli accordi commerciali e alle convenienze economiche.
Un paese come il nostro, già coperto di ridicolo a livello planetario a causa delle "imprese" del signore che ci governa, non può permettersi il lusso di non prendere le distanze in maniera chiara da un dittatore pazzo e sanguinario. C'è un limite anche alla realpolitik, agli accordi commerciali e alle convenienze economiche.
martedì 22 febbraio 2011
Riforme?
Cioè, fatemi capire. Un paese distrutto, centinaia (migliaia?) di morti, i palazzi del potere in fiamme, cacciabombardieri sui manifestanti, e Gheddafi che annuncia riforme. O è scemo o è pazzo. O magari entrambe le cose.
lunedì 21 febbraio 2011
Democrazia, non si esporta più?

Franco Frattini, l'unico ministro delgli esteri, in Europa, a non aver condannato la brutale repressione del regime libico contro i manifestanti, ha dichiarato che "l'UE non deve interferire". "L'Europa non deve esportare la democrazia".
Insomma, in sostanza i libici che se la vedano da soli. Chissà perché, invece, quando si trattava di Iraq o Afghanistan esportarla andava benissimo.
Con calma, e per piacere
Egitto, Tunisia, Algeria, adesso la Libia. L'intero Maghreb si sta ribellando ai dittatori. A quando un accenno di rivoluzione anche da noi?
sabato 19 febbraio 2011
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