venerdì 10 settembre 2010

Campagna acquisti autunnale


Come sapete, i possibili scenari politici che si potrebbero verificare nei prossimi mesi sono due (escludendo il governo tecnico): elezioni o tirare a campare con questa maggioranza al netto dei finiani. In caso di elezioni, Berlusconi ha risolto con Ibrahimovic al Milan; in caso si provi a tirare avanti così, è iniziata la campagna acquisti autunnale.

Impiccioni

Emilio Alessandrini, magistrato. Giorgio Ambrosoli, avvocato. Vittorio Bachelet, magistrato. Marco Biagi, professore. Paolo Borsellino, magistrato. Bruno Caccia, magistrato. Luigi Calabresi, poliziotto. Rocco Chinnici, magistrato. Carlo Casalegno, giornalista. Nini Cassarà, poliziotto. Francesco Coco, magistrato. Fulvio Croce, avvocato. Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale. Massimo D’Antona, professore. Mauro De Mauro, giornalista. Giuseppe Diana, sacerdote. Giovanni Falcone, magistrato. Francesco Fortugno, medico e politico. Boris Giuliano, poliziotto. Peppino Impastato, conduttore radiofonico. Pio La Torre, politico. Rosario Livatino, magistrato. Oreste Leonardi e con lui tutti gli agenti di scorta caduti sul lavoro. Giorgiana Masi, studentessa. Piersanti Mattarella, politico. Aldo Moro, politico. Francesca Morvillo, magistrato. Emanuele Notarbartolo, banchiere. Vittorio Occorsio, magistrato. Giuseppe «Joe» Petrosino, poliziotto. Pino Puglisi, sacerdote. Guido Rossa, sindacalista. Roberto Ruffilli, professore. Giancarlo Siani, giornalista. Antonino Scopelliti, magistrato. Giovanni Spampinato, giornalista. Ezio Tarantelli, professore. Walter Tobagi, giornalista. Angelo Vassallo, sindaco. E tanti, tanti altri.

Grazie, perché ve la siete andata a cercare. («Senatore Andreotti, come mai Ambrosoli, l’avvocato che indagava sugli illeciti di Sindona, fu ucciso da un killer nel 1979?». «Non voglio sostituirmi a polizia e giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando». Da La storia siamo noi, in onda ieri su Raitre).


(Massimo Gramellini)

Dalla Russia con furore

Ecco, basta che il nostro eroe si allontani un pochino dall'Italia, e subito ricomincia a sparare balle a ruota libera. Il motivo è semplice: in Italia la maggior parte della gente ha ormai mangiato la foglia, non crede più alle sue corbellerie. All'estero, invece, è probabile che ancora qualcuno ci caschi. Eccolo quindi, dalla Russia, dove ha partecipato a un forum sulla democrazia (no, non ridete), attaccare di nuovo i magistrati. Una cosa nuova, non si era mai sentita.

"In Italia [la magistratura, ndr] ha un potere senza limiti", ha dichiarato il nostro. Ma il bello viene adesso. Sentite cosa è riuscito a dire: "Nel 1993 Mani Pulite portò alla dissoluzione di tutti i partiti democratici e la magistratura di sinistra aprì la strada al potere del partito comunista che non era ancora democratico".

Quindi, secondo il capo del peggior governo della galassia, dopo il 1993 il partito comunista andò al potere. Nel 1994 ci furono le elezioni politiche. Qualcuno si ricorda chi vinse?

Una categoria di lavoratori che non aveva ancora scioperato


I lavoratori della Fiat li abbiamo visti scendere in piazza; i terremotati d'Abruzzo pure. I precari della scuola non ne parliamo, seguiti a ruota dagli operatori dei call center. Anche i poliziotti e i carabinieri li abbiamo visti sfilare e protestare (perfino sotto casa di Maroni) per i tagli del governo al comparto sicurezza.

Eppure manca ancora qualcuno. Ah già: i calciatori. I calciatori? Sì, i calciatori.

Mettiamo che quella di Andreotti sia stata una gaffe involontaria


Forse a causa dell'età, o forse un attimo di distrazione. O forse il non essere riuscito a rendersi conto della portata della sua affermazione. Fatto sta che quel "in fondo se l'è cercata" poteva proprio evitarsela.

Ah, per chi non ne fosse al corrente, Giorgio Ambrosoli è questo signore qui.

giovedì 9 settembre 2010

L'ultimo pm di Enna

La giustizia italiana allo sfascio, la sua lentezza, non sono da addebitare, come la stampa di regime continuamente tenta di far credere, ai magistrati fannulloni. Certo, probabilmente ci sono anche quelli - una quota che potremmo definire "fisiologica" è purtroppo presente in ogni settore: pubblico e privato -, ma la causa principale è la cronica mancanza di personale e di fondi. La stessa identica cosa che accade per la scuola (vedi lo studio dell'Ocse pubblicato ieri, che ci piazza perfino dopo il Brasile).

Naturalmente per il governo queste non sono priorità. Prima viene il ponte sullo stretto.

(fonte: La Stampa)

La facciamo una collettina per Maradona?

Ombretta Colli, autorevole esponente del Pdl, ha proposto che i napoletani si auto-tassino per permettere a Maradona di sistemare le sue pendenze col fisco italiano: 30 milioni di €. In questo modo Maradona potrebbe festeggiare a Napoli il suo compleanno senza il timore di trovarsi alle calcagna la Guardia di Finanza.

Cioè, non so se è abbastanza chiaro: l'ex Pibe de Oro ha evaso sistematicamente le tasse e ingannato il fisco, mettendolo nel didietro quindi anche ai napoletani, e la signora Colli propone agli stessi napoletani di mettere fuori quei soldi che lui ha già fregato anche a loro. Che si fa? Si ride o si piange? (qui il commento di Gramellini).

Analogie tra suonati

Nel 2006, l'allora ministro delle riforme del precedente governo Berlusconi, il mitico Calderoli, mise a soqquadro mezzo pianeta con la famosa vicenda delle caricature di Maometto.

Oggi abbiamo notizia di un altro suonato, tale pastore fondamentalista della Florida Terry Jones, che vorrebbe bruciare in mondovisione una copia del Corano.

E noi che ci lamentiamo di Calderoli.

Il punto (provvisorio) della situazione

Dunque, facciamo un po' il punto della situazione aggiornato alle 15,58 (tra un'ora potrebbe già essere diverso). Bossi vuole andare al voto, Berlusconi preferisce andare avanti. Bossi vuole salire da Napolitano, Berlusconi ha detto ieri sera, in seguito a uno dei suoi leggendari ripensamenti, che non è più il caso.

Bocchino ha detto poco fa che loro, i finiani, vogliono appoggiare il governo fino alla fine della legislatura. Lo scudo per il premier lo condividono, dice sempre Bocchino, perché Berlusconi è vittima di un accanimento giudiziario visto che i suoi guai sono iniziati nel '94 dopo la discesa in campo (balla plateale: Berlusconi è stato condannato nell'89 per falsa testimonianza dal tribunale di Venezia nell'ambito del processo sulla P2, condanna poi cancellata dall'amnistia del 1990. Forse Bocchino è troppo giovane per ricordarselo).

Bocchino però dice che finché nel processo breve c'è la famosa norma transitoria loro non lo voteranno mai. Al premier invece serve proprio quella per mandare al macero i suoi processi, quindi siamo punto e a capo. Ecco, l'attività parlamentare è ufficialmente iniziata, ma, nel caso non l'aveste ancora capito, questi qui andranno avanti così finché la faccendo in qualche modo non si sbloccherà. Nel frattempo, per dire, il famoso ministro dello sviluppo economico è ancora latitante - una delle tante cose poco importanti di cui dovrebbe occuparsi il governo.

Ci aggiorniamo.

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