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sabato 8 ottobre 2011

Travaglio a giudizio

Il buon Travaglio è stato rinviato a giudizio per diffamazione, in seguito ad alcuni passaggi contenuti nel libro "Papi, uno scandalo politico". Libero, naturalmente, la butta subito in prima pagina, stamattina, come se fosse la notizia del giorno.

La cosa è comprensibile. In fondo le disavventure giudiziarie del premier sono state sviscerate in tutti i modi nei libri e negli articoli del giornalista, e quindi quando capita a lui...

L'unica cosa che Libero si dimentica di dire è che Travaglio al processo ci andrà. Non potrà accampare legittimi impedimenti e nessuna delle decine di leggi ad personam che qualcuno invece si è costruito negli anni per salvare le natiche. Ma questi, ovviamente, sono dettagli.

mercoledì 5 ottobre 2011

Dallo schifo che fa

Giulia Bongiorno non vuole che il suo nome compaia in calce alla porcata che stanno partorendo alla Camera e ha deciso di lasciare. Questo per dare un po' l'idea dell'aria che tira nel palazzo. Nel frattempo continua la protesta di Wikipedia italiana, protesta che ha attirato attenzione pure all'estero, tanto per cambiare. Ne parla diffusamente qui il buon Attivissimo.

martedì 4 ottobre 2011

Wikipedia contro il bavaglio


Come forse avrete letto da qualche parte, domani torna alla Camera, per essere (nuovamente) discusso, il famoso ddl sulle intercettazioni, di cui si parla ormai da un decennio e che questo governo sembra intenzionato di portare a casa prima di andare a... casa.

Wikipedia è oggi ufficialmente scesa in campo affiancandosi alla folta schiera di quelli che protestano.

domenica 25 settembre 2011

Non glielo dite a Bertolaso

La prima dichiarazione di Bertolaso, dopo essere stato rinviato a giudizio assieme a gran parte della "cricca" per i fatti del G8, è stata: "dovro' attendere anni per avere quella giustizia che oggi mi e' stata negata". Tutto questo perché la prima udienza del processo è stata fissata nell'aprile del 2012.

Vi immaginate se nel frattempo diventasse legge il famoso processo lungo, che il centrodestra ha giusto in questi giorni ritirato fuori dai cassetti?

giovedì 15 settembre 2011

Tra escort e intercettazioni illegali

Mano a mano che vengono pubblicate le intercettazioni che riguardano il tipo di Arcore e il duo Tarantini/Lavitola, appare sempre più chiaro il motivo per cui il premier ha ritirato fuori in fretta e furia, ieri sera, il vecchio dl sulle intercettazioni, fortunatamente fermato dal "niet" di Napolitano (meno male che ogni tanto si ricorda di dire anche qualche no).

Ora, intendiamoci, io non giudico chi va a puttane: in fondo ognuno è libero di passare il suo tempo libero come meglio crede. La cosa che magari infastidisce un pochino è tutto al più l'ipocrisia di chi poi, specie se personaggio pubblico, va a farsi bello davanti a Ratzinger, o magari al Family Day. Oppure rivendica l'azione del suo esecutivo come in linea ai dettami della chiesa cattolica.

Ma, a parte le escort, un filone che ormai non è più una novità, la notizia del giorno è un'altra: la richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi, formulata dal Gip di Milano per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Una vicenda che presenta un paio di aspetti piuttosto interessanti e che è riferita alla pubblicazione da parte del Giornale, nel 2005, della famosa telefonata tra Fassino e Consorte in cui il primo chiedeva al secondo: "Allora abbiamo una banca?" (inchiesta Unipol/BNL).

Il primo aspetto interessante è che, inizialmente, il pm aveva chiesto per Berlusconi l'archiviazione. Vi ricordate tutte le palle raccontate in questi anni sui pm comunisti, i pm che "se non gli piace una legge ricorrono alla Consulta per farla abrogare"? Ora, a parte la castroneria giuridica (solo i giudici d'Appello e Cassazione possono infatti ricorrere alla Corte Costituzionale), è del tutto evidente che c'è anche qualche pm "azzurro" disposto a chiedere per Berlusconi un'archiviazione. Curioso, no?

Il secondo aspetto interessante della vicenda è che il rinvio a giudizio è stato chiesto per violazione di segreto d'ufficio, in quanto il Giornale pubblicò la trascrizione di una intercettazione illegale, non ancora depositata alle parti, quindi protetta da segreto. Vi ricordate tutte le paranoie dei vari Sallusti, Fede, Feltri, Belpietro (tra l'altro pure lui indagato) sulle intercettazioni a loro dire illegali spiattellate sui giornali? Bene, quella era appunto una intercettazione illegale, spiattellata sul... Giornale.

Ma in questo caso, ovviamente, nessuno (di loro) ha niente da ridire.

sabato 30 luglio 2011

Classifica delle porcate

"... per fare un esempio, nel processo Parmalat (iniziato nel 2005 e definito in Cassazione nel 2011) si starebbe ancora ad ascoltare i 35mila azionisti che Tanzi aveva chiesto al Tribunale di interrogare sulle motivazioni dei loro investimenti".

L'ottimo Luigi Ferrarella, sul Corriere di stamattina, spiega perché il processo lungo non è solo una legge ad personam, ma ciò che distruggerà definitivamente il già malandato sistema giustizia in Italia.

giovedì 28 luglio 2011

Per velocizzare, no?

Non trovate anche voi che in un paese come il nostro, famoso nel mondo per i tempi biblici della sua giustizia, consentire a un imputato di portarsi come testimoni, che ne so?, tutti gli abitanti della sua città, sia un colpo di genio come se ne vedono pochi?

venerdì 24 giugno 2011

Intercettazioni: ci risiamo

Sono sincero: non pensavo, dopo tutto quello che è successo (casini, proteste di piazza, guerre in aula, richiami di Napolitano), che l'avrebbero tirato fuori un'altra volta. Mi sbagliavo - come analista politico non sono mai stato granché.

Sull'onda dell'enorme quantità di materiale color marrone (non cioccolata) che sta infatti uscendo con la pubblicazione delle intercettazioni relative all'inchiesta P4, che vedono principalmente coinvolti componenti di questo governo, Berlusconi e soci stanno rimettendo in pista, ovviamente in "corsia preferenziale", il caro, vecchio ddl sulle intercettazioni. Frattini pronostica la sua approvazione addirittura entro agosto.

Il disegno di legge sulle intercettazioni ha una strana, e per certi versi divertente, storia. E' nato nella precedente legislatura, 2006, governo Prodi (molti del centrosinistra tendono spesso a dimenticarlo), per cercare di arginare il porcaio che usciva dallo scandalo Calciopoli. Non è mai diventato legge definitiva dello stato, ma è stato più volte tirato fuori "all'occorrenza", quasi come una minaccia, ogni volta che sono nate inchieste scomode per lorsignori. L'ultima delle quali, forse ricorderete, lo scandalo P3 (quello partito dalle intercettazioni a Lombardi e Carboni).

Oggi ci risiamo con la P4, e puntualmente si riparla di silenziare tutto. Ci riusciranno, questa volta? Oppure no? Non lo so. La furbata, comunque, c'è tutta, visto che hanno ripreso pari pari un pezzo del vecchio ddl Mastella, all'epoca votato anche da tutto il centrosinistra. Infatti il tipo di Arcore pare abbia già detto: "Adesso voglio proprio vedere come farà il centrosinistra a bocciare quello che aveva proposto e votato appena quattro anni fa".

Quello che però, forse, i berluscones non hanno capito, indipendentemente dal fatto che la legge passi o no, è che ormai i buoi sono scappati. Mettiamo che, nella migliore delle ipotesi, il ddl diventi legge in agosto: da qui ad allora quanta roba fa ancora in tempo a uscire? Probabilmente tutto. Altra cosa che non hanno capito, è che fare una legge di questo genere proprio in questo momento è la conferma migliore e definitiva, davanti all'opinione pubblica (compresi gli elettori pidiellini), che il governo non legifera sulle necessità reali del paese, ma sulle necessità contingenti di lorsignori.

Sarà interessante, a tal proposito, vedere come si comporterà la Lega quando sarà ora di votare in Parlamento la legge, visto ad esempio che all'interno della stragrande maggioranza di quelli che hanno votato contro il legittimo impedimento ai referendum c'erano molti leghisti (e molti di centrodestra in generale). Insomma, il segnale arrivato a Berlusconi dagli elettori è stato chiaro: le leggi ad personam non le vogliamo. Evidentemente Alfano e soci da quell'orecchio non ci sentono.

venerdì 17 giugno 2011

Per capire meglio


Se avete un paio di minuti, date una letta a questo articolo del Corriere. Ecco, adesso pensate ai computer, alle stampanti, alla carta, al personale che manca e a tutte le procure e i tribunali che nel nostro paese sono nelle stesse condizioni della procura di Roma. Fatto?

Bene, adesso pensate a: processo breve, prescrizione breve, lodo Alfano, limitazione delle intercettazioni, separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante e doppio CSM. Ecco, avete appena scoperto la differenza che corre tra legiferare per la pubblica utilità e legiferare per l'utilità di uno.

martedì 10 maggio 2011

Nuovi lodi in arrivo

Quella che passerà alla storia come l'epoca dei "lodi" e delle varie leggine su misura, fatte dai soliti noti per salvare la ghirba (per intenderci, la storia degli ultimi 17 anni), si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Senza brillare troppo per fantasia (come si dice: cambiano i fattori ma il risultato è quello), un parlamentare dell'UDC, tale Mantini, ha infatti depositato una proposta di legge (addirittura costituzionale, pensate un po') per impedire che i parlamentari siano messi sotto processo fino al termine del loro mandato. Originale, eh?

A chi gli ha fatto notare che si tratta anche questa di una legge su misura per Berlusconi, pare che il tipo abbia risposto piccato: "Non c'è nessun salvacondotto per Berlusconi, solo una seria proposta di riforma costituzionale per l'efficienza di un paese dilaniato tra giustizialismo, impunità e quotidiani conflitti con la magistratura".

Eccolo lì. Anche lui, come tutti quelli che ci hanno provato prima di lui, giustifica la sua bella leggina con la necessità di porre fine allo scontro tra magistratura e politica. Scontro che non esiste, non è mai esistito, se non nella testa di certi giornalisti e di certi parlamentari. Chi ieri sera ha seguito su La7 la trasmissione L'Infedele, di Gad Lerner, avrà sicuramente sentito le chiarissime parole di Armando Spataro in risposta alla stessa obiezione fatta dal giornalista Angelo Panebianco, del Corriere.

In sostanza, il procuratore aggiunto di Milano ha detto con una chiarezza disarmante che non esiste nessun conflitto e nessuna guerra tra giudici e politica, esiste semplicemente una magistratura che viene delegittimata e demonizzata ogni giorno dalla politica solo perché fa quello per cui è stata pensata e creata: perseguire i reati. E siccome non esiste alcuna legge (ancora) che stabilisce che i parlamentari non possono essere perseguiti, la magistratura se lo ritiene necessario va anche da loro, come accade in ogni paese del mondo.

Dov'è la guerra? Dov'è il conflitto? Se il Mantini, o qualcuno dei suoi degni colleghi, vuole veramente mettere fine a questa non-guerra e aumentare "l'efficienza di un paese dilaniato", la soluzione è semplicissima: proponga una legge che stabilisca che chi ha pendenze giudiziarie si toglie dalle scatole, va a farsi processare, e se alla fine ne esce pulito torna a fare il parlamentare. Non sarebbe l'uovo di Colombo? Forse sì. E forse è per questo che non ci ha ancora pensato nessuno.

sabato 23 aprile 2011

Dopo l'art. 1 della Costituzione, tocca alla Consulta

Alla faccia di quelli che dicono che il Parlamento è bloccato. Passata la boutade sulla modifica dell'art. 1 della Costituzione per dare tutti i poteri al Parlamento, un altro misconosciuto parlamentare pidiellino, tale Raffaello Vignali, ha preso carta e penna per mettere nero su bianco la sua leggina.

Voi sapete che la Corte Costituzionale, il massimo organo giuridico del nostro paese, è stata concepita dai padri costituenti per verificare che le leggi partorite dal parlamento siano aderenti a quanto prescrive la Carta. In caso negativo la Consulta boccia la legge (o parte di essa), la quale decade il giorno dopo. Bene, cosa ha escogitato il burlone di turno? La Consulta non potrà più abrogare le leggi che ritiene incostituzionali, ma potrà solo fare presente al Parlamento la presunta incostituzionalità. Poi sarà il Parlamento a dire l'ultima parola.

Bello, no? Giusto per capirci, prendete ad esempio certi capolavori legislativi tipo il lodo Alfano (un esempio a caso). La Corte Costituzionale non potrebbe più bocciarla, come ha fatto, ma dovrebbe solo segnalare la presunta incostituzionalità e rimandarla al Parlamento perché decida.

Tosti i tipi, eh?

martedì 19 aprile 2011

Era rimasto giusto questo da depenalizzare


Dopo aver depenalizzato, nel corso degli ultimi tre lustri, tutto quello che c'era da depenalizzare in materia di reati fiscali, occorreva ovviamente colmare le lacune rimaste. Una proposta per provare almeno in parte a rimediare è arrivata oggi.

Quella linguaccia di Gilioli dice - ma come gli sarà venuto in mente? - che questa cosa potrebbe servire a Dell'Utri.

giovedì 14 aprile 2011

Una domanda


Non è che qualcuno mi potrebbe spiegare come mai la Padania, il prestigioso organo ufficiale della Lega Nord, è stato l'unico - e intendo proprio l'unico -, stamattina, a non scrivere neppure una riga sull'approvazione del processo breve alla Camera? Eppure l'hanno votato anche i leghisti. E' proprio un bel mistero.

Che sia perché molti elettori credono ancora che la Lega è un partito che si batte per la sicurezza e la legalità? Massì, lasciamo pure che continuino a crederlo, si saranno detti quelli della Padania.

mercoledì 13 aprile 2011

Chissà quale barzelletta racconterà a questa mamma?


(video)

Il lungo elenco della prescrizione breve



Massimo Donadi, IdV, ha pubblicato sul suo blog l'elenco dei procedimenti di un certo impatto sull'opinione pubblica che potrebbero finire al macero con l'approvazione del processo breve.

Non c'è molto da aggiungere. Entro stasera, probabilmente, quella che verrà ricordata come una delle peggiori porcate della storia parlamentare italiana, sarà realtà. Napolitano permettendo.

Se siete forti di stomaco, la diretta dalla Camera è qui.

venerdì 8 aprile 2011

Secondo voi lo diranno?


Secondo voi, oggi, saranno più i telegiornali che spareranno questa notizia senza approfondire, magari lamentandosi pure della lentezza dei processi, o quelli che spiegheranno perché (e soprattutto grazie a chi) la prescrizione per i reati finanziari è stata segata così di brutto?

Do un aiutino a quelli che magari avessero dei dubbi. La risposta la trovate nascosta in questo elenco.

giovedì 7 aprile 2011

Ognuno, poi, si faccia pure la sua idea



Il processo breve spiegato a quelli di Viareggio

Questa legge riguarderà tanti importanti processi come il nostro. I 38 indagati della strage di Viareggio sono quasi tutti persone incensurate e, quindi, molti di loro usufruiranno della riduzione della prescrizione, potranno essere esclusi dai dibattimenti e quindi uscire probabilmente impuniti. Nessun responsabile di quanto accaduto a Viareggio: è uno scenario del tutto plausibile.

(via inviatospeciale.it)

Due Kit Carson

Cosa che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...