"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 6 novembre 2022
Cassetti
martedì 26 luglio 2022
Vittorio De Scalzi
venerdì 20 maggio 2022
Vangelis (un ricordo)
Leggere della dipartita di Vangelis mi è dispiaciuto. Stimavo il grande compositore greco non solo e non tanto per la quantità di colonne sonore di film composte, molte delle quali indimenticabili (amo di più, in assoluto, quella che accompagna 1492, la scoperta del paradiso), ma per un ricordo che mi torna alla mente ogni volta che ascolto qualcosa di lui.
Da bambino andavo spesso, la domenica pomeriggio, a trovare mio zio Luigi, giù a Rimini, assieme ai miei e a mio fratello. Lui, il fratello di mio babbo, era appassionatissimo di musica e aveva ogni parete della sua camera, escluse ovviamente porte e finestra, ricoperta di vinili, accatastati in qualche modo su scansie. Io, mentre i grandi stavano di là nella sala a fare le chiacchiere, amavo intrufolarmi nella sua camera, dove accendevo l'impianto stereo a basso volume, tiravo fuori qualche 33 giri e lo ascoltavo. Un giorno mi imbattei in questo disco:
Rimasi per un po' a guardare la copertina e mi chiesi chi fosse (o cosa fosse) questo Vangelis, e lì per lì immaginai potesse trattarsi di un disco di musica da chiesa (nella mia ingenuità di bambino avevo fatto l'associazione Vangelis = Vangelo), finché mi decisi e lo misi sul piatto del giradischi per ascoltarlo. Scoprii allora il compositore Vangelis, me ne innamorai e non lo lasciai più.
Oggi quel disco ce l'ho nella mia cdteca assieme ad altri suoi ed è uno di quelli a cui tengo di più e che ancora, a distanza di tanti anni (fu pubblicato nel 1976), mi emoziona.
giovedì 3 marzo 2022
Fiabe
sabato 11 dicembre 2021
Long way
Una nuova canzone di Eddie Vedder è sempre un avvenimento piacevole, per me.
Long way.
Oggi pomeriggio, mentre la ascoltavo camminando, pensavo a quando ero giovane e, guidando, sceglievo sempre i percorsi più lunghi e diversi per tornare a casa. Un po' perché mi piaceva guidare, cosa che adesso detesto, ma soprattutto perché mi piaceva l'idea di uscire dalla routine del solito percorso e provare qualcosa di diverso.
Santarcangelo - Poggio Berni, ad esempio, un rettilineo di quattro chilometri di Santarcangiolese. Volete mettere quanto fosse più bello imboccare la Trasversale Marecchia, attraversare San Martino dei Mulini e poi la Marecchiese fino a Ponte Verucchio, quindi, una volta attraversato il Marecchia, calare giù verso Torriana, svoltare a Trebbio, salire sulle colline e attraversare la vecchia stradina in mezzo ai campi fino a casa? Non c'è paragone coi quattro sterili chilometri di rettilineo della Santarcangiolese.
Era un percorso molto più lungo, un percorso irrazionale e incomprensibile, diremmo coi paradigmi di oggi, ma molto più divertente e "avventuroso". A volte la tentazione ce l'ho ancora, ma è cambiato lo spirito. Oggi non vedo l'ora di tornare a casa.
venerdì 11 dicembre 2020
Il prof di chimica
venerdì 8 maggio 2020
Vent'anni di Iloveyou
Il primo lo acquistai un anno dopo, nel 2001; Windows 2000 era appena stato collocato in pensione e i pc nuovi venivano venduti con preinstallato Windows Xp, uno dei più longevi (e bacati) sistemi operativi di tutta la storia dell'informatica, tanto che una certa quota di utenza lo utilizza ancora oggi nonostante Microsoft abbia interrotto ormai da anni il rilascio degli aggiornamenti.
Quel pc fisso, che assemblai con l'aiuto di un amico in quanto io ero totalmente a digiuno di collegamenti, aveva, ricordo, 512 MB di RAM e un disco fisso da ben 40 GB, due parametri che oggi fanno quasi sorridere ma che all'epoca facevano del mio pc l'equivalente informatico di una Ferrari. Niente prese usb, mi pare, ma un bel lettore di floppy disk, oggi pura archeologia informatica. Credo ci fosse nella dotazione anche un masterizzatore di cd, ma non sono sicuro.
Di adsl, all'epoca, neppure a parlarne, in quanto la mia zona sarebbe stata coperta solo nel 2007. Con cosa navigavo, quindi, all'epoca? Sfruttando la linea del telefono fisso alla velocità di 56K (se non sapete cosa sia, qui trovate un'ottima spiegazione), e utilizzando una specie di router preistorico (in realtà era un modem analogico) che permetteva una navigazione lentissima convertendo il segnale della linea telefonica fissa da analogico a digitale e viceversa.
All'epoca non esistevano tariffe flat come siamo abituati ora, e quindi navigare aveva un costo notevole, un po' come telefonare, senza contare che con la navigazione a 56K il pc non era perennemente collegato alla rete, come succede ora con l'adsl, ma ogni volta che si voleva utilizzare internet bisognava collegarsi e poi, una volta terminata la navigazione, scollegarsi. Naturalmente, quando il modem era collegato alla rete il telefono diventava muto, cosa questa che è stata all'origine di non poche litigate con mia moglie (all'epoca i cellulari erano ancora lontani), e vabbe'. Ah, volete sentire il suono caratteristico di un modem a 56K che si collegava a internet? Eccolo qui. Ecco, quando mia moglie sentiva questa sequenza di suoni gracchianti e incomprensibili cominciava ad alzare gli occhi al cielo.
Scampai Iloveyou perché, come detto, misi le mani sul mio primo pc un anno dopo la sua deflagrazione, quando già gli antivirus lo riconoscevano perfettamente e lo neutralizzavano. Feci comunque una discreta collezione di altri virus, di tutte le tipologie, finché un giorno mi stancai e abbandonai Windows per passare a Linux, passaggio pieno di difficoltà, allora - oggi la maggior parte dei sistemi operativi Linux è estremamente user-friendly, forse addirittura più dei vari Windows - che attuai grazie all'aiuto di Maurizio Antonelli, che con una pazienza da premio Nobel mi supportò ad ogni mia difficoltà.
Era finito l'incubo dei virus, finalmente (gli eseguibili .exe non giravano su Linux), e potei dire addio ad antivirus, antidialer, antispyware e quant'altro, navigando in tutta tranquillità. Inutile dire che, da allora, non ho più abbandonato i sistemi operativi del pinguino.
Perché questo excursus storico-informatico originato da Iloveyou? Mah. Forse perché, per dirla alla De Gregori, "vent'anni [passati] sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più." Sì, sarà per questo.
sabato 4 gennaio 2020
Ancora sulla chiusura della DIMAR
sabato 30 novembre 2019
The Wall, quarant'anni dopo
martedì 5 novembre 2019
Bryan Adams
martedì 29 ottobre 2019
San Martino
martedì 22 ottobre 2019
Ricordi musicali
mercoledì 24 febbraio 2010
Sandro Pertini
Vent'anni fa, come oggi, Pertini ci lasciava. E mai come oggi, vent'anni dopo, ce ne sarebbe bisogno.
lunedì 27 luglio 2009
La Dimar chiude, e un altro pezzo di Rimini se ne va
Oggi scrivo un post triste. Triste per me, sicuramente, ma anche per tutti quelli, romagnoli o no, che hanno amato questo negozio, che non era soltanto un semplice negozio di dischi, ma era una sorta di... "filosofia".Eh sì, perché chi si recava qui, di solito non lo faceva solo per comprare l'album dell'artista del momento (quello si trovava senza problemi in tutti i negozi di dischi), ma cercava qualcosa di particolare, difficilmente reperibile altrove. C'è stato un periodo in cui era opinione comune che fosse il negozio di dischi più fornito del mondo. Era possibile trovare di tutto: musica d'importazione, jazz, celtica, rock'n'roll, gospel, classica, blues, etnica. Si trovavano con un certa facilità pure i cosiddetti bootleg, oppure, su ordinazione, dischi ormai fuori catalogo difficilmente reperibili sul mercato. Era méta incessante di appassionati provenienti non solo da ogni parte d'Italia, ma anche dall'estero (molti svizzeri e tedeschi venivano in vacanza a Rimini con un budget appositamente dedicato a questo negozio).
Un negozio che aveva per noi un qualcosa di magico. L'entrata principale non aveva quasi niente di diverso dai tradizionali negozi di dischi: la cassa all'entrata, la vetrina e la bacheca centrale con le novità del momento sulla destra. Ma la magia iniziava proseguendo oltre. Superata infatti l'entrata, si entrava nel cuore del negozio. In fondo al corridoio principale c'era infatti un piccolissimo ascensore che portava al piano superiore. Qui, camminando tra i cunicoli e le stanzette (vedi immagine) formati dalle scansie riempite di dischi fino all'inverosimile, si cercava quello che serviva.
Il sabato pomeriggio una capatina alla Dimar con gli amici era d'obbligo. Essendo ovviamente ancora tutti senza patente, si partiva da Santarcangelo col mitico "9" e si arrivava dopo mezzoretta di pullman a Rimini, in Piazza Tre Martiri - la Dimar era lì a pochi passi -. Ci si metteva d'accordo prima sul disco (ovviamente, all'epoca, in vinile) che interessava, poi, una volta a casa, si registrava per tutti sulle vecchie musicassette magnetiche (all'epoca non c'erano ancora le major discografiche che rompevano le scatole). Comprare un disco, poi, era un po' come giocare al lotto. Non c'era la possibilità del preascolto come nei moderni megastore, e il disco era incellofanato. Quindi? Si rischiava: magari si studiava un po' la copertina (come se da lì fosse stato possibile capirci qualcosa), si pensava ai dischi precedenti dello stesso artista, e alla fine comunque si acquistava.
Beh, questa cosa è finita. Ieri per la Dimar è stato l'ultimo giorno di attività. Non penso in questo caso che c'entri molto la crisi; il declino dell'attività, all'inizio lento, è infatti cominciato - leggevo su un articolo di un giornale locale - con l'avvento del cd, poi, nel corso del tempo, la tecnologia e internet hanno fatto il resto. Ora, intendiamoci, io sono fondamentalmente un tecnologico, non mi impensierisce né mi preoccupa il fatto di trovarmi nel pieno di questa era. Certo è che di fronte a questi "danni", in questo caso proprio da imputare alla suddetta tecnologia, l'amaro in bocca rimane.
giovedì 6 novembre 2008
Enzo Biagi, è già passato un anno
Da quanto ho potuto leggere spulciando il feedreader di Google, nessun quotidiano italiano si è degnato, oggi, di dedicare un trafilettino per ricordare che un anno fa, era il 6 novembre, moriva Enzo Biagi. Lo so, in fondo in fondo stava un po' sulle palle a tutti, e ben poco da spartire aveva con l'attuale concetto di informazione, ma una riga avrebbero potuto scriverla. E' lo stesso: quelli che l'hanno sempre stimato ne conservano comunque intatto il ricordo.
domenica 2 marzo 2008
You'll be in my heart (un post scritto facendo finta che...)
Ricordi appunto di cartoni animati, specialmente quelli della Walt Disney, che ci tenevano compagnia quando Michela e Francesca erano piccole: Biancaneve, Cenerentola, La bella e la bestia, Alice nel paese delle meraviglie, Bambi, L'era glaciale, Spirit, ecc... Cartoni animati che, oltre a piacere ovviamente ai pargoli, piacevano anche a noi. Eccome se piacevano, bambinoni che non eravamo altro... :-)
Uno dei più belli, come storia, adattamento e colonna sonora, è stato sicuramente il rifacimento di Tarzan. Beh, facciamo finta per un giorno di vivere in un cartone animato, dimenticandoci delle brutture della vita di tutti i giorni, e godiamoci questo breve trailer.
Buona domenica.
Due Kit Carson
Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...
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Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
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Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...

