sabato 19 gennaio 2019

Sabato

Nell'antichità, se ci fosse stato il sole per tutta la settimana e il venerdì sera fosse cominciato a piovere, con ottime probabilità che anche tutto il weekend ne venisse investito, si sarebbe incolpata qualche divinità, tipo ad esempio Giove pluvio, o magari qualche astro in posizione sfavorevole. Oggi, che da quei tempi e quella mentalità ci si è bene o male affrancati, o almeno si dovrebbe, si tende più a incolpare la sfortuna. Che poi, alla fine, tra incolpare la sfortuna e Giove pluvio forse non passa neppure tutta questa differenza.

E va bene, facciamo buon viso a cattivo gioco, che per me è abbastanza facile non avendo programmato niente in particolare tranne leggere. E anche qui il salto è stato notevole. Terminato il pesante (qui l'aggettivo va inteso nel suo significato letterale) tomo di Oz, ho cominciato il ben più leggero (qui l'aggettivo va inteso nella sua duplice valenza) Il giovane Holden, di Salinger, uno dei tanti classici (classici?) che mi sono perso da ragazzo e che affollano l'incasinato reparto della mia libreria che raccoglie i libri in attesa.

Per ora è gustosissimo, divertente. In certi punti, ad esempio quello in cui lui incontra sul treno la madre del suo compagno di scuola stronzo, mi sono dovuto addirittura fermare, togliere gli occhiali e asciugare gli occhi dalle lacrime provocate dall'ilarità della scena descritta. Credo, se non ricordo male, che il grande Roberto Vecchioni abbia scritto una canzone su questo libro. O forse era Guccini? Boh, dovrei andare a controllare.

Massì, che piova pure, fuori.

1 commento:

  1. mai letto, uno dei (tantissimi) classici che mi sono perso... spero di rifarmi nei prossimi anni leggendoli insieme a mia figlia :-)

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