Torno un attimo su Pantani. La maggior parte dei commenti, da piu' parti, se ci avete fatto caso sono concordi nel dire che si tratta di una faccenda chiusa, che ormai bisognerebbe lasciarlo in pace, che adesso c'e' Nibali e le nuove leve che avanzano, e via di questo passo. Da una parte sono d'accordo; ossia, anche io penso che alla faccenda si stia dando eccessivo (e spesso strumentale) risalto.
Dall'altra, pero', penso anche che se, come effettivamente sembra, sono emersi elementi nuovi che possono portare a rivedere la posizione del campione, e' giusto che siano valutati attentamente come meritano. Perche' c'e' una differenza abissale tra un suicidio, come e' stata catalogata la sua vicenda, e un omicidio. E lasciamo stare che si tratta di Pantani, ossia di un campione famoso in buona parte del globo. Sarebbe giusto e sacrosanto fare luce anche se si trattasse di un perfetto sconosciuto come ad esempio un nostro vicino di casa. Insomma, che sia mamma Tonina o il nostro vicino, entrambi credo abbiano il sacrosanto diritto di sapere la verita'.
E i giornali, se in Italia avessimo un giornalismo con la G maiuscola, saprebbero trattare la faccenda con le cautele che merita. Cosa che invece, purtroppo, non accade mai.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 4 agosto 2014
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