sabato 9 agosto 2008

Films in streaming via internet: legale o illegale?

Sono capitato ieri per caso su italiafilm.net (qui a fianco una schermata dell'home page), un blog tramite il quale è possibile vedere in streaming, gratuitamente, film in lingua italiana. Il database dei titoli disponibili è piuttosto ampio ed è molto facile trovare anche pellicole attualmente ancora in programmazione nei cinema.

Girovagando qua e là in rete mi sono accorto, con una certa sorpresa, che siti tipo questo sono tutt'altro che rari. Basta fare una veloce googlata con le parole chiave film streaming per accorgersene. Il sito in realtà non ospita alcunché, nel senso che i files video non sono fisicamente presenti sui suoi server, ma si limita a fornire dei link in questo caso diretti a megavideo.com. Da una veloce ricerca whois risulta comunque che entrambi i siti - sia italiafilm.net che megavideo.com - sono hostati su server statunitensi.

I films (in .swf) sono visibili in qualità degradata direttamente tramite il browser, senza che sia necessario installare programmi di terze parti (eccetto ovviamente il plugin Adobe Flash Player o similari).

Questo per quanto riguarda la parte tecnica. Ma la domanda è: è legale tutto ciò? Apparentemente sì, in quanto non c'è possibilità di scaricare i films ma solo di vederli, venendo così a mancare il requisito fondamentale perché si verifichi l'illecito, e cioè la condivisione (almeno stando a quanto stabilisce il Decreto Urbani). In pratica il principio che regola il tutto è perfettamente identico a quanto avviene in campo musicale con siti tipo lastfm o lo stesso muxtape (sul quale ho anch'io un mio account), i quali non sono nient'altro che socialnetwork "musicali" tramite i quali è possibile ascoltare la propria musica preferita in streaming, creare playlist personalizzate e segnalarle ad altri utenti.

Tutto bene quindi, o almeno così parrebbe. Ma c'è sempre un ma. In questo caso sotto forma di una sentenza della Cassazione risalente al 2006 - che all'epoca fece molto discutere - grazie alla quale due milanesi hanno passato dei guai per aver pubblicato sui rispettivi siti internet i link con cui era possibile accedere alla visione in streaming di partite di calcio i cui diritti erano di proprietà esclusiva di Sky. Riporto qui sotto uno stralcio della sentenza, così come pubblicata da Repubblica:

"...è innegabile - si legge nella sentenza 33945 - che gli attuali indagati hanno agevolato attraverso un sistema di guida online la connessione e facilitato la sincronizzazione con l'evento sportivo: senza l'attività degli indagati, non ci sarebbe stata, o si sarebbe verificata in misura minore, la diffusione delle opere tutelate. I giudici di piazza Cavour, spiegano che le informazioni sul link e sulle modalità per la visione delle partite in Italia, "per raggiungere il loro obiettivo, devono essere inoltrate agli utenti in epoca antecedente alla immissione delle trasmissioni in via telematica; tale rilievo, se puntuale in fatto, comporta come conseguenza che, in base alle generali norme sul concorso nel reato, gli indagati, pur non avendo compiuto l'azione tipica, hanno posto in essere una condotta consapevole avente efficienza causale sulla lesione del bene tutelato".

Insomma, sulla pubblicazione dei link a materiale protetto da copyright (dalle partite di calcio ai film il passo è breve) la Cassazione sembra avere le idee piuttosto chiare, come spiegato molto bene anche da questo articolo di PI dell'epoca. Quindi va bene i server all'estero, va bene il fatto che all'atto pratico non ci sia condivisione, ma evidentemente non basta.

venerdì 8 agosto 2008

Alemanno e i cassonetti

Probabilmente avrete letto della polemica innescata dall'ordinanza di Alemanno - un paio di giorni fa - di impedire ai barboni di rovistare nei cassonetti. Un provvedimento, su cui la stessa giunta ha già fatto retromarcia ("Ci siamo fermati per ulteriori verifiche"), che andava probabilmente inquadrato nell'ottica del tanto sbandierato aumento della sicurezza. Cosa comprensibile del resto: se non si comincia da qualche pericolosissimo barbone che rovista nell'immondizia per cercare qualcosa da mangiare...

Una proposta (sulla quale per decenza non mi esprimo) che fa il paio con l'altra ordinanza, emessa recentemente dal sindaco leghista di Novara, che prevede una multa piuttosto salata se si è in più di due, di notte, nei parchi cittadini.

Il dietrofront della giunta capitolina è arrivato dopo che varie associazioni di volontariato hanno fatto notare ad Alemanno che per molti - compresi molti pensionati - il rovistare nei cassonetti dell'immondizia rappresenta l'unico modo per essere sicuri di non morire di fame.

Visto che si parla di "sicurezza"...

giovedì 7 agosto 2008

Inserimento dei commenti, si cambia

Sono sincero: la moderazione dei commenti mi ha stancato. Leggerli preventivamente nella mia webmail e poi sbloccarli mi sembra una inutile perdita di tempo, visto che poi finora non ho avuto nessun problema a pubblicarli tutti. E ho avuto modo di notare, come qualcuno mi ha già segnalato, che anche la spontaneità e l'immediatezza del tutto ne risente.

Ho deciso quindi, a titolo sperimentale, di consentire agli utenti registrati che hanno un account su Google/Blogger di postare liberamente i loro commenti senza filtro preventivo (andranno immediatamente online). Chi non dispone di un account può attivarlo gratuitamente da qui. La procedura è molto veloce e richiede al massimo un paio di minuti.

Lo so, a qualcuno potrà sembrare una scocciatura, ma sono convinto che non rappresenterà un sacrificio eccessivo per chi ha realmente qualcosa da dire e desidera partecipare attivamente alle discussioni. Ripeto inoltre che si tratta di una misura sperimentale e probabilmente temporanea, così, giusto per vedere come evolve la cosa. Preciso comunque, a scanso di equivoci, che le critiche e le correzioni sono sempre ben accette. I commenti con insulti, ingiurie e compagnia bella saranno cancellati senza se e senza ma.

Se volete dirmi cosa ne pensate (anche tramite e-mail), siete ovviamente i benvenuti.

Meno male, non sono tutti criminali...

Dall'Espresso del 2 agosto:

Il Comune leghista lancia la gara di solidarieta' per i cittadini colpiti dall'alluvione. E l'unico abitante del Paese che mette mano al portafogli e' stato un immigrato marocchino. E' insieme sorprendente e deludente l'esito della raccolta di fondi varata dall'amministrazione comunale di Brignano Gera d'Adda per aiutare i residenti in via Madonna dei Campi, colpiti il 18 maggio dall'esondazione del torrente Morletta, che ha provocato danni per due milioni di euro. L'unico cittadino (assessori a parte) ad avere versato dal denaro e' risultato essere un immigrato dal Marocco che a pochi giorni dall'esondazione si era presentato dal sindaco promettendogli che avrebbe versato un quarto del suo stipendio. Cosa che poi ha fatto. Ed e' stato l'unico, se si escludono i 400 euro a testa sborsati dal sindaco e dagli assessori. E se si considerano gli zero euro arrivati dalla minoranza della 'Ruota del mulino', la cui capogruppo Noemi Galiberti ha spiegato che "spetta al Comune andare incontro agli alluvionati visto che ogni residente paga gia' le tasse comunali". Immediata la replica del sindaco Giuseppe Ferri: "Ognuno e' libero di fare cio' che vuole" il fatto pero' che sia stato un extracomunitario l'unico a versare dei soldi a favore dei suoi compaesani fa riflettere". (fonte)

(via Anna Setari)

mercoledì 6 agosto 2008

Pechino 2008, ma si gioca anche?

In principio era lo smog, che inesorabile avvolgeva (e avvolge tuttora) la città e gli impianti sportivi destinati a ospitare i giochi. Poi la bufera doping, con la vicenda Baldini che ha tenuto banco negli ultimi giorni. Adesso, tanto per non farci mancare niente, ecco puntuale l'ultima polemica, innescata dalla mitica coppia Gasparri/Meloni (ma chi è?), i quali chiedono un "gesto forte" ai nostri atleti per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sistematica violazione dei dirittti umani in Cina.

Una delega, insomma. Niente di più, niente di meno. In sostanza il governo suggerisce agli atleti di esprimere quel dissenso che lui si è sempre ben guardato dal manifestare in maniera plateale (si sa, disturbare la sesta potenza economica mondiale non va bene). Ma gli atleti sono atleti, cosa c'entrano con la politica?

Mi tocca per caso dare ragione a Petrucci?

La "percezione della sicurezza" secondo lui

Sia chiaro: in linea di principio non ho niente contro l'impiego dei militari nelle grandi città come deterrente al dilagare (?) della criminalità, anche se, come ho già scritto, avrei preferito qualcosa di diverso. Mi inalbero un tantino solo quando sento La Russa (foto) ribadire, dall'alto della sua pluriennale e comprovata esperienza di comando nelle forze armate, che non si tratta di operazione di facciata.

Allora, va bene i militari, va bene l'aumento della "percezione della sicurezza", va bene tutto, ma per favore la smetta di prenderci per i fondelli, altrimenti sembra che il generale Mario Buscemi, che dal 1992 al 1998 è stato a capo di 20.000 (ventimila) soldati nella sola Sicilia per l'operazione "Vespri Siciliani", dica cretinate quando afferma che si tratta di pura operazione simbolica. La Russa abbia l'onestà di dirci le cose come stanno. Ma niente, lui è convinto che il dispiegamento in modalità random di 3.000 militari, un po' qua e un po' là in giro per lo stivale, aumenterà questa benedetta percezione della sicurezza, e vabbè...

Tra l'altro è interessante notare come in concomitanza con questa grande operazione militare, il Censis pubblichi uno studio in cui risulta ad esempio che le morti da incidenti stradali superano di gran lunga quelle causate dalla cosiddetta criminalità, per non parlare poi delle morti bianche, superiori di ben 8 volte rispetto sempre a quelle da criminalità.

Ecco uno stralcio di ciò che scriveva in proposito ieri il Corriere:
E nonostante i decessi sul lavoro e quelli legati a incidenti stradali superino quelli legati alla criminalità, nel nostro Paese, sottolinea il Censis, «gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalità». Il numero degli omicidi in Italia continua a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Sono molti di più negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000). Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle cittá italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003. (fonte)
Insomma, stando ai numeri forniti dal Censis non sembra che l'Italia sia questo covo di delinquenti e assassini che molti vogliono dipingere, al punto che sia necessario mobilitare l'esercito, e comunque non è messa peggio della maggior parte dei paesi europei presi come riferimento. La sensazione è insomma che si voglia distogliere l'attenzione da quella che è forse la vera piaga che flagella il nostro tessuto sociale: la corruzione.

C'è in proposito un interessante dato (aggiornato al 2006) pubblicato dal Sole24ore: l'Italia si trova al 45° posto nella lista dei paesi in cui è più alto il tasso di corruzione a tutti i livelli. Una cosa ritenuta da lorsignori evidentemente poco importante, visto che:
  • tale reato era stato inizialmente inserito tra quelli i cui processi non erano considerati urgenti
  • è stato approvato il lodo Alfano, che impedisce per i prossimi 5 anni la prosecuzione del processo a carico del premier, indagato e rinviato a giudizio guarda a caso proprio per corruzione in atti giudiziari (processo Mills)
  • è stato soppresso per decreto legge - misura operativa a partire dal prossimo 25 agosto - l'alto commissariato per la lotta alla corruzione (notizia passata pressoché inosservata)
  • una delle priorità della futura riforma della giustizia sarà la limitazione delle intercettazioni telefoniche ai soli reati di mafia e terrorismo (guarda a caso l'intercettazione è uno degli strumenti principe nella lotta alla corruzione)
Ovviamente di questo aspetto i media nostrani (chissà mai per quale motivo) si guardano bene dal parlare, tanto è vero che per trovarne traccia bisogna andare a fare un giretto su qualche testata estera. Come il Financial Times, ad esempio, che in questo editoriale dice senza tanti giri di parole quello che sembra essere sfuggito a tutti: la corruzione in Italia non solo non è minimamente contrastata, ma pare si faccia di tutto per agevolarla.

Scriveva ieri l'Unità a proposito del suddetto articolo:
Dati positivi, quelli sulla sicurezza in Italia, ma ingannevoli? Si chiede il Financial Times. Evidentemente sì. O meglio poco importa cosa dicono le statistiche, sottolinea il giornale, poco importa in realtà che il tasso di criminalità in Italia sia più basso che in altri Paesi europei e che i cittadini romani vivano più sicuri di quelli di Londra, Copenaghen e Amsterdam. Berlusconi ha ragione a pensarla diversamente, perché - scrive Dinmore - «come ogni politico sa, è la percezione che conta».

Ma se per quanto riguarda la criminalità il Belpaese non è messo così male in Europa, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda la corruzione, che vede l'Italia al 40mo posto tra le nazioni più corrotte secondo l'indice globale di Transparency international. Peggio fra i paesi «fondatori» fa solo la Grecia. Eppure, osserva il giornale, «la lotta alla corruzione non figurava tra le priorità» della campagna elettorale.
Insomma, alla fine, è sufficientemente chiaro a cosa servono i soldati nelle città o no? E voi, vi siete fatti la vostra "percezione" della situazione?

martedì 5 agosto 2008

Adesso è ufficiale: della scuola (pubblica) non gliene frega niente a nessuno

Sono sincero: a mio parere tutte i recenti blablabla sul ritorno del 7 in condotta, e in generale sul fatto che la condotta influisca sulla promozione, sono solo fumo negli occhi. Una polemica inutile e creata ad arte per cercare di nascondere qualcosa di ben più grave: i tagli previsti dalla finanziaria 2009 a tutto il comparto scuola e istruzione.
Una drastica dieta dimagrante per un paziente già in agonia. I tagli alla scuola previsti dal Decreto in discussione in Parlamento, mettono in serio pericolo la tenuta dell’intero sistema scolastico italiano: oltre 87.000 cattedre in meno che andranno a diminuire l’attuale rapporto docenti /alunni, a scapito della qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica italiana.
[...]
“L’Italia è tra i Paesi europei che investono di meno nella scuola, neanche il 2% del PIL – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile del settore Scuola e Formazione di Legambiente – e nonostante questo, continua a sottrarre risorse al sistema scolastico, che ha già avuto anni bui di riforme e controriforme, tagli continui agli organici e ai finanziamenti”. (fonte)
Per carità, niente di nuovo sotto il sole: questo governo non fa nient'altro che tagliare grosse risorse alla scuola (quasi 200.000 docenti e 456 milioni di euro in tre anni) esattamente come ha fatto il precedente e quello prima ancora (che poi è sempre questo).

Le scuole private (specialmente quelle cattoliche) ovviamente ringraziano, anche perché il trend è ormai consolidato da anni. Evidentemente la simpatica chiacchierata avvenuta a giugno tra il premier e l'allegro rappresentante di Dio in terra sta dando buoni frutti.

A me, come padre (con due figlie che vanno in due scuole pubbliche diverse), rimane l'amara constatazione di come effettivamente il sistema scuola sia arrivato al capolinea (non si può pensare diversamente davanti a continue richieste di soldi per fotocopie, carta, penne, ecc...): il collasso è vicino e quel poco che resta cadrà inesorabilmente sotto le spallate rigorosamente bipartisan dei continui tagli.

Quindi, forse, è meglio tornare a parlare del 7 in condotta...

lunedì 4 agosto 2008

La fine del mondo (come la vedrebbe Repubblica)

(fonte immagine e breve spiegazione: Leonardo)

Le firme destinate al cesso e quelle che servono

Il Partito Democratico, nel pieno della fase "tentativi patetici di risurrezione dopo la batosta elettorale", annuncia ieri dalle pagine dell'Unità - suo megafono mediatico ufficiale - il raggiungimento delle 650.000 firme raccolte nell'iniziativa "Salva l'Italia". L'obiettivo che si erano prefissi gli organizzatori era (ed è) il raggiungimento di 5.000.000 di firme entro il 25 ottobre, data in cui si terrà una grande manifestazione nazionale organizzata proprio dal partito.

Ora, a parte il fatto che è altamente improbabile che la petizione raggiunga il numero di firme previste, ma dopo? Che ne sarà di queste firme? Come verranno utilizzate? Serviranno a qualcosa? Scrive sempre l'Unità:
«La petizione pone al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo e la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni. Obiettivo, primario completare la raccolta di firme promossa dal segretario nazionale Walter Veltroni per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni mentre l'Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese».
Adesso è tutto chiaro: le firme serviranno sostanzialmente per dire no alla politica dell'attuale esecutivo, specialmente in materia di giustizia ed economia. Bello. Peccato che al cavaliere di queste firme e relativa manifestazione non gliene importerà un bel niente, perché lui, come ha già ampiamente annunciato, andrà avanti a testa bassa, con o senza il famoso dialogo con l'opposizione di cui tanto si parla.

Se il Pd vuole veramente fregiarsi del titolo di opposizione deve fare ben altro che raccogliere firme inutili in una petizione il cui valore è pari a zero, o indire grandi manifestazioni-baraccone alla fine delle quali non cambierà assolutamente niente. Se deve (e se vuole) fare qualcosa lo deve fare in parlamento: con la presenza, il voto, l'ostruzione, gli emendamenti. Insomma deve almeno provare a fare finta di essere ancora vivo. Non si può aspettare di protestare in massa a fine ottobre: sarà troppo tardi perché da qui a quella data il cavaliere avrà fatto tempo a farne ancora di cotte e di crude (tipo questa, che pare stargli molto a cuore).

Fortunatamente c'è qualcuno che ha ben chiaro quale è il vero concetto di opposizione, decidendo di scendere dal tandem Pdl/Pd - ultimamente sempre più a braccetto - e di passare dalle parole ai fatti:

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domenica 3 agosto 2008

Ti lascio una parola (goodbye)

"Non c'è gioia più grande che trovare nuovi amici, non c'è dolore più grande che separarsi dai vecchi amici."
Proverbio cinese.


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Buona domenica.

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...