lunedì 3 dicembre 2007

Crisi di rigetto (verso la politica)

Probabilmente qualcuno avrà notato che nei miei ultimi articoli ho parlato prevalentemente di internet, informatica e tecnologia, la politica l'ho lasciata stare. Non è casuale la cosa, è solamente che, alla luce degli ultimi avvenimenti di questi giorni, sono stato vittima della crisi che ho citato nel titolo del post. Perché? Vi elenco brevemente alcuni dei motivi.

Ieri mattina ho letto in giro che il cavaliere avrebbe lanciato segnali distensivi verso Fini e Bossi, in perfetto stile "Lasciate che Fini e Bossi vengano a me", per usare una similitudine evangelica (neanche tanto fuori luogo, non era lui l'unto del signore?), ottenendo come risposta una comprensibile titubanza da parte dei due ex compari di coalizione. Titubanza e riluttanza a mio avviso piuttosto giustificate: non era lui (l'unto) che davanti alle proposte di un progetto comune, a scapito di sortite solitarie, avanzate dagli ex alleati aveva sentenziato ironicamente "si tengano il progetto, io mi tengo i voti", definendo oltretutto l'ex alleanza un ectoplasma? Scusate, un pochino mi incazzerei anch'io. Sarà che il tentativo di riavvicinare i due deriva adesso dalla constatazione che forse i voti tanto strombazzati non sono poi così tanti come pareva all'inizio? Mah... vedremo.

E poi c'è il caso Forleo, il magistrato del quale avevo già parlato in precedenza, che qualcuno vorrebbe delegittimare apparentemente perché "si è comportata male", dicendo cose ritenute diffamatorie dai signori di palazzo (mentre invece i veri motivi - che intuiscono tutti e che spiega bene Travaglio qui - sono palesemente noti). Più o meno - anche se con metodi diversi - quello che è accaduto a De Magistris. Fateci caso: ogni volta che un magistrato incanala le sue indagini in certe direzioni e verso certi soggetti si ha come l'impressione che qualcuno faccia di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. Naturalmente si tratta di coincidenze e la mia è probabilmente solo un'impressione (per aver esternato questa impressione Beppe Grillo si è beccato una querela da Mastella).

Ma ci sono altre cose che mi danno fastidio. Non sopporto ad esempio che si continui a parlare tutti i giorni a spron battuto di quello che fanno i politici. Ma dite la verità, a voi interessa veramente? E' possibile ogni giorno ritrovarsi fior di articoli sui movimenti, gli incontri, le intese, le passeggiate, i colloqui e le telefonate che si fa questa gente? Cos'è, un subdolo tentativo di trasformare tutto in gossip per evitare di parlare dei veri problemi? A me non frega niente di cosa si sono detti Berlusconi e Veltroni, io voglio sapere cosa faranno col mio voto (se mai - ma è in dubbio - dovessi darlo a uno di loro). E soprattutto non voglio che il mio voto sia oggetto di mercimonio da parte di nessuno. "Una tale continua mobilità interna al centrodestra è spiegabile principalmente da due fattori. Da un verso, vi è una grande sovrapposizione tra i mercati elettorali dei diversi partiti" si leggeva ieri sul Corriere. "Mercato elettorale"? Scusate, qualcuno mi sa dare un'interpretazione diversa da "l'elettore è merce da mercanteggiare" di questa frase? La politica come il calcio? Ho inteso male io?

Non vedo mai, viceversa, un eguale numero di articoli che mi spieghino perché il gasolio per la mia vecchia Punto diesel è arrivato a 2500 delle vecchie lire al litro, o perché quando vai a fare la spesa e metti 4 cose nel carrello ti accorgi di aver speso un bidone di soldi e nel carrello si vede il ancora il fondo. Certo, io lo so il perché, ma me lo sono dovuto andare a cercare in rete da solo, nessuno me l'ha spiegato. I giornali lanciano titoli allarmistici a caratteri cubitali (inflazione alle stelle, benzina alle stelle, pane alle stelle, ecc...), ma nessuno ci dice perché, e soprattutto cosa prevedono di fare questi signori in proposito, oltre a vertici a base di aragoste e fois gras in cui decidere come mercanteggiare utilizzare i nostri voti.

Questi qua creano e disfano partiti, cambiano nome, ragione sociale, ma sotto sotto qual'è il motivo di tutto questo trambusto? La poltrona? No di certo! Il motivo è "discutere di riforme per il bene di paese" ^^. Ma anche qui, qualcuno mi tolga una curiosità: da quant'è che sentiamo parlare di "riforme"? E soprattutto: cosa cazzo sono queste riforme? Chi le ha mai viste? Che fisionomia bisogna dare loro? Sono per caso l'aver tolto i costi di ricarica dei telefonini alzando le tariffe e gli scatti alla risposta? Si intende questo per "riforma"? Berlusconi crea per il futuro un nuovo partito. Ma quale futuro? Non ha 70 anni? Forse, nel mio piccolo, sarei più titolato io a parlare di futuro che ne ho 37 e due figlie nel mondo della scuola. Che futuro mi devo aspettare da questi due o da quegli altri loro coetanei?

Io non sono un politico, capisco poco di alleanze, bipolarismi, trasversalismi, sbarramenti al tot%, intese elettorali, proporzionali, maggioritari, ecc... ma sono nella vita reale e non ho problemi a capire quando qualcuno cerca di mettermelo in quel posto. Ho (per fortuna) un lavoro che cerco di tenermi stretto e una famiglia, e provo "sul campo" la vita di tutti i giorni, non l'irrealtà e l'essere fuori dal mondo di chi sta nei dorati palazzi. Forse, chissà, farebbe bene anche a loro provare per un pò.

Potrebbe attenuare la mia crisi di rigetto.

domenica 2 dicembre 2007

La settimana non potrebbe iniziare meglio

Alle stronzate che leggete qui sopra sono arrivato tramite un link in bella vista nell'home page di Repubblica, uno dei più autorevoli quotidiani italiani (almeno questo è quanto si dice in giro).

Leggendo qua e là in rete si scopre che sono svariati milioni gli italiani che iniziano la giornata o la settimana basandosi su quanto affermano astrologhi, maghi e compagnia bella. Ovviamente non commento - ho già detto una parolaccia in questo post -, vi lascio solo a questa pagina del Cicap che elenca, a partire dal 1999, la lunga serie di castronerie, astruserie e previsioni clamorosamente sbagliate partorite da questi signori nel corso degli anni.

Buona domenica.

sabato 1 dicembre 2007

Ai miei tempi

Non ce l'ho con Fioroni per la sua trovata di comminare multe pesantissime agli studenti che diffondono immagini e video altrui senza permesso ("scusa, ti ho fatto un video di nascosto, mi dai il permesso di metterlo su youtube?" ^^). In fondo, poveretto, cerca solo di porre un freno all'effettivo far west digitale che regna nelle scuole.

Quando andavo a scuola io non c'erano youtube, telefonini, lettori mp3, iPod e compagnia bella. Eppure anche all'epoca i casini non mancavano: scherzi tra studenti, bravate, stupidaggini varie, ecc... L'unica differenza è che non finivano in rete. Non so; così, a naso, non mi sento (per una volta) di stigmatizzare l'iniziativa del ministro, e uno dei motivi sta forse nel fatto che Michela - mia figlia più grande, prima media - è da un pò che chiede il telefonino, possibilmente col bluetooth. E quando le chiedo perché mi risponde: "per scambiare immagini con gli amici".

Penso comunque che la maggior parte degli studenti che usano questi nuovi gingilli digitali lo faccia effettivamente in maniera innocua, magari per scambiarsi le foto di Zac Efron o dei Tokiohotel (sono informato, eh?); ma si sa, un cretino che mette online il palpeggiamento di una prof fa più notizia di tutti gli altri. D'altra parte è sempre stato così.

venerdì 30 novembre 2007

Come convertire file multimediali in qualsiasi formato senza installare niente sul pc

La costante evoluzione dei servizi in rete, fa sì che sia possibile ormai fare praticamente qualsiasi cosa senza bisogno di installare niente sul pc. Penso ad esempio alle normali suite per ufficio tipo l'Office di Microsoft o OpenOffice.org, l'equivalente delle quali è ormai da tempo disponibile gratuitamente online.

Anche la gestione dei file multimediali è possibile fare direttamente in rete. Ovviamente mi riferisco alla semplice codifica di file da un formato a un altro, niente a che vedere con chi professionalmente ha a che fare con l'editing audio video.

A questo proposito segnalo un sito molto interessante che consente di convertire direttamente online qualsiasi file multimediale, audio o video che sia, in tutti i formati possibili. Il sito in questione è questo, e da qui è possibile ad esempio convertire un .wav in .mp3, un .ogg in un .aac, un .amr in .flac e chi più ne ha più ne metta. Stesso discorso ovviamente per i file video. Per fare un esempio illustrativo ho provato a mettere sul mio telefonino un video prelevato da youtube, e precisamente la sigla di Goldrake (piccolo attacco di nostalgia infantile ^^). Nel mio caso ho usato Linux, ma la procedura è ovviamente identica usando Windows.

Come prima cosa scarichiamo dal youtube il file che ci interessa (la procedura l'avevo già illustrata tempo fa qui) e salviamolo in una cartella a nostra scelta.




A questo punto apriamo il nostro sito convertitore e indichiamogli, tramite il pulsante "sfoglia", il percorso per trovare sul pc il file da convertire:




Ora occorre indicare, tramite il form "formato uscita", l'estensione in cui vogliamo che sia convertito il nostro file. Visto che in questo caso il video scaricato da youtube sarà trasferito su un telefonino, scegliamo nelle opzioni la voce "Mobile phone - basic" per impostare la conversione del file nel formato .3gp (l'estensione standard dei file video dei telefonini). Accettiamo quindi i termini della licenza, mettendo il segno di spunta nell'apposita casella, e chicchiamo su "ok" per dare inizio alla conversione:



Al termine, un messaggio ci avvisa che la codifica è andata a buon fine ed è quindi possibile scaricare il file modificato nella nuova estensione:




A questo punto non rimane che collegare il telefonino al pc e trasferire nella scheda di memoria il filmato.

giovedì 29 novembre 2007

Gallina vecchia (Xp) fa buon brodo

Il prossimo anno sarà molto importante per i sistemi operativi di casa Microsoft. Sono previsti infatti i rilasci di nuovi service pack per i due sistemi Windows attualmente più diffusi sul mercato: Xp e Vista. Per Xp si tratta del terzo rilascio, mentre per il neonato Vista del primo. In attesa dell'evento, una società informatica specializzata della Florida ha svolto alcuni test comparati di benchmarch per vedere cosa cambierà, soprattutto in termini di prestazioni, nei due sistemi operativi dopo il rilascio delle mega patch.

I risultati - piuttosto sorprendenti - stanno già da alcuni giorni facendo il giro della rete, tra dibattiti e discussioni. Alla luce del responso dello studio, infatti, risulta che Windows Xp dopo l'installazione del terzo service pack sarà mediamente del 10% più veloce di adesso, mentre al "pachidermico" Vista l'installazione del mega aggiornamento porterà un beneficio praticamente irrisorio (valutato tra l'1 e il 2% dell'attuale). Cioè, per intenderci, elefantiaco era ed elefantiaco rimane.

Per una singolare cocomitanza, questi test vengono pubblicati in rete proprio a poco tempo di distanza dalla decisione di Microsoft di prolungare la vendita di Xp fino a giugno 2008 (inizialmente era previsto lo stop della commercializzazione a gennaio del prossimo anno) a causa delle pressanti richieste della clientela. Come prima impressione, alla luce di quanto sopra, verrebbe quasi da dire che Vista ha il suo più acerrimo nemico proprio in casa.

Come è noto, infatti, la maggior parte dell'utenza tende in genere ad aspettare prima di fare l'upgrade alla versione successiva di un sistema operativo, e, specialmente con i vari Windows, ciò che si aspetta è appunto il primo service pack, quello che dovrebbe migliorare i cosiddetti "difetti di gioventù" dei sistemi immessi sul mercato.

In sostanza questo studio dimostra che, a parità di hardware, Windows Vista sarà addirittura più lento di Xp. Questo, in verità, era noto già da tempo. A tal proposito mi pare siano interessanti i risultati di un altro studio condotto recentemente. Sono stati messi a confronto i requisiti hardware richiesti da Vista e da Windows HPC Server 2008, un sistema operativo espressamente dedicato ai server e ai super pc. Sorpresa (sorpresa?): in termini di ram è risultato più esigente Windows Vista (fonte).

Sarà interessante vedere, a questo punto, quanti saranno gli utenti che riterranno più conveniente (e non solo economicamente) tenersi il buon "vecchio" Xp con la nuova mega patch piuttosto che passare a Vista.

mercoledì 28 novembre 2007

Miti che cadono: guadagnare col blog

Leggo su La Stampa di ieri:
"Non son tutti d’oro i blog che luccicano. E soprattutto non sempre ti ricoprono d’oro. Dagli Stati Uniti arriva una storia che insinua una crepa nel mito del “guadagnare bloggando” e rafforza l’idea della complessità della blogosfera, sistema ancora tutto da scoprire e comprendere, soprattutto nei rapporti con le dinamiche economiche tradizionali e nelle possibilità di generare concreti modelli di business".
In pratica l'intero articolo racconta la storia di tale Scott Adams, blogger alle prese con una sorta di "delusione da ritorno economico" da blog. E' curiosa questa cosa, e soprattutto è curioso - a mio parere - il fatto che negli Stati Uniti esista il mito del "guadagnare bloggando".

Non so se sia vero, né so se eventualmente questa idea esista anche da noi. Io, come al solito, parlo per me e posso dire che quando ho messo online il mio sito internet prima e questo blog dopo non l'ho certo fatto con l'intento di guadagnare (anche perché avrei preso una sonora delusione ^^). Semplicemente mi piaceva l'idea di poter pubblicare qualcosa di utile da condividere e di cui eventualmente discutere.

Naturalmente non si può essere ipocriti: è chiaro che a chiunque piacerebbe campare di blog, ma questo eventualmente dovrebbe essere la conseguenza, non il fine. A mio parere chi apre un blog per far soldi forse ha capito poco o ha frainteso qualcosa. E' vero, gestire uno spazio su internet costa tempo e spesso fatica (chi blogga lo sa), ma il ritorno in termini di apprezzamento per quello che si fa non penso sia monetizzabile.

martedì 27 novembre 2007

DRM: cos'è e a cosa serve. Prova pratica su strada (*aggiornamento*)

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Dopo aver tanto parlato a livello teorico di DRM, mi pare sia giusto mostrare a livello pratico cosa si intende con questo concetto. L'occasione mi è data dalla scoperta di un sito dal quale è possibile scaricare gratuitamente e legalmente la musica che si vuole. Il sito in questione è Downlovers.it, ed è raggiungibile qui. Registrandosi con indirizzo di posta elettronica e password è possibile prelevare dal suo database le canzoni preferite gratuitamente. L'unico obbligo è quello di essere costretti a sorbirsi una trentina di secondi di spot pubblicitari durante il download dei pezzi, pubblicità tramite la quale il portale paga i diritti ai titolari di copyright del pezzo scaricato.

Il progetto non è male, nelle intenzioni, peccato che a livello pratico alcune soluzioni adottate per la gestione dei file scaricati lascino un pò a desiderare. E qui veniamo al titolo del post. La prova su strada l'ho dovuta fare con Windows Xp al posto di Linux (capirete subito perché).

Come prima cosa ho naturalmente provato a scaricare un file qualsiasi, e precisamente la canzone "L'immenso" dei Negramaro:




Prima sorpresa: il file è formato WMA (Windows Media Audio), lo standard Microsoft, proprietario, per la gestione dei file audio. E Vabbé, ci faccio doppio clic sopra per acoltarlo. Seconda sorpresa: una finestra di avvertimento mi segnala che per leggere il file è necessario aggiornare Windows Media Player alla versione 11. Naturalmente non ci penso neanche e provo ad aprirlo con VLC Media Player: niente da fare, non ne vuole sapere. Chiudo il tutto e riavvio il computer caricando Linux. Accedo da qui alla partizione in cui è installato Xp, localizzo il file e provo ad aprirlo con Amarok: niente da fare neanche con questo. Faccio un ultimo tentativo con il VLC Media Player installato nella mia Linuxbox. Niente, il file non vuole saperne di aprirsi. Chiudo di nuovo il tutto e ricarico Xp.

Mi rassegno a scaricare l'aggiornamento alla versione 11 di WMP, riavvio il pc e mi accingo finalmente ad ascoltare questo benedetto file. Altra finestrella che si apre e che mi dice che per poter ascoltare la traccia è necessario aggiornare la gestione dei diritti digitali (DRM) di Windows Media Player 11 (nel frattempo il buon ZoneAlarm mi segnala i ripetuti tentativi di WMP di accedere a internet). E va bene, facciamo anche questa. Scarico anche quest'ultimo aggiornamento e finalmente riesco ad ascoltare il mio file.

Chi scarica musica da internet (che sia in modo legale o illegale), in genere, accumulati un certo numero di file, desidera farsi una compilation da masterizzare su cd in modo da poterla ascoltare nell'impianto stereo di casa, oppue nel lettore cd della macchina, ecc... Bene, apro quindi Cd Burner Xp Pro, il programma di masterizzazione installato sul mio Xp e mi preparo a creare un cd audio col file in questione. Ennesima sorpresa: il programma mi dice che non riesce a gestire il file riportando un errore generico (lascio a voi intuire il perché). Mi viene quindi in mente che Windows Media Player ha una funzione che consente di masterizzare su cd i file musicali. Ho fatto 30, faccio 31: apro WMP e gli dico di crearmi un cd audio col file in questione. Sorpresa, il programma prende il file e me lo masterizza correttamente in formato .cda (il formato standard dei cd audio) su un riscrivibile. Altra sorpresa: inserendo il cd così ottenuto nell'impianto stereo di casa è possibile ascoltarlo correttamente.

A questo punto, prima di proseguire, è necessario ricapitolare un pò il tutto. In pratica ci troviamo di fronte a un file audio che è possibile scaricare gratuitamente e legalmente, ed è possibile masterizzare su cd. Questo è un punto sostanzialmente positivo, è fuor di dubbio, ma anche i punti negativi non mancano. E uno di quelli più irritanti è che tutta la gestione del file, dal download alla masterizzazione, è possibile effettuarla solo tramite un sistema operativo specifico, un player specifico, aggiornato a una specifica versione. Qualunque requisito al di fuori di questi rende praticamente impossibile l'operazione (o comunque piuttosto difficile tecnicamente, perlomeno per gli utenti di primo pelo).

Inoltre, dalle prove che ho effettuato sul mio pc, la conversione in formato cd audio (.cda) del file scaricato non permette di liberarlo dai lacci digitali del DRM. Tentando infatti - a parte il lettore cd dell'impianto stereo di casa - di ascoltarlo con qualsiasi lettore e con qualsiasi sistema operativo all'infuori dei soliti noti si ottengono messaggi di errore a raffica. L'unica maniera per liberare definitivamente il file dalle catene digitali del DRM è ripparlo in formato mp3 direttamente dal cd, cosa piuttosto semplice con programmi tipo FreeRip per Windows o l'ottimo K3b su Linux. Una volta rippato in uno qualsiasi di questi formati, ecco che il file è completamente libero, utilizzabile e leggibile su qualsiasi player e sistema operativo.

Due considerazioni veloci per chiudere. Quello che vi ho illustrato è il DRM, e neanche nella sua versione più "cattiva". In sostanza, pur essendo tutta la faccenda aggirabile senza grosse difficoltà, rimane incontrovertibile il fatto che non è possibile assolutamente disporre a piacimento di ciò che si è acquisito. In questo caso, se vogliamo, non è neanche eccessivamente grave considerando il fatto che i file sono disponibili in maniera gratuita. Ma limitazioni tipo questa sono presenti anche nei file acquistati legalmente online (penso ad esempio al Fairplay di Apple).

Un'iniziativa come quella di Downlover.it è quindi senz'altro interessante, ma lo sarebbe stata ancora di più se i file fossero disponibili in formato .mp3 o .ogg, liberamente utilizzabili su qualunque player e qualunque sistema operativo. Speriamo che l'ipotesi venga in futuro presa in considerazione dai responsabili del portale.


Aggiornamento 02/12/2007.

Non è tutto oro quel che luccica. Come ho già scritto sopra, l'idea di mettere liberamente a disposizione degli utenti alcuni brani musicali in cambio di qualche secondo di pubblicità è buona, è il metodo (brani infarciti di lucchetti digitali) che è sbagliato. Guardate l'immagine qui sotto:




Ho scaricato il nuovo cd di Ligabue in una cartella del mio pc e ovviamente lo voglio masterizzare per poterlo ascoltare nell'impianto stereo di casa. Ecco cosa succede:




Ecco qua, questo è il DRM in tutta la sua insulsaggine e stupidità. Ho scaricato regolarmente musica da internet senza commettere alcun illecito e cosa mi ritrovo? Dei file in una cartella del pc che posso ascoltare solo su un determinato sistema operativo, con un determinato player musicale e solo se aggiornato a una specifica versione. E che oltretutto non posso masterizzare. Peccato, sono sempre più convinto che quelli di downlover.it abbiano perso un'ottima occasione.

E il bello è che in un questionario sul loro sito, che appare durante il download dei brani, chiedono se questo metodo può essere utile per sconfiggere la pirateria online: roba da morir dal ridere!


Aggiornamento 03/12/2007.

Il mio amico e collega di lavoro Stefano, che ringrazio, mi ha fatto notare che i brani scaricati da downlovers.it, prima di essere ascoltati e masterizzati vanno "abilitati" a compiere queste operazioni. La suddetta abilitazione consiste nell'ascoltare, collegato a internet e sempre con WMP 11 (sennò che gusto c'è?), alcuni secondi di ogni brano in modo che in questi secondi avvenga il download dei diritti digitali di ascolto e masterizzazione:




Terminata questa procedura (che evito di commentare) è finalmente possibile masterizzare i brani su cd:




Il mio giudizio, comunque, riguardo tutto il progetto, rimane quello che ho espresso sopra.

lunedì 26 novembre 2007

E' finalmente finito il digital divide (almeno per me)

Ci sono neopatentati che inziano a guidare con una 500 (tipo vecchio) e neo patentati che iniziano con una Mercedes. Così è per internet: c'è chi come me inizia con la 500 (la vecchia connessione analogica a 56k) e chi con la Mercedes (collegamento internet veloce).

Il problema è che chi comincia subito con la Mercedes senza provare la 500 non si rende conto cosa vuol dire, mentre chi inzia con la 500 e passa alla Mercedes vede subito la differenza. Insomma, tutto questo preambolo per dire che il post che state leggendo è il primo che scrivo collegato a internet tramite adsl. Ebbene sì, il divario che mi divideva dalla possibilità di usufruire appieno dei nuovi servizi web 2.0 (e dal mio vicino di casa), è colmato.


Oddio, come vedete dal test che ho fatto su speedtest sono ancora ben lontano dai 7 mega strombazzati dall'offerta di Alice che ho sottoscritto, ma venendo dal 56k capite anche voi che ora come ora ciò è completamente irrilevante (e oltretutto essendo la mia zona stata coperta solo di recente non è che possa pretendere la luna).

Approfitto per ringraziare il mio amico e vicino di casa (anzi, di bar ^^) Maurizio per avermi aiutato (smanettando con l'192.168.1.1) a configurare il router col quale ho collegato a internet il mio pc e quello di Chiara.

domenica 25 novembre 2007

Pastrocchio alla francese

Un verso di una vecchia canzone di Franco Battiato recitava: "Gli orchestrali sono uguali in tutto il mondo, simili ai segnali orario delle radio" (Arabian song - 1980). Spostando il soggetto dagli orchestrali ai politici, ecco la dimostrazione che quando si tratta di legiferare in materia di internet, diritti digitali e copyright, i nostri non sono i peggiori.

Mi riferisco a ciò che si sta discutendo in questi giorni in Francia per tentare anche lì di arginare il fenomeno della pirateria online. Un articolo in proposito è apparso su Le Monde (qui). Dalle informazioni (ancora abbastanza frammentarie) in circolazione, pare che in Francia, per volere di Sarkozy, sia stato istituito una sorta di organismo di controllo che non andrà tanto per il sottile nel tentare (inutilmente) di stroncare alla radice il fenomeno.

In questo provvedimento sono previste la galera, multe pesantissime e l'obbligo per gli ISP di "convincere" i propri abbonati a "comportarsi bene" tramite l'uso di e-mail dissuasive, che una volta dimostratesi inefficaci potranno portare addirittura alla rescissione dell'accesso a internet dell'abbonato. Tutto ciò in cambio di un generico impegno a eliminare il DRM dalle opere digitali in commercio.

Interessante in proposito la dichiarazione di Sarkozy riportata da Corriere.it: “la pirateria è un comportamento medievale”. Certo. Invece sentenze tipo questa, in perfetto stile "colpirne uno per educarne cento", tanto caro a certi regimi del passato, sono comportamenti contemporanei?

sabato 24 novembre 2007

Togliete il DRM, è ERA che ve lo chiede

Molti siti stanno riportando in queste ore un accorato appello lanciato da ERA - l'associazione inglese che rappresenta i venditori di prodotti di intrattenimento digitali - ai responsabili delle major musicali e cinematografiche: togliete il DRM da cd e dvd o qui chiudiamo baracca e burattini, è in sostanza il senso dell'appello.

Due righe veloci di spiegazione. Il DRM è quell'aberrante meccanismo che col pretesto di salvaguardare i diritti di copyright sulle opere digitali (cd e dvd), di fatto ne impedisce il libero utilizzo al legittimo acquirente (maggiori dettagli in questo mio articolo dell'anno scorso). In sostanza il DRM è una sorta di "lucchetto digitale" che impedisce ad esempio di duplicare un dvd per farsene una copia di scorta, consente la lettura di un file musicale acquistato legittimamente in rete solo su determinati player, ne consente la masterizzazione un numero limitato di volte, ecc... In sostanza impedisce che io, acquirente, possa fare ciò che mi pare di quanto legittimamente acquistato.

Le industrie discografiche hanno messo in campo questa tecnica sulla base di un semplice quanto sbagliato ragionamento: la gente non compra più cd e dvd perché li condivide illegalmente? Bene, noi mettiamo i lucchetti digitali per impedire che ciò avvenga. Questo ha comportato (a) un ulteriore crollo di vendite e (b) la posa della pietra tombale su qualsiasi speranza di combattere ed eliminare la pirateria audio e video. E non potrebbe essere diversamente: scusate, ma chi acquisterebbe, pagandolo, un prodotto di cui non può disporre liberamente? Perfino il prestigioso The Economist, qualche mese fa, ha pubblicato un articolo sul tema mettendo in risalto tutta la miopia e la componente autolesionistica da parte dell'industria dell'entertainment nell'adozione di questo provvedimento, il quale, oltre a non contribuire minimamente a contrastare la pirateria, penalizza gli utenti onesti che acquistano in maniera legale questi prodotti.

Anni fa si diceva che il DRM era una di quelle tecnologie che facevano bene al venditore e male al consumatore. Oggi si può tranquillamente affermare che sia invece deleteria per entrambi: primo perché questi sistemi anticopia sono aggirabili con una certa facilità, e secondo perché è ormai statisticamente dimostrato che la musica libera da lacci digitali vende di più.

Aspettiamo solo che lo capisca chi di dovere.

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