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venerdì 29 maggio 2026

Senza fare rumore

Di solito seguo con una certa attenzione la politica (ognuno ha le proprie perversioni), ma l'obbligo di accoppiamento tra pos e registratori di cassa, entrato in vigore il primo gennaio e di cui si parla molto in queste ore, mi coglie abbastanza di sorpresa. Non sapevo niente di questa novità. Poi, pensandoci, ho capito che è normale che non ne sapessi niente, dal momento che il governo ha fatto passare il tutto sotto silenzio. Il motivo va ricercato nel fatto che, notoriamente, buona parte della base elettorale che lo sostiene e lo vota è composta da refrattari alle tasse e questo non è certamente un provvedimento che incontrerebbe il loro favore.

Perché la notizia sta facendo rumore? Perché, stando ai dati pubblicati oggi dall'Agenzia delle Entrate, nei pochi mesi dalla sua entrata in vigore sono emersi circa cinque miliardi di euro di transazioni che altrimenti sarebbero rimasti nascosti al fisco. Cosa dimostra tutto ciò? Che combattere l'evasione fiscale, forse il problema più grande e più incancrenito che da sempre affligge il nostro Paese, si può senza grossi sforzi. Basta volerlo.

sabato 4 giugno 2022

19 milioni di evasori

Naturalmente nessuno pensa che i 19 milioni di evasori fiscali conteggiati dall'Agenzia delle entrate, in cui sono compresi singoli contribuenti, società, ditte, partite Iva ecc. siano composti interamente da furbi. Certo, ci sono anche quelli, e probabilmente sono la maggioranza, ma in quell'insieme di soggetti ci sono anche persone in reale difficoltà per i più disparati motivi; rimane comunque il fatto che l'evasione fiscale, da tempo immemorabile, è uno dei problemi più grandi che attanagliano il nostro paese e che contribuisce a ridurlo nello stato in cui di trova.

Il non riscosso dal fisco, a oggi, ammonta a 1100 miliardi di euro e l'entità media annua del mancato gettito è di circa 70-80 miliardi. Giusto per fare un paragone, i furbetti del tanto vituperato reddito di cittadinanza hanno sottratto illecitamente alle casse dello stato 48 milioni in tre anni, una goccia nel mare magnum dell'evasione fiscale, e tuttavia questa goccia viene sistematicamente usata dai detrattori del provvedimento per giustificarne l'abrogazione: il vecchio e mai passato di moda discorso del dito e della Luna.

lunedì 1 giugno 2020

Il nemico vero

Si sa ma non si dice, e quando si dice si tende a minimizzare; in primo luogo perché, come diceva un noto personaggio politico alcuni anni fa, l'evasione fiscale vale 10 milioni di voti e quindi non la combatterà mai nessuno; in secondo luogo perché un certo tipo di propaganda, specie in questi ultimi anni, ci martella indicandoci i nemici (migranti, tasse, Europa, Merkel, ONG, stranieri ecc.) da cui dobbiamo guardarci, campagna accompagnata dal celeberrimo ritornello Prima gli italiani. È normale, quindi, che chi imposta una campagna perenne di questo tipo non possa indicare tra i nemici l'evasione fiscale, perché l'evasione fiscale è prodotta quasi esclusivamente dagli italiani e sarebbe troppo tafazziano.

Quanto vale l'evasione fiscale nel nostro paese? Vale circa 120 miliardi di euro ogni anno, risorse letteralmente rubate alla collettività. Alla collettività significa ad altri italiani. Italiani che rubano ad altri italiani. E chi evade sottrae risorse che servono per finanziare servizi di cui pure lui usufruisce. In pratica, non contribuisce a pagare servizi pubblici quali scuola, sicurezza, rifiuti, strade ecc. che pure lui utilizza. Sapete ad esempio quanto costa una craniotomia? 15.000 euro. Un by-pass coronarico 20.000, un ciclo annuale di chemioterapia 90.000. E questi soldi li sborsa lo Stato, non chi vi si sottopone, Stato che poi li prende dalle tasse che si pagano (e che moltissimi non pagano).

La sempre ottima Milena Gabanelli ha pubblicato un esaustivo (e triste) reportage in cui elenca voce per voce dove si annida l'evasione fiscale e tutto ciò che lo Stato potrebbe fare con quelle risorse per quanto riguarda il welfare, i servizi e quant'altro. Quando sentite Salvini e soci strillare contro i migranti che poi dobbiamo mantenere a nostre spese, dateci un'occhiata, giusto per capire dove si annida realmente il nemico.

martedì 17 marzo 2020

Prima di incensarlo

Il tipo delle cene eleganti ha deciso di donare dieci milioni di euro alla Regione Lombardia per la lotta al coronavirus, soldi che tra le altre cose serviranno alla realizzazione del reparto da 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano. L'azione è sicuramente meritoria, intendiamoci, specialmente in questo drammatico periodo in cui interi reparti sanitari sono vicini al collasso.

Prima però di incensare il leader di Forza Italia come salvatore della patria, va doverosamente ricordato che se la nostra sanità è da almeno un paio di decenni con l'acqua alla gola, i motivi sono essenzialmente due: tagli (o mancati investimenti), effettuati da ogni governo degli ultimi 25 anni; evasione fiscale.

Come spiega la Fondazione Gimbe con un dettagliato studio pubblicato in questi giorni, tutti gli esecutivi, compresi quelli guidati da Berlusconi, hanno negli ultimi vent'anni tagliato nella sanità - anche nella scuola e in altri comparti del welfare, ma quello che qui interessa è la sanità.

Per quanto riguarda invece l'evasione fiscale, chi si interessava di politica (e cronaca giudiziaria) ai tempi in cui il cavaliere dominava ed era ai vertici del sistema istituzionale italiano, non può non ricordare l'infinita sequela di procedimenti istruiti a suo carico, per la stragrande maggioranza per reati di tipo fiscale, culminati nell'agosto 2013 con la celeberrima condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale, dove Berlusconi fu riconosciuto colpevole di aver eluso al fisco la ragguardevole cifra di 368 milioni di euro tra il 1994 e il 1998.

L'evasione fiscale, nel corso degli anni sono stati numerosi i personaggi più o meno pubblici balzati alle cronache per questo motivo, drena risorse alla collettività e ai servizi alle persone, compresi quelli sanitari, e siccome le tasse sono sostanzialmente partite di giro, l'elusione dei furbi obbliga gli onesti a pagarne in misura maggiore per compensare i mancati introiti. Furbi, tra l'altro, sempre ampiamente giustificati dal tipo.

lunedì 11 novembre 2019

Chi è senza peccato

Terminata la fiera, restano le solite inutili polemiche, tipo quella delle bancarelle che per stare lì pagano duecento euro al giorno e il neretto che stende il tappeto per vendere le sue carabattole non paga nulla. Verissimo, intendiamoci, è palese che non sia né corretto né giusto. Mi piacerebbe però sapere se quelli che si stracciano le vesti si fanno fare tutti la fattura dal dentista, oppure dall'oculista, o dal meccanico che fa loro il tagliando alla macchina, o dall'idraulico che viene a casa a riparare lo scarico, e si potrebbe continuare.

Giusto per essere chiari, non sto difendendo il neretto che vende abusivamente le sue carabattole, mi infastidisce l'indignazione a senso unico, perché i cento miliardi all'anno di evasione fiscale che strangolano il nostro paese non li fa lui, o almeno non solo lui, sappiamo benissimo chi li fa. Però ci si scaglia contro il neretto. Del resto viviamo in un periodo storico in cui tutti sono bravissimi a identificare il nemico con cui prendersela.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...