Questa notizia, pubblicata da databusiness.it, mi pare possa essere piuttosto gustosa per i fan e i sostenitori del software libero, e può essere considerata come un'ulteriore dimostrazione di come l'open source si stia progressivamente affermando non solo tra amministrazioni, enti, governi e normali utenti, ma riscuota pure le simpatie dell'ufficio internet della Santa Sede.Sulle infrastrutture informatiche del Vaticano, attualmente composte da 130 server che implementano la nuova versione del protocollo Tcp/Ip (Ipv6), girano infatti sistemi operativi Unix e Linux, e anche per la gestione della sicurezza (firewall e anti-spam) si fa ricorso a programmi open source.
Insomma, pare proprio che le licenze Microsoft vadano un pò strette pure a Ratzinger.
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