venerdì 22 ottobre 2021

L'avvocato del diavolo (Barbero)

Siccome adoro Alessandro Barbero, come i miei 32 lettori avranno da tempo sicuramente capito, mi sono riletto attentamente la sua uscita di ieri nella speranza di trovare un appiglio che mi permettesse di poter vestire i panni dell'avvocato del diavolo. Niente da fare, non ho trovato alcun appiglio, se non quello - fragilino, lo ammetto - che vede l'esternazione del professore in forma di domanda. Barbero, cioè, non fa un'affermazione perentoria tipo: "Ci sono differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi", ma declina il suo pensiero nella forma interrogativa indiretta "Vale la pena chiedersi se..." Se uno si interroga su qualcosa significa che di quella cosa non ha certezza, che ha dei dubbi, e avere dubbi è un atteggiamento che denota intelligenza, al contrario della sicumera proterva e sfrontata che è propria degli stupidi, così, giusto per fare il verso a un celebre detto. Quindi, Barbero non ha affermato nulla ma si è posto un quesito, ha espresso un dubbio, e si può crocifiggere uno per avere esternato un dubbio? Direi di no.

Come sono andato come avvocato dei diavolo? :-)

giovedì 21 ottobre 2021

Due o tre cose su Dio, Darwin, Platone e dintorni

Ascolto spesso su YouTube interventi di Giulio Giorello, il filosofo e matematico che ci ha lasciati l'anno scorso. Quest'estate mi sono anche avventurato in un libro - ne ho parlato qui - con una raccolta di suoi scritti. 

Mi sono imbattuto casualmente, poco fa, nel breve ma gustosissimo dialogo tra lui e la filosofa Nicla Vassallo che ripubblico qui di seguito. È riuscito in solo un quarto d'ora a dire cose (per me) di assoluto buon senso. E in molti passaggi ho riconosciuto tracce del grande Telmo Pievani.

Stenografia in Dracula

Mina Harcher, una dei personaggi principali del romanzo Dracula, di Bram Stoker, che sto leggendo in questi giorni, usa la stenografia per scrivere il suo diario. La cosa mi ha colpito perché non sapevo che la stenografia esistesse già ai tempi in cui lo scrittore irlandese stendeva il romanzo, e cioè alla fine dell'Ottocento, pensavo fosse una invenzione più recente. Ho allora fatto un giretto su Wikipedia e ho scoperto con una certa sorpresa che questo modo di scrivere risale addirittura ai tempi degli antichi greci. 

Questa cosa della stenografia mi ha riportato alla mente gli anni in cui facevo le superiori. Tra le materie di ragioneria c'era anche stenografia - ai miei tempi, oggi non so - e ricordo che non me la cavavo affatto male, avevo una buona velocità sia in lettura che in scrittura e nei compiti in classe prendevo sempre buoni voti. L'insegnante, un'anziana e altera signora di cui non ricordo più il nome, era anche vicepreside e incuteva a tutti noi studenti un certo reverenziale timore per i suoi modi burberi e autoritari. Ma, come succede spesso, sotto quella scorza apparentemente dura e inscalfibile si nascondeva una certa generosità e bontà d'animo, e in genere, se vedeva l'impegno, un aiuto lo dava sempre.

Per quanto riguarda Dracula, il leggendario romanzo da cui sono stati tratti diecimila film, serie TV, fumetti ecc., devo dire che mi sta piacevolmente stupendo. È strutturato - questa cosa non me l'aspettavo - in forma di diario ed epistole e lo svolgersi delle vicende viene appunto raccontato tramite le pagine di diario che ogni personaggio scrive e tramite le lettere che gli stessi si scambiano. Altra cosa che ho scoperto è che, a differenza di quanto comunemente si crede, non è affatto un romanzo horror, o almeno l'horror non ne è sicuramente la caratteristica precipua. È un romanzo che ricalca lo stile dei classici europei di quell'epoca ed è caratterizzato da una trama avvincente e anche da una certa poesia. Se avrò voglia ci farò un post quando l'avrò terminato.

Referendum per l'abolizione della caccia

Ieri, spronato da questo post di Gwendalyne, ho firmato per appoggiare il referendum sull'abolizione della caccia (si può firmare andando in comune oppure tramite Spid qui). In realtà ci avevo già provato tempo fa ma, per qualche motivo che ora non ricordo più, la procedura tramite Spid non andava a buon fine e avevo deciso momentaneamente di soprassedere. Ieri ci sono riuscito. 

Ho firmato principalmente per due motivi, il primo abbastanza futile, il secondo più serio. Quello futile è che mi sono stancato di sentire spari di doppiette la mattina presto nella campagna qua attorno a casa, specialmente il sabato e la domenica, quando potrei dormire un po' di più. Quello più serio è che non riesco a comprendere come ci si possa divertire uccidendo. Ancora di più, non concepisco come l'attività venatoria possa essere elevata al rango di sport. Chi ha bisogno di sfogare i propri istinti da pistolero, può farlo benissimo andando al poligono o facendo il tiro al piattello.

mercoledì 20 ottobre 2021

Olanda

I turni pomeriggio-sera sono micidiali, non passano mai. Le lancette dell'orologio sono come inchiodate, e allora la mente vaga. Mi è venuta in mente questa vecchia canzone di Ivan Graziani. È la storia amara di una delusione. Una volta le canzoni erano storie vere e proprie, con un inizio, uno svolgimento e un epilogo, e i cantautori erano dei narratori. I testi erano in un certo qual modo ricercati, non come i "quanto sei bella quanto sei gnocca oh oh" degli Sfera Ebbasta di oggi. L'assolo di chitarra che chiude il pezzo è forse uno dei più belli e struggenti di Ivan Graziani, le note sono come tagli di lame nella pelle.

Poi, con calma, arriveranno anche le dieci e mezza di stasera. 


martedì 19 ottobre 2021

A proposito di Guccini

Francesco Guccini non ha mai dato il permesso di utilizzare per qualsiasi motivo i versi delle sue canzoni. Ha fatto una bella eccezione qualche giorno fa, quando ha donato quattro tra le sue canzoni più famose al carcere circondariale di Bologna. Alcuni versi presi da Don Chisciotte, La locomotiva, Canzone di notte n. 2 e Il vecchio e il bambino saranno stampati dalla sartoria "Gomito a gomito" di Bologna su magliette e zaini, che saranno poi messi in vendita e il ricavato andrà all'associazione Siamo qua, che da oltre un decennio si occupa della formazione e dell'inserimento al lavoro dei detenuti. 

Sempre a proposito di Guccini, ieri sera tardi, quando sono tornato a casa dal lavoro, ho trovato sulla tavola della cucina questo:


È l'ultimo libro di Guccini, una raccolta di racconti uscita proprio in questi giorni. Ieri pomeriggio mia moglie era in giro per commissioni, l'ha visto nella vetrina di una libreria e me l'ha comprato. Un bel regalo fuori programma.

Le quattro canzoni donate da Guccini alla casa circondariale di Bologna sono tutti capolavori, ma forse il più capolavoro di tutti è Don Chisciotte, un dialogo costruito su una musica dalle tinte epiche e cavalleresche tra l'eroe di Cervantes e il codardo e pavido, ma fedelissimo, Sancho Panza. Sì, è un capolavoro.

Librerie che chiudono

Dopo appena due anni di attività, la libreria Mondadori situata all'interno della stazione di Rimini ha chiuso i battenti. Mi dispiace. Non so se fosse realmente un "baluardo anti-degrado" - spesso si ha la tendenza ad ammantare di romantiche velleità eroiche cose che non lo sono. Era semplicemente una libreria che ha chiuso i battenti come capita ogni giorno a tantissime librerie sparse per lo stivale, chiusure che sono lo specchio del baratro culturale in cui da svariati lustri è precipitato il nostro paese.

Feltri e la psicoapatia

Penso che il tweet di Feltri che ieri ha fatto tanto discutere si possa inserire in ciò che Galimberti nei suoi libri chiama psicoapatia, ossia incapacità della psiche di provare risonanza emotiva rispetto agli eventi che accadono. Se infatti di fronte a uno stupro, una delle esperienze più devastanti che una donna possa subire, le reazioni sono il sarcasmo e le battute di spirito invece del dolore, del dispiacere e della solidarietà, o al limite di un dignitoso e sacrosanto silenzio, significa appunto che l'apparato emotivo dell'autore del dileggio è morto. 

Poi, certo, in tutto ciò non ha meno responsabilità il contesto culturale e sociale in cui gli psicoapatici come Feltri nascono e vivono, quel contesto culturale prevalentemente maschilista che vede la donna come "proprietà", in cui le molestie sessuali vengono considerate normalità e la ribellione delle vittime incomprensibile. La reazione di Feltri all'ondata di proteste che ha accompagnato la sua uscita, e cioè il dolersi del fatto che il senso dell'umorismo non esista più, non è che una ulteriore certificazione di questa psicoapatia, del quale purtroppo non soffre solo Feltri. 

lunedì 18 ottobre 2021

Michela e Battiato

Mia figlia maggiore, 25 anni, gira per casa ascoltando sul cellulare E ti vengo a cercare, L'era del cinghiale bianco, No time no space, I treni di Tozeur, La cura e altre. Poi fa: "Ma che belle canzoni ha scritto, Battiato? Peccato che se ne sia andato, vero?" "Sì, è proprio un peccato".


Draghi

Non so dire se il governo Draghi, in generale, sia un buon governo oppure no. Come si fa a valutare la bontà o meno dei governi quando le legislature non durano ormai che pochi mesi? Per valutare con un minimo di cognizione di causa un governo occorrono periodi di tempo più lunghi, almeno qualche anno. Durante il ventennio berlusconiano, quando c'era l'alternanza tra i governi del cavaliere e i vari governi targati centrosinistra (almeno formalmente), una qualche valutazione si poteva fare; le legislature bene o male qualche anno duravano e una valutazione attendibile del loro operato era possibile. C'era poi il fattore ideologico a corroborare il tutto. I governi del cavaliere rappresentavano un elettorato che politicamente e tradizionalmente si riconosceva nella destra, gli altri rappresentavano un elettorato che politicamente e tradizionalmente si riconosceva nella sinistra. Naturalmente questi parametri di valutazione erano molto poco attendibili dal punto di vista empirico, ma erano comunque da mettere sul piatto della bilancia. Oggi neppure questi esistono più, dal momento che nel governo Draghi governano insieme sia la Lega che il PD, cioè il centrodestra e il centrosinistra, ammesso e non concesso che quest'ultimo si possa considerare, specie a partire da Renzi in qua, un qualcosa che c'entra con la sinistra. Ma queste sono speculazioni da politologi.

Torniamo a Draghi. È un buon governo, il suo, o un cattivo governo? Dato che, in virtù di quanto sopra, una valutazione oggettiva e realistica è impossibile farla, se non per sommi capi, facciamola allora per sommi capi. Draghi è stato messo lì dov'è da Mattarella principalmente con due scopi: risolvere il problema della pandemia e gestire in maniera ottimale i miliardi europei del recovery fund. Riguardo a questo, per ora siamo alle dichiarazioni d'intenti. Una cospicua parte dei fondi è arrivata e Draghi ha già presentato un piano dettagliato riguardo a come verranno spesi. L'impressione, però, è che il piano di utilizzo presentato da Draghi richieda, per essere portato a compimento, un lasso di tempo che mal si concilia con la durata media delle legislature di questi ultimi anni, e il rischio che gran parte di questo progetto rimanga incompiuto è abbondantemente da mettere in conto.

Dove invece Draghi sta svolgendo in modo soddisfacente, almeno per ora, il compito affidatogli da Mattarella è nella lotta alla pandemia. Qui, e questo gli va riconosciuto al di là del fatto che la cosa piaccia o no, è andato avanti come un rullo compressore, senza cedere di un millimetro alle tante tirate di giacca con cui da più parti gli è stato reiteratamente chiesto di cedere qualcosa relativamente alle draconiane misure adottate per combattere l'epidemia. Il pensiero va naturalmente subito a Salvini, che rappresenta ciò che si potrebbe definire un'opposizione interna al governo. Giorgia Meloni è realmente all'opposizione; Salvini, come è sua natura da sempre, da una parte deve necessariamente essere in linea col governo di cui fa parte, dall'altra deve però strizzare l'occhio all'ala tutt'altro che irrilevante del suo elettorato che vede in Draghi l'incarnazione del male. Non è cosa facile tenere i piedi in due staffe, sono due staffe impegnative, ma ha dalla sua anni e anni di esperienza in questo senso, anche se questo imponente bagaglio di esperienza non sembra esimerlo dal provare un certo disagio.

Questo è il motivo per cui pubblicamente esibisce atteggiamenti critici, al limite dell'ostilità, verso molti dei provvedimenti adottati dal governo in tema di gestione della pandemia e riforme in programma, mentre invece privatamente, nelle stanze dei palazzi governativi, li avalla. Il caso emblematico è quello del decreto riguardante l'obbligatorietà del green pass, con Salvini che nei comizi e nella sue dichiarazioni ne stigmatizzava l'imposizione mentre al Senato i suoi votavano a favore dell'obbligatorietà. È un'anima in pena, poveretto, è palese che in questo governo allargato lui ci sta stretto, che soffre di questa situazione. Come potrebbe essere diversamente? E quindi va avanti con questa sorta di farsa politico/umana alla dottor Jeckyll e mister Hyde, con mister Hyde che è dentro al governo e il dottor Jeckyll che ogni tanto va da Draghi, per uno dei loro incontri psicanalitici, a presentargli richieste impossibili che sa già in partenza che il capo del governo non prenderà mai in considerazione. D'altra parte, deve comunque mostrare a quelli che ancora ci credono che qualcosa della vecchia lega di lotta e di governo è rimasto, no?

Draghi, a differenza di Conte, ha dalla sua il fatto che se anche Salvini decidesse di prodursi in una nuova perfomance in stile Papeete, il governo i numeri per andare avanti li avrebbe lo stesso, per cui finge di dargli credito, di concedergli qualcosa, ma poi tira dritto fregandosene bellamente di Salvini e facendo come gli pare. Perché Draghi è ostinato, non lo schiodi dai suoi propositi, il timone in mano ce l'ha lui, e sotto tale luce questa ostinazione potrebbe anche essere cosa buona. Tutto questo, naturalmente, non è sufficiente per rispondere alla domanda iniziale, e cioè se quello di Draghi sia o no un buon governo. 

Per quel che mi riguarda, il modo ferro in cui sta gestendo l'evoluzione della pandemia mi pare buono, e credo sia incontestabile che i risultati, almeno per ora, si vedono. Io avrei addirittura preferito che fosse introdotto fin da subito l'obbligo vaccinale, invece dell'imposizione surrettizia creata dal green pass, ma ormai è andata così e amen. Per il resto bisognerà attendere.

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...