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giovedì 21 ottobre 2021

Due o tre cose su Dio, Darwin, Platone e dintorni

Ascolto spesso su YouTube interventi di Giulio Giorello, il filosofo e matematico che ci ha lasciati l'anno scorso. Quest'estate mi sono anche avventurato in un libro - ne ho parlato qui - con una raccolta di suoi scritti. 

Mi sono imbattuto casualmente, poco fa, nel breve ma gustosissimo dialogo tra lui e la filosofa Nicla Vassallo che ripubblico qui di seguito. È riuscito in solo un quarto d'ora a dire cose (per me) di assoluto buon senso. E in molti passaggi ho riconosciuto tracce del grande Telmo Pievani.

domenica 11 luglio 2021

Le avventure della libertà

 


Ho appena terminato questo interessantissimo saggio, una raccolta di scritti di Giulio Giorello pubblicati su "la Lettura" in un arco di tempo che va dal 2011 all'anno scorso, quando se n'è andato. Del noto filosofo e matematico milanese avevo letto, un paio d'anni fa, Di nessuna chiesa. La libertà del laico, un'opera pubblicata nel 2005 che è un po' il suo manifesto. Non si tratta di un banale pamphlet anticlericale, come potrebbe a una prima lettura sembrare, ma di una pacata difesa del relativismo filosofico e delle acquisizioni scientifiche, all'epoca sotto attacco in nome dei "valori non negoziabili" e del creazionismo antidarwinista camuffato da "disegno intelligente". Scrive a tal proposito Antonio Carioti, curatore del volume: "Lungi dal negare la dimensione spirituale dell'esistenza umana, come dimostra la sua amichevole consonanza con il filosofo cattolico Dario Antiseri e con il cardinale Carlo Maria Martini, Giorello ne avversava solo l'irrigidimento nel dogma. Quindi non disprezzava affatto il sacro, i testi biblici, le credenze tradizionali, i saperi arcaici." Per Giorello, essere di nessuna Chiesa significava tollerare ogni Chiesa, riconoscendone il diritto all'espressione anche nel libero atto di prenderne le distanze.

Gli scritti raccolti in questo volume sono acute dissertazioni e pensieri che abbracciano ogni tema e problema che la società odierna, oggi, mette sul tavolo: politica, economia, scienza, religione, ricerca, storia, senso della vita, vita, morte ecc. Perché è stimolante leggere i filosofi? Perché i filosofi sono persone che pensano, ragionano, e quindi costringono chi li legge a fare lo stessa cosa. A differenza dei politici, che vivono di slogan quasi sempre privi di un ragionamento retrostante, i filosofi vivono di ragionamenti che, per converso, sono privi di slogan retrostanti. Il fatto che, come scriveva Ermanno Benivenga nel bellissimo La scomparsa del pensiero (ne avevo parlato qui), oggi la società abbia per gran parte perso la capacità di pensare, è uno dei motivi per cui i filosofi non hanno ormai nessun successo mentre i politici godono di ottima salute.

sabato 10 luglio 2021

Orgogliosamente fragili e incoscienti

Il vulcanologo Bill McGuire, citato dal filosofo Giulio Giorello in un suo articolo del 2012, scrive che noi che viviamo "su uno dei più attivi corpi del sistema solare, dobbiamo sempre ricordare che esistiamo e prosperiamo solo per un fortuito caso geologico. Studi recenti sul DNA umano hanno rivelato che la nostra specie è arrivata a un pelo dall'estinzione a causa dell'ultima supereruzione 73.500 anni fa, e se fossimo stati in circolazione già 65 milioni di anni fa, quando un asteroide di 10 chilometri di diametro colpì la Terra, saremmo scomparsi insieme con i dinosauri."

Il filosofo Telmo Pievani, citato sempre da Giorello, aggiunge che "la fine del mondo c'è già stata, e molte volte, ed è grazie a queste deviazioni della storia che noi siamo qui, ora, a scriverne. Le grandi catastrofi che marcano le ere geologiche sono state come incendi nella foresta che spazzano via il sottobosco vecchio, e liberano spazio per future diversificazioni. E se l'intero genere umano finirà 'bruciato' per colpa di qualche asteroide o si scoprirà addirittura che il vero asteroide killer siamo noi stessi, non ci sarà più nessun rifugio da cui contemplare la vita nuova che sgorgherà dal disastro."

Il sotteso di tutto questo discorso è che, a differenza di quanto avvenuto in passato, dove l'estinzione del grosso delle forme di vita è stato causato da eventi geologici (eruzioni) o astrali (asteroide), il prossimo catastrofico evento che potrebbe portare alla estinzione degli umani sarà causato, paradossalmente e verosimilmente, dagli umani stessi, come conseguenza di ciò che stanno facendo al pianeta.

A tal proposito mi viene in mente che Luca Mercalli, in un suo bellissimo libro intitolato Non c'è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali scriveva che la Terra non ha alcun bisogno di noi, ma siamo noi ad avere bisogno di lei. Il problema è che non ne siamo consapevoli. Oppure ne siamo consapevoli ma, in fondo, chi se ne frega...

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...