giovedì 31 ottobre 2019

Lady Godiva

Nel romanzo della Fallaci che sto leggendo in questi giorni, a un certo punto fa la sua comparsa una certa Lady Godiva, soprannome che nel libro viene affibbiato a un oggetto che dovrebbe simulare una persona (se qualcuno ha letto il romanzo sa cosa sia questo oggetto). Leggendo di questa Lady Godiva mi è venuto in mente che a Rimini, mi pare nei pressi della stazione ma non sono sicuro, una volta c'era (forse c'è ancora, chissà) un locale chiamato in questo modo. Mi pare fosse un night club e ricordo che sull'insegna luminosa esterna era raffigurata l'immagine stilizzata di una ragazza nuda su un cavallo.

L'aver letto di questa Lady Godiva nel libro, non solo mi ha riportato alla mente il locale di Rimini e relativa insegna, ma mi ha fatto venire la curiosità di sapere chi sia questa Lady Godiva. Una veloce googlata ed ecco risolto il mistero: si tratta di una nobildonna inglese realmente esistita e vissuta a Coventry, nella regione delle midlands occidentali, a cavallo tra il 900 e il 1000. Narra una leggenda che un giorno, per protestare contro l'ennesimo balzello imposto dal marito (il conte di Coventry) alla popolazione, attraversò il paese cavalcando completamente nuda.

Si ignora come abbia preso il marito questa forma di protesta della moglie. C'è questa bella pagina di Wikipedia in cui la storia è raccontata in dettaglio, in caso a qualcuno interessi.

Piove

Piove e pioverà per tutto il weekend, quindi casa, divano e libri. I libri salvano da tutto.

mercoledì 30 ottobre 2019

[...]

Se cade, si torna al voto

Dice Mattarella che se cade anche questo governo si torna a votare, niente governi tecnici o altre "formule politiche". Questo scenario mi inquieta, anche se sono consapevole come il ritorno di Salvini nella stanza dei bottoni sia solo questione di tempo. Con ogni probabilità - anzi, è una certezza - un ritorno alle urne, oggi, consegnerebbe l'intero paese alla peggiore destra d'Europa, quella appunto targata Salvini & Meloni e aggregati vari assortiti.

Come opportunamente segnalava il buon Gilioli qualche giorno fa, infatti, a differenza di altre destre europee, basate su valori non condivisibili ma almeno argomentabili, la destra che andrebbe al potere qui sarebbe una destra senza argomenti che parlerebbe direttamente alla pancia dell'elettorato, quindi la peggiore e la più pericolosa. Vorrei sbagliare, ma temo arriveranno tempi brutti.

martedì 29 ottobre 2019

San Martino

All'area Campana ci sono già le giostre. Ancora non funzionano, le stanno montando, ma domani o al massimo passato domani saranno funzionanti. Le giostre arrivano sempre un paio di settimane prima dell'11 novembre, mentre invece gli stand e le bancarelle pochi giorni prima. Anche le corna sotto l'arco di piazza Ganganelli, simbolo della fiera, sono già appese. Ieri, al ritorno dal lavoro, ho visto delle persone che ci passavano sotto, poi guardavano in su e ridevano scherzosamente tra loro. La fiera di San Martino, qua a Santarcangelo, è sempre stata per i santarcangiolesi una specie di festa nazionale, un po' come un altro Natale, e l'euforia e l'atmosfera che la precedono cominciano a sentirsi nell'aria parecchi giorni prima dell'11 novembre. 

Ho dei bei ricordi, relativi alla fiera, di quando ero bambino e ci andavo con i miei e con mio fratello. Mi piacevano le giostre, le bancarelle, la gente, la confusione, il fumo dei venditori di caldarroste. Anche a scuola, all'appressarsi della fiera, si avvertiva quell'atmosfera, e ricordo che all'uscita ogni tanto si facevano vedere i giostrai che ci vendevano i biglietti a prezzi scontati.

Adesso che non sono più bambino ma ho abbondantemente superato la metà del percorso, non mi piace più niente di tutto ciò, in particolare nutro una forte avversione per la calca e il casino, e infatti è ormai da molti anni che non mi ci avventuro più. Però mi piace ricordare, quello sì.

lunedì 28 ottobre 2019

Fa male

Dopo la botta umbra, Di Maio dice che stare col PD fa male, così come ha fatto male stare con la lega. A questo punto fate una cosa: andate da soli e in bocca al lupo, tanto ormai siete avviati sulla strada grigia di un cupio dissolvi senza speranza: tanto vale dissolversi eroicamente, no?

Caro Roberto...

...tu sai che ti voglio bene, ti stimo, che con le tue canzoni sono cresciuto, mi sono commosso, emozionato, ho sognato davanti alla bellezza di certi testi e certe musiche. Quindi sai quanto mi piacerebbe venire fino a Forlì, in fondo sono appena una cinquantina di chilometri. Ma 63 euro (quasi 130 in due) sono troppi, decisamente troppi per chi, come me, col suo stipendio da operaio viaggia sul filo del tanti presi, tanti spesi. Peccato.

Magari, se puoi, cerca in futuro di mettere i tuoi concerti a prezzi più accessibili. Sì, lo so, anche tu avrai tante spese: musicisti, tasse, trasporto, albergo ecc., e in qualche modo devi starci dentro, ma mettiti un po' anche nei miei panni, eh.

domenica 27 ottobre 2019

Dialoghi

[...]
Adoperava il kalashnikov con la stessa bravura con cui adoperava la scopa, Bilal: senza sprecare munizioni e senza perdere un colpo. Lo esibiva con la stessa fierezza, e pazienza se nelle sue mani quei due oggetti diventavano arnesi sproporzionati. Infatti era poco più d'un nano: misurava appena un metro e quaranta di altezza. Era anche assai magro, così magro che a guardarlo ti chiedevi se pesasse più di trenta chili, e assai povero. Così povero che per vestirsi aveva solo un paio di scarpe con la suola rotta, un paio di pantalonacci, quella giacca a toppe. E per consolarsi aveva solo Zeinab: la moglie molto alta, molto grassa, molto incinta, cui aveva intimato uskut-silenzio. Però era assai intelligente. Sapeva leggere, scrivere, imparava le lingue con gran facilità, e dal basso del suo metro e quaranta vedeva più cose della gente alta. 
Charlie lo aveva incontrato per caso, in una strada della città vecchia. Guarda con quale cura quel ragazzo spazza il marciapiede, aveva pensato, poi si era avvicinato e si era accorto che non era un ragazzo: era un uomo, l'epìtome di ciò che egli chiamava l'eterno servo della gleba, l'eterno popolo bue che per un filo di fieno ara la terra degli altri. Subito ci aveva fatto amicizia, e Bilal aveva detto: "Capitàn, a quarant'anni io non conosco che la mia scopa e il mio kalashnikov. Con la scopa mantengo otto figli, una moglie che aspetta il nono è un padre infermo. Col Kalashnikov difendo il mio quartiere e Allah. Capitàn, io non riesco ad esprimermi con belle parole, però posso dirti che da questa parte della città i cristiani non ce li voglio. Non ci voglio nemmeno voi stranieri che a Beirut ci siete venuti per prendere e non per dare. Me l'ha spiegato il mullah. Sicché se il mullah mi chiede di ammazzarvi, io vi ammazzo". Minaccia alla quale Charlie aveva reagito con questo discorso: "Il mullah ti ha raccontato una bugia, Bilal, non bisogna prendere per verità sacrosante le bugie che si raccontano dai minareti e nelle moschee. Stavolta siamo venuti a dare, non a prendere, e i tuoi nemici non siamo noi. Non lo sono neppure i cristiani in quanto cristiani: tra i cristiani puoi trovare un mucchio di Bilal, e un cristiano povero ti capirebbe meglio da un mussulmano ricco. I tuoi nemici sono i ricchi e i preti, Bilal. I ricchi che sfruttandoti approfittano della tua miseria e i preti che raccontandoti le bugie approfittano della tua ignoranza. Vi sono due tipi di denutrizione, Bilal: quella del corpo cioè quella che viene a non mangiare, e quella dell'anima cioè quella che viene a non sapere. E siccome entrambe impediscono di crescere, oltre a mangiare bisogna sapere. Hai mai letto un libro, Bilal?"
"No, capitàn. I libri costano cari. Più cari delle bistecche" aveva risposto Bilal. "Però ora comprendo perché ho fame anche quando mangio! Non è fame di mangiare, la mia, è fame di sapere le cose! Mi piacerebbe tanto sapere le cose: scoprire perché il mondo gira, perché a volte gira a diritto e a volte gira a rovescio, perché c'è chi ha cinque o sei giacche e chi ne ha una sola! Giura che mi porterai un libro, capitàn!" 
Charlie aveva giurato. Ma poi c'era stata la duplice strage, e del resto che libro si porta a un uomo che non ha mai letto un libro?
[...]

Progresso



E poi parlano di crescita, di progresso, di civiltà, e si incazzano con gli stranieri perché vengono qua e distruggono i nostri valori. Quali valori, quelli di chi non ha nemmeno l'intelligenza di capire che abbandonando quella carcassa di lavatrice a fianco di una pista ciclabile pubblica è come se l'avesse abbandonata nel suo giardino di casa?

Elezioni in Umbria

Viviamo in un periodo storico in cui, in politica, se si vuole partecipare si è costretti a scegliere tra PD e Cinquestelle da una parte e Salvini coi pieni poteri dall'altra. Alternative? No, per ora. Triste ma è così. E in Umbria, oggi, si riproporrà questo schema.

Come succede regolarmente a ogni consultazione regionale, chi sa di non avere troppe chance comincia già parecchi giorni prima della consultazione ad avvertire che il risultato non avrà ripercussioni sul governo nazionale, quando tutti sanno che non è così, e Conte non è naturalmente stato da meno.

Da queste parti si continua a sperare, contro ogni pronostico, in una sonora sconfitta della coalizione salviniana. Pura utopia, ovviamente. 

Immagini da Ceuta

Alcune immagini da Ceuta. Due soldati spagnoli consolano un ragazzino marocchino che è riuscito a raggiungere la spiaggia e un militare dell...