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domenica 2 novembre 2025

Una Samarcanda che non conoscevo

Scopro casualmente, e con un colpevole ritardo di anni, che esiste una versione della celeberrima Samarcanda eseguita da Vecchioni e Branduardi assieme, versione che fu inserita all'interno dell'album dal vivo Camper del 1992. Ma la cosa ancora più curiosa e divertente è che esiste una clip risalente a quegli anni in cui i due cantautori la eseguono vestendo i panni di Stan Laurel e Oliver Hardy. 




Ho dei ricordi molto belli legati a questo capolavoro di Vecchioni, ricordi che affondano le radici nella mia infanzia, quando imparavo i primi accordi alla chitarra. 

Vecchioni scrisse questa canzone ispirandosi a una antica leggenda persiana nota come Appuntamento a Samarra e il testo è ricco di significati simbolici. Racconta di un soldato che festeggia la fine della guerra, ma durante i festeggiamenti si accorge di essere fissato da una strana figura che rappresenta la personificazione della Morte. Sella quindi un cavallo e si lancia al galoppo verso la città di Samarcanda nel tentativo di sfuggire a quella strana e inquietante "signora". Una volta arrivato, scopre che l'inquietante figura l'aspetta a Samarcanda. La Morte si rivolge quindi al soldato dicendogli: "Sono rimasta stupita di averti incontrato ieri là, ti aspettavo qui, oggi, a Samarcanda".

È una metafora del destino e dell'ineluttabilità della morte, un invito a prendere coscienza dei propri limiti. È anche una canzone sull'illusione che culliamo di poter controllare ogni aspetto della nostra vita, illusione implicitamente racchiusa nel paradosso del soldato che, cercando di sfuggire al suo destino, gli corre incontro ancora più velocemente. È una delle canzoni più iconiche e conosciute della musica d'autore italiana, dove dentro ci sono la filosofia, la letteratura, la poesia, e che non a caso è stata scritta da uno dei cantautori più colti che abbiamo in Italia.

lunedì 28 ottobre 2019

Caro Roberto...

...tu sai che ti voglio bene, ti stimo, che con le tue canzoni sono cresciuto, mi sono commosso, emozionato, ho sognato davanti alla bellezza di certi testi e certe musiche. Quindi sai quanto mi piacerebbe venire fino a Forlì, in fondo sono appena una cinquantina di chilometri. Ma 63 euro (quasi 130 in due) sono troppi, decisamente troppi per chi, come me, col suo stipendio da operaio viaggia sul filo del tanti presi, tanti spesi. Peccato.

Magari, se puoi, cerca in futuro di mettere i tuoi concerti a prezzi più accessibili. Sì, lo so, anche tu avrai tante spese: musicisti, tasse, trasporto, albergo ecc., e in qualche modo devi starci dentro, ma mettiti un po' anche nei miei panni, eh.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...