Ho dei ricordi molto belli legati a questo capolavoro di Vecchioni, ricordi che affondano le radici nella mia infanzia, quando imparavo i primi accordi alla chitarra.
Vecchioni scrisse questa canzone ispirandosi a una antica leggenda persiana nota come Appuntamento a Samarra e il testo è ricco di significati simbolici. Racconta di un soldato che festeggia la fine della guerra, ma durante i festeggiamenti si accorge di essere fissato da una strana figura che rappresenta la personificazione della Morte. Sella quindi un cavallo e si lancia al galoppo verso la città di Samarcanda nel tentativo di sfuggire a quella strana e inquietante "signora". Una volta arrivato, scopre che l'inquietante figura l'aspetta a Samarcanda. La Morte si rivolge quindi al soldato dicendogli: "Sono rimasta stupita di averti incontrato ieri là, ti aspettavo qui, oggi, a Samarcanda".
È una metafora del destino e dell'ineluttabilità della morte, un invito a prendere coscienza dei propri limiti. È anche una canzone sull'illusione che culliamo di poter controllare ogni aspetto della nostra vita, illusione implicitamente racchiusa nel paradosso del soldato che, cercando di sfuggire al suo destino, gli corre incontro ancora più velocemente. È una delle canzoni più iconiche e conosciute della musica d'autore italiana, dove dentro ci sono la filosofia, la letteratura, la poesia, e che non a caso è stata scritta da uno dei cantautori più colti che abbiamo in Italia.