Berlusconi che diventa paladino dei diritti degli omosessuali si colloca tra il patetico e l'esilarante. Ma ancora più esilaranti sono quelli che a questa apertura danno qualche credito. Non avete capito niente: al tipo delle cene eleganti non frega un beneamato dei diritti dei gay, così come non gli frega un beneamato dei diritti degli eterosessuali, dei lavoratori, o di qualunque altra categoria sociale. A lui frega esclusivamente del suo tornaconto personale e politico; non è mai esistita mossa, (finta) apertura, annuncio che non sia stato dettato da mero calcolo.
Mi raccomando, fatevi fregare un'altra volta.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 30 giugno 2014
Paladino di 'sta ceppa
domenica 29 giugno 2014
sabato 28 giugno 2014
(...)
Mi scappa la pipì papà
È bello constatare come i diritti dei lavoratori vengano progressivamente e inesorabilmente messi in discussione col passare del tempo. E non si sta parlando di chissà quale diritto, ma semplicemente di quello di espletare una normale e naturale funzione fisiologica come è andare a pisciare. Mi raccomando, andiamo avanti (indietro) così: a tornare al medioevo manca ormai davvero poco.
venerdì 27 giugno 2014
Ustica, di nuovo
Mano a mano che passano gli anni, l'anniversario della strage di Ustica assume sempre di più la valenza di rito vuoto, senza significato, fine a se stesso - stesso discorso per Capaci, Bologna, Italicus e via andare. Sono passati trentaquattro anni, molti governi e molti presidenti della repubblica, e ogni volta lo stesso stanco ritornello: fare luce di qua, chiarire i molti lati oscuri di là, i soliti incontri di Napolitano coi rappresentanti delle vittime (cosa mai dovranno dirsi ogni anno che non si sono detti quello prima?).
Forse è solo teatro, sceneggiata, messinscena, ritualità vuota ad uso e consumo dei media e delle masse. Forse è ora di smetterla e, a ogni anniversario, invece delle trite e ritrite parole di Napolitano dare voce a Giovanardi e alle sue teorie su Ustica. Almeno la buttiamo sul ridere.
mercoledì 25 giugno 2014
Montanelli saprebbe risponderti
"Per quello che ne so, quello strappo non fu figlio del pericolo di perdere l'autonomia con la discesa in politica della famiglia dell'editore. Più semplicemente Montanelli non riuscì a reggere la pressione psicologica di una situazione del tutto inedita. Mi immagino che Indro si chiese: se parlerò bene di Berlusconi mi daranno del servo, se ne parlerò male dell'ingrato. Che faccio? Non trovando via d'uscita lasciò."
Montanelli non può più replicare a questa cazzata galattica. Ma, purtroppo per Sallusti, internet ha buona memoria e non dimentica come andarono le cose. E sentirle dalla voce stessa di Montanelli fa capire a quale razza di giornalista appartenga Sallusti. Si vergogni pure, se gli riesce.
Giannini e il pericolo per le paritarie
Da ciò che mi ricordo io, tutti i governi, nessuno escluso, hanno elargito fondi alle scuole private e confessionali e ne hanno tolti a quelle pubbliche. Sempre. È giusto tutto ciò? A mio avviso no, perché il diritto fondamentale all'istruzione deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, e uno stato che mette il diritto all'istruzione nella Costituzione deve adoperarsi affinché una istruzione di qualità sia garantita a tutti, non solo a chi può permetterselo. Le scuole private sono in crisi? Mi spiace, ma si arrangino. E, se dovessero chiudere, lo stato trovi i mezzi per sopperire.
martedì 24 giugno 2014
La Englaro d'oltralpe
Anche in Francia hanno il loro caso Englaro. Spero che là lo risolvano senza scadere nel grottesco e nel patetico come accadde da noi in quel triste 2009.
Su Ciro
Istintivamente sarei tentato di archiviare la vicenda di Ciro Esposito nella sezione "non mi frega di meno" all'interno della mia personalissima classifica di cose a cui dare (o non dare) importanza. Però...
Insomma, il tipo è ridotto in questo stato a causa di una faida di tipo calcistico. Ecco, all'interno di una eventuale serie di motivi più o meno validi per cui morire, credo che il calcio, seppur indirettamente, sia uno dei più stupidi. Ah, lo so, il ritornello è noto: la colpa non è del calcio ma di chi lo strumentalizza e lo usa come pretesto per sfogare frustrazioni, rancori, incazzature represse e via di questo passo. Bene, sarà anche così, ma se le società, lo stato, o chi volete voi, non sono in grado di isolare questa marmaglia, allora forse hanno ragione quelli che chiedono che gli stadi vengano chiusi e buona notte. Comunque, le mie sono solo elucubrazioni superficiali, buttate lì così, come mi vengono. Pensandoci, ogni giorno, in qualsiasi parte del mondo, c'è gente che si ammazza per qualche motivo: pazzia, miseria, fanatismo religioso (guardate cosa sta succedendo in Iraq in queste ore, solo per fare un esempio), soldi, potere, cattiveria, prevaricazione, non vedo perché il calcio dovrebbe essere esente dai pretesti.
Forse, molto più banalmente, meritiamo una sana e salutare estinzione.
lunedì 23 giugno 2014
8000 euro
Passerelle
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