giovedì 11 dicembre 2008

Cavolo, eravamo in paradiso e non lo sapevamo

Leggendo gli ultimi aggiornamenti dei quotidiani online, ieri sera, ho avuto paura. Non paura intesa nel senso classico del termine, ma una sorta di presagio su quello che ci aspetta nel prossimo futuro, di cui ho avuto sentore leggendo questo articolo di Repubblica. Ovviamente Repubblica è casuale: le stesse cose si trovano anche sugli altri quotidiani.

Perché paura? Perché le dichiarazioni fatte ieri pomeriggio dal premier, alla presentazione del nuovo libro di Vespa (un altro?), mi hanno indotto a questa sorta di timore preventivo circa quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Vedete, stasera pensavo, mentre leggevo queste cose, che a volte mi dispiace essere così interessato a tutto quello che succede, mi dispiace di avere la capacità (almeno penso) di leggere tra le righe degli avvenimenti, e che in fondo in fondo starei molto meglio se di tutto ciò non me ne fregasse niente, non lo ritenessi importante. Pensavo che camperei sicuramente meglio se magari fossi interessato solo al calcio o all'isola dei famosi o Amici, oppure se il mio unico interesse fosse quello di avere la macchina lucida e pulita per il weekend. E invece - a queso punto purtroppo - non è così: mi interessa quello che succede perché riguarda, volente o nolente, anche me, la mia famiglia e in prospettiva i miei figli. Sarebbe bello se potessi fregarmene in virtù del fatto che quello che dicono e decidono su di noi non ha alcuna influenza, ma purtroppo non è così. E allora non posso evitare che mi girino le scatole quando leggo queste cose; e quando mi girano le scatole scrivo, dopodiché sono cavoli vostri.

Passo ad analizzare alcuni passaggi, riportati dall'articolo di Repubblica che ho linkato sopra, di quanto detto ieri in pompa magna dal premier.

La Costituzione non può essere considerata un ostacolo alla riforma della giustizia. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "La Costituzione si può cambiare e poi l'ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con 6 mesi di tempo l'una dall'altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini. Questa è la democrazia".

Cosa vuol dire "la Costituzione non può essere considerata un ostacolo alla riforma della giustizia"? E come fa a dire che si può cambiare... quando l'ha già fatto? Anzi, a voler essere precisi, non è stata cambiata, è "solamente" stata violata quando con il lodo Alfano è andato a farsi benedire l'articolo 3, quello che dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Dopo che l'articolo che sancisce l'uguaglianza di tutti di fronte alla legge è stato stuprato in questo modo, non oso pensare a cosa porteranno i tanto urgenti cambiamenti che l'allegra brigata ha in mente. Ma ho paura che lo scopriremo molto presto.

"Mi ricorda il passo del poema dantesco, anche qui c'è un nuovo inizio: c'è l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso". Vespa lo interrompe per chiedere: "Il Paradiso sarebbe lei?".
"Il Paradiso - replica Berlusconi sorridendo- sarebbe il governo attuale che promette all'Italia quel cambiamento che è davvero necessario". E, sull'ampio consenso del suo governo, il premier ricorda: "Gli italiani vogliono che io vada avanti. Ho il 68% della loro fiducia secondo gli ultimi sondaggi".

Le promesse di "quel cambiamento che è davvero necessario" si fanno in campagna elettorale, dopodiché si dovrebbe cominciare a vedere qualcosina. Ah già, dimenticavo, la monnezza a Napoli è sparita, la criminalità non c'è più (sapete com'è, 2000 militari a zonzo per le città...), le tasse si stanno abbassando con un certa velocità, gli sbarchi degli immigrati clandestini sono pressoché terminati, è arrivata la social card; cavolo, ha ragione il premier: il governo attuale è proprio il paradiso! E' sotto gli occhi di tutti, come abbiamo fatto noi a non vederlo? Siamo proprio miopi.

Il problema vero è che se anche questo paradiso non ci fosse sarebbe uguale, perché i telegiornali continuerebbero (come stanno facendo) a dipingerlo tale. In questi ultimi due o tre giorni ho seguito, per una mia curiosità personale, alcuni tiggì. Ancora ieri sera ce n'è stato uno che raccontava delle code di auto sull'Autobrennero per il ritorno dal ponte dell'Immacolata, come a dire che la crisi che i profeti di sventura continuano a raccontare è una balla. E' difficile trovarne uno che dica che la gente fa la fila alla mensa dei poveri: tutto è bello e tutto va bene. Da questa sera l'Italia è ufficialmente in recessione tecnica (terzo trimestre consecutivo di calo del Pil); la cassa integrazione nel mese di novembre è balzata a + 253% su base annua. Secondo voi quanti telegiornali lo diranno oggi? Quanti credete che saranno quelli che lo menzioneranno (al massimo aggiungendo però che i ristoranti sono pieni)? Ma va là: la soglia dell'imbroglio va alzata al giusto livello; volete mettere quanto è più importante la prima della Scala, la neve sulle Dolomiti, qualche tafferuglio in Grecia? E volete soprattutto che corrano il rischio che la gente si accorga che la stanno ipnotizzando con le bugie? La maggior parte degli stabilimenti della Fiat lascerà a casa gli operai fino quasi alla fine di gennaio (elenco qui), avete sentito qualcuno che l'ha detto? Io nessuno.

Ah già, che stupido: non siamo in paradiso?

mercoledì 10 dicembre 2008

(Quasi) tutti i calvari hanno una fine

Tutti tranne quello di Eluana. Una vicenda, la sua, che si sta trasformando da drammatica in grottesca. Tra dinieghi, divieti e presunte pressioni per non eseguire una sentenza emessa da un potere giudiziario (e quindi legge a tutti gli effetti), la curatrice di Eluana Englaro ha ammesso ieri, sconsolata, che a questo punto non sa più quanto tempo ancora occorrerà per porre fine a questa assurdità.

Tutto questo dopo l'ennesimo no, arrivato questa volta dalla clinica di Udine scelta per staccare una volta per tutte la spina. La vicenda, già di suo incredibile, si è via via arricchita di nuovi capitoli che disegnano perfettamente lo stato in cui versa il nostro paese. Un paese in cui non si riesce ad applicare una sentenza emessa da una corte d'Appello prima e confermata dalla Cassazione poi, che sancisce il sacrosanto diritto, chiesto da anni dal padre di Eluana, di porre fine al suo calvario.

Una sentenza ostacolata in tutti i modi: dal presidente della regione Lombardia - Formigoni - prima, che aveva posto il suo veto a tutte le cliniche della Lombardia, alla Toscana poi, che dopo un primo contatto informale tra la famiglia di Eluana e l'Asl di Firenze, non ha voluto saperne. Adesso il no anche del Friuli.

C'è poco da dire. Un paese che mette davanti a tutto (perfino alla legge) l'ottusità ideologica di politici, prelati e compagnia bella, ha ben poche speranze non dico di diventare un paese moderno, ma almeno di lasciarsi alle spalle il medioevo.

La questione (im)morale

Ieri l'argomento si era già "sgonfiato", ma per tutto il weekend il tema clou su cui scrivere pagine e pagine è stato quello della "questione morale"; in particolare riguardo al Partito Democratico e alla valanga di inchieste che in mezza Italia hanno come protagonisti molti dei suoi membri.

Non è che ci sia molto da dire: il centrosinistra si è risvegliato bruscamente dal bel sogno che continuava a cullare di essere l'unico depositario dell'etica nella politica. Esplicitamente non l'aveva mai detto nessuno, ma - si sa - nell'immaginario collettivo la sinistra è sempre stata quella che a pieno titolo poteva fregiarsi del diritto di contestare agli avversari una certa immoralità nella gestione della cosa pubblica.

Tutto finito. La nuova tangentopoli che ha investito molti esponenti di spicco e molte amministrazioni gestite dal centrosinistra ha fatto piazza pulita anche di questo, spiattellando davanti a tutti quello che solo chi non voleva vedere non vedeva: e cioè che sono tutti uguali, senza distinzioni di casacca, di idee (quali?), di schieramenti. Tutti impegnati pervicacemente nel conseguimento dell'interesse privato, o al massimo del partito (che spesso concidono).

Fateci caso: i partiti oggi sono dappertutto, sono infiltrati con i loro tentacoli in ogni meandro della cosa pubblica: enti locali, banche, università, Rai (vi ricorda qualcosa il caso Villari?). Una invasione che come tante metastasi si espande costantemente coll'unico risultato di indirizzare le funzioni proprie di ogni istituzione non verso l'interesse pubblico, ma verso l'interesse della corrente di appartenenza.

Davanti a questo sfacelo, destra e sinistra non trovano di meglio che litigare pure su questa benedetta (maledetta) questione morale, facendo la conta degli inquisiti e delle inchieste per vedere chi ne ha di meno, come se tutto ciò potesse sminuire in qualche modo la portata della vergogna. E quindi da una parte abbiamo Berlusconi, che in barba a qualsiasi faccia tosta dichiara che a sinistra c'è una questione morale (che detto da uno che ha passato gli ultimi 15 anni a farsi leggi su misura è spettacolare), e dall'altra la risposta piccata dei destinatari che in sostanza si limitano a far notare da che pulpito venga la predica.

Questa è la politica oggi. Quella politica per la quale molti milioni di italiani continuano inspiegabilmente a recarsi alle urne per mettere una croce su una lista di nomi che non hanno neppure il potere di scegliere, ma che sono messi lì dalle segreterie dei partiti in base a quale criterio o logica non si sa (o forse sì?).

Questa, forse, è la vera questione (im)morale che andrebbe risolta una volta per tutte.

martedì 9 dicembre 2008

Gli allarmi della Fao

Oggi la Fao ha lanciato l'allarme: un miliardo di persone muoiono di fame. Non si capisce il senso di questo allarme. La Fao non è l'organismo internazionale che dovrebbe occuparsi di questa emergenza? Cosa vuol dire "ha lanciato l'allarme"? E' un po' come se il medico che sta curando il paziente chiedesse aiuto: ma non è lui il medico? Forse qualcuno ricorderà che nel 1996, al vertice internazionale di Washington, l'organizzazione si era presa l'impegno di dimezzare il numero delle persone che muoiono di fame entro il 2015.

Siamo evidentemente sulla strada giusta. Nel 1996, infatti, in questa condizione c'erano 800 milioni di persone, oggi siamo quasi al miliardo. Di questo passo i conti fino ad arrivare al 2015 potete farli da soli. Mi sono spesso chiesto, alla luce anche degli insuccessi ammessi dalla stessa organizzazione, quale sia il senso della sua esistenza e se vale la pena che gli stati del mondo continuino generosamente a finanziarla. A volte viene quasi il pensiero, già espresso da altri, che l'unica cosa che nutre efficacemente sia solo se stessa.

Salerno, Catanzaro e la "guerra" tra procure

Chi è abituato a sfogliare i giornali leggendo in maniera veloce i titoli e tralasciando il contenuto degli articoli, non può che essersi fatto l'idea che tra Salerno e Catanzaro sia in corso una guerra e che le due procure siano sostanzialmente sullo stesso piano. Stessa impressione che probabilmente riceve chi, guardando i telegiornali, si limita genericamente ad ascoltare il sommario iniziale, sempre accompagnato da un accattivante sottofondo musicale, per poi cambiare canale. Nel secondo caso (i telegiornali) non è che faccia poi tutta questa differenza, visto che spesso e volentieri l'informazione televisiva si può definire in qualunque modo tranne che... informazione. Nella carta stampata il discorso, anche se in verità non più di tanto, è diverso in quanto qualche testata che racconta le cose come stanno c'è ancora.

L'idea che sia in atto una sorta di resa di conti all'ultimo sangue tra procure, con cui ci stanno letteralmente martellando in questo ultimo periodo, è un po' l'asso di briscola di chi ha tutto l'interesse ad inculcare l'idea che la magistratura sia allo sbando, sia malata, non sia più libera e il suo operato sia dettato da oscure trame e lotte intestine piuttosto che dalla serietà procedurale e dal lucido raziocinio. Si può immaginare un terreno più fertile di questo su cui piantare e far crescere la consapevolezza che non è più procrastinabile una grande e rivoluzionaria riforma del sistema giudiziario? Certo che no! E infatti, proprio in concomitanza con gli avvenimenti di Salerno e Catanzaro, ha fatto nuovamente capolino da più parti l'innovativa proposta. Chi invece, oltre ai titoli, si è soffermato un po' più a lungo a leggere gli articoli, un'idea di come le cose stanno realmente non può non essersela fatta. Certo, davanti a vicende intricate come questa, un'idea nitida e precisa è difficile farsela, ma la direzione si intuisce. Breve riassunto della vicenda.

Luigi De Magistris, un po' il personaggio-chiave attorno cui si snoda la storia, è un pm che quando lavorarava presso la procura di Catanzaro indagava sulla presunta sparizione di milioni di euro di fondi pubblici europei, dirottati in Calabria ufficialmente per la realizzazione di opere pubbliche. Tre, principalmente, furono le inchieste che De Magistris mise in piedi: Why Not, Poseidon e Toghe Lucane, inchieste che indagavano su presunti intrecci e collusioni tra politica, mafia e massoneria con contorno di truffa, corruzione e associazione a delinquere. Inchieste, come potete ben capire, piuttosto scomode. Poco più di un anno fa, l'allora ministro della giustizia del governo Prodi, Clemente Mastella, avocò l'inchiesta Why Not a De Magistris, ufficialmente per "incompatibilità ambientale" (a cui si erano aggiunte altre accuse in riferimento a presunte interviste inopportune e fuga di notizie). Da notare che tra le persone coinvolte nell'inchiesta che fu tolta al magistrato figuravano lo stesso Mastella e l'allora presidente del consiglio Romano Prodi, per i quali, comunque, a marzo di quest'anno è stata chiesta l'archiviazione.

La reazione dell'opinione pubblica all'epoca fu notevole, così come il moto di indignazione che ne seguì, tanto che fu costretto a intervenire per calmare un po' le acque anche Napolitano. La motivazione dell'incompatibilità agli occhi dell'opinione pubblica non reggeva, e l'impressione generale era che De Magistris nelle sue indagini fosse stato volutamente fermato perché arrivato in alto. Troppo in alto. In ogni caso l'inchiesta Why Not gli venne tolta e il magistrato fu trasferito al tribunale del riesame di Napoli. La "rivincita", se così possiamo chiamarla, arrivò a giugno di quest'anno, quando la procura di Salerno, alla quale il magistrato aveva fatto ricorso, riabilitò il magistrato sollevandolo da tutte le accuse e confermando la totale correttezza del suo operato. Scriveva all'epoca antimafiaduemila.com:

La richiesta di archiviazione firmata ieri dal procuratore di Salerno Luigi Apicella e dal sostituto Gabriella Nuzzi è di quelle destinate a far discutere. Perché contrariamente a quanto denunciato da ambienti dell'imprenditoria, della politica e della magistratura – Csm in primis– i giudici competenti sui magistrati del distretto di Catanzaro hanno stabilito non solo l'infondatezza delle denunce e degli esposti presentati nei mesi scorsi contro De Magistris ma, al contrario, “una pressante attività di interferenza da parte dei vertici della procura di Catanzaro, resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte del pm”. E volta a “screditarne la credibilità personale e professionale”.

Avendo De Magistris denunciato alla procura di Salerno il presunto complotto ai suoi danni, includendo nella sua denuncia elementi appartenenti all'altra procura, le indagini furono estese alla procura concorrente, quella appunto di Catanzaro, e le conseguenze di tutto è la "guerra" di cui ci raccontano in questi giorni i giornali. Va a questo punto ricordato, senza entrare in eccessivi tecnismi giudiziario/territoriali, che la procura di Salerno in questo caso è competente ad indagare su quella di Catanzaroi (per obbligo di legge), mentre quella di Catanzaro lo fa nei confronti di quella di Salerno - stando a quanto dice lo stesso De Magistris - in maniera illegittima in quanto, come scrive anche Marco Travaglio sul suo blog, la competenza territoriale d'indagine su di essa spetta alla procura di Napoli.

Le considerazioni che si potrebbero fare su questa vicenda sono molte; mi limito a una. I procedimenti giudiziari a carico di persone comuni procedono lentamente, è vero (la giustizia italiana è tristemente nota per questo), ma procedono. Quando le indagini riguardano invece uomini di spicco appartenenti alla politica, o ad altri settori della vita pubblica, alla già leggendaria lentezza di cui parlavo prima si aggiungono spesso i bastoni tra le ruote. Tutto questo in ossequio a una altrettanto leggendaria refrattarietà dei nostri politici ad andare a finire sotto la lente di ingrandimento di qualche autorità inquirente. Una intoccabilità che nel nostro paese è stata elevata al rango di diritto acquisito e della quale non si ha traccia in quasi nessun altro dei paesi che è prassi comune definire civili.

I casi e gli esempi non mancano. A cominciare, solo per citarne un paio, dalla vicenda di Clementina Forleo, il magistrato milanese (ovviamente accusato di incompatibilità: prima rinviata a giudizio davanti al CSM e poi completamente prosciolta) che indagava sui cosiddetti "furbetti del quartierino" e sul caso Unipol. Fino ad arrivare alla tentata ricusazione da parte di Berlusconi del giudice Nicoletta Gandus, titolare del processo Mills, che vede l'attuale premier sotto processo per corruzione in atti giudiziari. Ricusazione totalmente priva di fondamento.

Non so; alla luce di tutto questo io penso che se fossi un magistrato eviterei accuratamente di occuparmi di inchieste riguardanti intrecci tra politica e malaffare: avrei sicuramente meno grane.

lunedì 8 dicembre 2008

Puzzle ed enigmistica online

Oggi è lunedì, ed è festivo. Andiamo incontro a un periodo, le festività natalizie e di fine anno, in cui i giorni di festa sono piuttosto numerosi, senza contare che molti (non è il mio caso) approfitteranno del periodo per concedersi un po' di ferie e di svago. Perché non utilizzare questo periodo per "giocare" un po' con internet?

Eh sì, perché spesso ci dimentichiamo che tramite la rete non solo è possibile informarsi (meglio che altrove) e usufruire di vari servizi, ma si può anche giocare. A questo proposito vi segnalo un paio di passatempi online piuttosto interessanti. Passatempi classici che sono già stranoti nella vita reale di tutti i giorni, ma che forse non lo sono altrettanto sul web, e cioè i puzzle e le parole crociate. Ecco due brevi howto.


Puzzle.

Il sito che vi vado a segnalare permette di scomporre in un puzzle un'immagine a nostra scelta presa dal web. Immagine che ovviamente va poi ricomposta. Per giocare non è necessaria nessuna registrazione e non occorre installare alcunché sul proprio pc (altrimenti che gioco online sarebbe?), è sufficiente cliccare qui.

Una volta aperto il sito, trovate già un'immagine caricata di default.



Potete cominciare subito utilizzando quella che viene presentata, oppure potete utilizzarne una a vostra scelta presa dal web. Per fare ciò occorre fare il copia e incolla dell'url dell'immagine nell'apposito form e cliccare sul pulsante Create JIGSAW. Trovare l'indirizzo di un'immagine da inserire nel sito è molto semplice: è sufficiente cliccare col tasto destro del mouse su quella che abbiamo scelto e nel menù che si apre selezionare la voce "proprietà".

Ecco qui sotto un esempio fatto con una delle foto presenti nel mio account su Flickr.



L'indirizzo dell'immagine è quello che ho evidenziato nel cerchietto rosso. Basta copiarlo e incollarlo nel form che vi ho indicato prima e, dopo aver cliccato sull'apposito pulsante, si può cominciare a risolvere il puzzle.



Per risolvere il gioco è sufficiente muovere i vari quadratini col mouse fino a metterli tutti al posto giusto. Ci sono varie opzioni che si possono selezionare, come ad esempio il numero di pezzi in cui scomporre la foto; è possibile anche mischiare nuovamente i tasselli (ReJigsaw), ottenere un piccolo aiuto (Hint) e, se proprio non se ne viene a capo, risolvere il puzzle con una scorciatoia (Solve).

(via Salvatore)


Parole crociate.

Quale è la rivista di giochi ed enigmistica più famosa in Italia? Non vorrei sbagliare, ma dovrebbe essere la Settimana Enigmistica, un settimanale (lo vedete nell'immagine) fondato nel 1932 che esce ancora oggi regolarmente. Ho dei bei ricordi legati a questo giornale, in quanto da piccolo era uno dei miei passatempi estivi preferiti. L'unico problema era rappresentato dal fatto che capitava spesso che uno schema di parole crociate non riuscissi a finirlo, e quindi mi toccava sempre andare a chiedere aiuto a mia madre o a mio padre. Ah, bei tempi...

Vabbè, torniamo a noi. Il settimanale non è certamente rimasto fermo al 1932, ma si è adeguato al progredire della tecnologia e di internet, tanto che oggi oltre alla normale versione cartacea esiste l'equivalente online. Certo, mettersi comodamente seduti in poltrona a risolvere uno schema di parole crociate con carta e penna è certamente più affascinante e coinvolgente, ma in fondo anche la fredda tecnologia di un monitor può essere a suo modo divertente. Proviamo?

Il sito ufficiale lo trovate cliccando qui. Per risolvere uno schema di parole crociate, cliccate sul pulsante rosso gioca con noi e nel menù che si apre selezionate la voce relativa. Verrete indirizzati alla pagina vera e propria in cui è possibile giocare. Il primo schema che si presenta non sono le parole crociate classiche che conosciamo, ma una loro variante chiamata ricerca di parole crociate. Per accedere a quelle che interessano a noi occorre cliccare nella colonna a destra sul pulsante parole crociate a schema libero. Qualche secondo di attesa (il tempo di caricamento dell'applet java indispensabile per il funzionamento del gioco) ed ecco il nostro schema:



Giocare è semplicissimo: basta selezionare una casella qualsiasi col tasto sinistro del mouse per far apparire sulla parte destra dello schema di gioco la definizione del termine da inserire. La selezione delle parole orizzontali e verticali si ottiene tramite la barra spaziatrice, mentre per cancellare qualche lettera o parola che non abbiamo inserito in maniera corretta si può usare il tasto canc. Se per caso ci troviamo in difficoltà, basta cliccare sul tasto Soluzione che si trova in basso per risolvere il gioco.

Beh, buon divertimento!

sabato 6 dicembre 2008

Craxi? Andrebbe visto a scuola

E' rimbalzata ieri su alcuni siti internet una curiosa dichiarazione di Silvio Berlusconi. E cioè che la vita (le opere no? ^_^) di Bettino Craxi (il signore che vedete di spalle qui nella foto) andrebbe insegnata a scuola. Il riferimento è a un dvd biografico, di imminente uscita, sulla vita dell'insigne statista. Ecco le parole di Berlusconi:

Il cortometraggio sulla vita di Bettino Craxi andrebbe proiettato anche nelle scuole, per dare alle nuove generazioni i necessari spunti di riflessione sul modo in cui è finita la prima Repubblica e sulla falsa rivoluzione giudiziaria che portò alcuni settori della magistratura a teorizzare la supplenza delle toghe sulla politica.

Ora, intendiamoci, io non ho niente contro l'iniziativa, basta solo che mi avvisino prima in modo che possa tenere le mie figlie a casa quel giorno.

Scherzo, ovviamente. Anzi, io sarei veramente contento se la cosa si facesse per davvero, ma non per far riflettere i giovani in merito a una fantomatica falsa rivoluzione giudiziaria, ma per metterli al corrente di quali sono stati i veri motivi della fine della prima repubblica, che specilmente alla fine si era ridotta ad essere un concentrato immondo di scandali politico/finanziari, tangenti, corruzione, malaffare e clientelismo. Concentrato - che tra l'altro prosegue indisturbato ancora oggi - di cui Craxi è stato uno degli attori principali.

Non so di preciso cosa potrebbero imparare gli alunni dalla figura di un politico di spicco con due condanne (corruzione e finanziamento illecito) passate in giudicato e una rocambolesca fuga in Tunisia per evitare di finire in galera.

Chissà, potremmo provare a chiedere al ministro Gelmini cosa ne pensa.

venerdì 5 dicembre 2008

Spam (da ridere) da un altro continente

Scusate, ma l'e-mail che ha appena bypassato la spamfolder della mia webmail (che dall'analisi del fuso orario del server dovrebbe essere partita da una di queste località), merita di essere segnalata. :-)

Eccola:

> Zalve
> Abbiamo il lavoro per Lei.
> Puo guadagnare I soldi a casa.
> Possiamo oFrirle 430-725 Euros a seTimana().
> Ci bisognerebbe:
> 1 1-5 ore liberi al giorno.
> 2 E-MAIL.
> 3 Private numero di tel..
> Se e interessato Scrive a nostro manager al indiriZio:
> ital.personale.30@gmail.com
> Dica noi suo nome, eta e citta.

Quanto vogliamo scommettere che qualcuno ci cascherà comunque?

La Gelmini va su Youtube

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Non ho mai scritto niente sulla riforma di Mariastella Gelmini (foto), quella che ha provocato tutto il can can dell'ultimo periodo. Il motivo è molto semplice: non l'ho letta approfonditamente e quindi non mi sento di dare giudizi.

So in maniera piuttosto vaga che le lamentele maggiori derivano dai cospicui tagli, sia alle risorse che al personale, che il suo piano programmatico prevederebbe nel prossimo triennio, e uno dei motivi principali delle contestazioni sarebbe da ricercare nel fatto che questi tagli sarebbero stati decisi senza la concertazione coi sindacati.

Non lo so, quello che è certo è che - almeno da quello che ricordo io - non è mai esistito ministro della Pubblica Istruzione che abbia tentato di avviare una riforma di qualsiasi genere senza essere contestato in piazza. E ovviamente la Gelmini non può essere da meno.

Volevo però, qui, solo segnalare che il ministro ha aperto un proprio canale su Youtube, attraverso il quale - scrive il Sole24Ore - "Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche."

Al momento la Gelmini ha pubblicato un solo video di una trentina di secondi col quale si presenta. I commenti sono già quasi 1.000, alcuni critici e altri favorevoli all'iniziativa. La domanda che ricorre più spesso tra chi scrive è: ma la Gelmini li leggerà?





Aggiornamento 16,48.



Come vedete dall'immagine qui sopra, per adesso la Gelmini non solo legge i commenti, ma ha già pubblicato circa una quindicina di risposte a molti dei questiti che vengono posti. I commenti - come precisa lei stessa in una di queste risposte - non sono soggetti a moderazione, ma vengono rimossi solo quelli che contengono insulti. In effetti, come vedete, ho pure io inserito un commento (anche se con qualche svarione grammaticale) a titolo di prova ed è effettivamente andato subito online.

Preciso che questo mio post non è una presa di posizione pro-Gelmini; anche perché, come ho già spiegato, non ho approfondito nel dettaglio i contenuti della riforma. Tuttavia vedo con una certa simpatia chi si mette in gioco pubblicamente cercando di giustificare le scelte fatte. Certo, come ho scritto nel mio commento, sarebbe stato meglio intraprendere questa iniziativa prima del varo della legge, ma meglio che niente.

Se volete inserire anche voi qualche quesito (prima che si stanchi di rispondere) la pagina dei commenti è qui. (occorre avere attivato un account su Google)

Passerelle

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