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venerdì 22 maggio 2026

Considera gli animali


Riassumendo e semplificando un po’, ogni volta che ci troviamo di fronte alla possibilità di compiere una certa azione, abbiamo almeno due strade: compierla o non compierla. Pensiamo a quando scegliamo cosa preparare per cena. Vogliamo preparare un pasto con un buon apporto proteico e possiamo farlo in due modi: cucinando un piatto che contenga proteine di origine animale o un altro piatto che contiene proteine di origine vegetale. Nel primo caso la nostra azione contribuisce al malessere dell’animale che finirà nel nostro piatto, per esempio, sotto forma di hamburger. Nel secondo caso no. Ovviamente dobbiamo tenere in considerazione anche i nostri interessi per valutare la situazione. Se siamo in Italia e abbiamo un normale accesso al cibo, la nostra sopravvivenza non dipende dal consumo di animali. Per un nativo dell’Artico che non può andare al supermercato, ma deve cacciare una foca per sopravvivere, le cose sono diverse. Ma se escludiamo l’interesse fondamentale a sopravvivere, che cosa rimane? Rimane il nostro interesse a gustare un piatto che forse ci piace molto e magari quello di non perdere troppo tempo per trovare un’alternativa vegetale a un piatto di carne più facile da cucinare. Il piacere di gustare un hamburger e il tempo che risparmiamo sono sufficienti a bilanciare la sofferenza imposta all’animale da cui quella carne è derivata?

Quello citato qui sopra è uno dei passaggi più "problematici" del libro, e uno dei molti dilemmi etici, morali e filosofici in esso contenuti. Quanti di noi, pur riconoscendo la validità logica del ragionamento, continuano a scegliere l'hamburger di carne? Simone Pollo, professore di filosofia morale alla Sapienza di Roma, si infila proprio in questa fessura: la distanza tra ciò che la nostra razionalità riconosce come "giusto" e ciò che le nostre abitudini culturali e sociali ci spingono a fare.

Considera gli animali è un libro che "disturba" perché toglie gli alibi. Smonta l'idea che gli animali siano "oggetti" a nostra disposizione e pone domande sul peso che diamo alla sofferenza. Leggendo questo saggio si capisce chiaramente che la questione animale non è una moda passeggera né un tema "snob" ed elitario. I temi affrontati nel saggio sono molti e tutti interessanti (ovviamente per chi è interessato a questi argomenti), a partire dai capitoli iniziali in cui si parla degli animali da compagnia che tutti amiamo (cani, gatti ecc.) e della storia evolutiva che li ha portati a stare in mezzo a noi. 

Altri argomenti trattati sono, inevitabilmente, gli impatti ambientali ed ecologici degli allevamenti intensivi, l'enorme consumo di acqua, suolo e risorse causati da queste pratiche. Uno dei dati sorprendenti, tra i tanti, è che attualmente la maggior parte (circa il 70 per cento) delle superfici coltivabili del pianeta è destinata alla produzione di cibo per gli animali negli allevamenti, non all'alimentazione umana. È paradossale questo dato, se ci si pensa. La maggior parte delle terre coltivate sono destinate ad alimentare animali le cui carni sono poi consumate da una piccola minoranza degli esseri umani a causa dei suoi costi. Senza contare le elevatissime ricadute sul cambiamento climatico, a causa dell'effetto serra, generate dal consumo di carne e derivati animali (gli allevamenti intensivi sono ai primi posti nella produzione di gas serra).

Ma il punto centrale del saggio sta, appunto, nei dilemmi etici e morali che solleva, e sono veramente tanti. È interessante anche perché non ha un tono moralistico o colpevolizzante nei confronti di chi ama cibarsi di animali. Si limita a esporre dati, numeri, evidenze e a sollevare interrogativi, che ognuno può interpretare come crede.

sabato 31 maggio 2025

La dieta paleo :-)

Mi sono imbattuto per caso in questa gustosa e divertente intervista a Giacomo Moro Mauretto sul tema della dieta paleo, il regime alimentare che si ispira al modo di alimentarsi dei nostri antenati vissuti nel Paleolitico. (Mauretto è titolare del canale youtube Entropy for life e se non lo seguite siete delle brutte persone.) :-) 

In una ventina di minuti Mauretto smonta molti (non tutto è da buttare) degli aspetti di questa dieta così in voga in questi ultimi tempi, a cominciare dal fatto che il Paleolitico è un tempo lunghissimo che va da due milioni a circa 15.000 anni fa e in questo immenso lasso di tempo gli esseri umani, anzi le varie specie umane, hanno mangiato di tutto. 

Il succo dell'intervento di Mauretto è che basare il modo di alimentarsi degli esseri umani di oggi su quello che mangiavano i nostri antichi antenati non ha alcun senso da nessun punto di vista, in primo luogo perché l'essere umano attuale è diverso dagli umani antichi per via dei diversi adattamenti evolutivi causati dall'ambiente in cui i nostri antenati sono via via vissuti, ma soprattutto per il fatto che oggi esiste l'epidemiologia, un ramo della scienza che è in grado dire cosa mangiare e quali sono gli alimenti più adatti da utilizzare per stare in salute e vivere a lungo. Quindi chi se ne frega di quello che mangiava un nostro cugino Neanderthal di 700.000 anni fa?

Poi vabbe', al di là della dieta paleo in sé, sarebbe interessantissimo indagare la faccenda dal punto di vista psicologico per capire i motivi che spingono tanta gente ad abboccare e a seguire ogni moda del momento. In qualunque ambito, non solo quello alimentare.

giovedì 20 marzo 2025

lunedì 4 ottobre 2021

Cosa mangiamo

Da un po' di anni mi sono messo in riga con l'alimentazione. Dopo una adolescenza e una giovinezza gravemente sregolate (fino a circa trent'anni sono stato eufemisticamente in sovrappeso), ho cominciato piano piano a darmi una regolata e, senza seguire diete particolari, semplicemente eliminando molti cibi e bevande spazzatura, ho raggiunto un peso accettabile, anche se sempre sopra il canonico numerino generato dal rapporto altezza/peso.

Una decina di anni fa ho scoperto di avere qualche problema di ipertensione, risolto, dietro consigli del mio medico, eliminando sale, caffè e altre cose, e cominciando a camminare e ad andare in bicicletta. Ho ridotto drasticamente pasta, pane e carboidrati in genere e ho aumentato le verdure. Oggi posso dire di essere a posto: peso perfettamente in linea col famoso rapporto altezza/peso e ipertensione sparita (ho anche smesso di russare, per la gioia di chi dorme con me).

Poi, oggi, ho letto questo post di Diciottobrumaio e ho pensato che tanto valeva che avessi continuato a mangiare cibo spazzatura.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...