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lunedì 16 marzo 2020

Desperation e Santarcangelo

Desperation, uscito nel 2006 per la televisione, è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Stephen King pubblicato dieci anni prima. Desperation è una sperduta e abbandonata città mineraria nello sconfinato Nevada. Mi è venuto in mente questo film poco fa, quando, uscito dal lavoro, ho attraversato una Santarcangelo abbandonata e chiusa come non avevo mai visto. Certo, non c'erano cespugli che rotolavano al vento, né gente morta sulle strade, macchine vuote ferme ai semafori, sangue sui muri e orde di corvi e coyote in ogni angolo del paese, ma a parte questo, Santarcangelo sembra Desperation, in questi giorni.

venerdì 17 gennaio 2020

Elefantìasi letteraria

Leggo nelle note introduttive de La montagna incantata, di Thomas Mann, che mi appresto a cominciarr adesso, che l'opera, vergata in un periodo di dodici anni, dal 1912 al 1924, era stata pensata come racconto breve da inserire in appendice al romanzo Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull, che ho letto la settimana scorsa. Poi, come ebbe a dire lo stesso scrittore, "l'opera mi crebbe per così dire tra le mani" fino a raggiungere le 750 pagine circa. Anche I Buddenbrook fu concepito come romanzo breve sulla falsa riga di quelli del norvegese Kielland, ma poi arrivò a mille pagine. La morte a Venezia, invece, pensato da Mann come racconto breve da pubblicare sulla rivista Semplicissimus, si trasformò in un romanzo breve.

Pur facendo le dovute differenze, credo che Mann fosse affetto dalla stessa patologia di cui soffre Stephen King e che quest'ultimo usa chiamate elefantìasi letteraria.

martedì 7 gennaio 2020

Cuori in Atlantide

Ieri sera ho guardato Cuori in Atlantide, film con Anthony Hopkins tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King di parecchi anni fa. Quel romanzo lo lessi da giovane, e ricordo che mi piacque: un'ottima trama e mai noioso. Il film, invece, è di una noia mortale e lento all'inverosimile. Mia moglie si è addormentata dopo un quarto d'ora, io sono arrivato fino alla fine ma molto faticosamente. È che non imparo mai la lezione: mai guardare la trasposizione cinematografica di un romanzo che mi è piaciuto.

domenica 1 dicembre 2019

Doctor Sleep



Dite quello che volete ma Stephen King è uno che sa scrivere e incolla chi legge alle pagine, e continuo a pensarlo anche dopo aver terminato Doctor Sleep, il seguito di Shining (solitamente i sequel tendono a deludere); perché, dico, qualcuno sarà pur curioso di sapere che fine abbia fatto il piccolo Danny dopo essere sopravvissuto alla distruzione dell'Overlook, no? (Intendo, naturalmente, il Danny del romanzo, non dell'attore che nel 1980 lo interpretò nel celeberrimo film di Stanley Kubrick, che oggi è uno stimato professore di biologia.)

Ogni volta che termino un romanzo che mi è piaciuto, penso: Lasciate perdere tutte quelle bubbole secondo cui bisogna leggere per essere migliori, più bravi ecc. Bisogna leggere perché leggendo può capitare di imbattersi in storie belle, accattivanti, che ti incollano alle pagine e mentre sei lì in magazzino che lavori non vedi l'ora di tornare a casa per riprenderle in mano.

domenica 24 novembre 2019

Doctor Sleep


Cosa si fa nelle domeniche pomeriggio piovose? Si comincia a leggere il seguito di Shining. Ovvio, no?

venerdì 18 ottobre 2019

Fine de L'Istituto



Ho terminato ora L'Istituto, il nuovo romanzo di King. Ci sono circa un centinaio di pagine, grosso modo a cavallo tra la quattrocentesima e la cinquecentesima, da cui è letteralmente impossibile staccarsi e alle quali si rimane incollati anche se suona il telefono o si è sul divano che ce la si sta per fare addosso. Che altro aggiungere? Niente, chi ha voglia se lo legga e tragga da sé le conclusioni.

Non è un romanzo horror, questo è da precisare. A dire il vero, non ho mai ben capito il motivo per cui King venga sempre etichettato come scrittore di letteratura dell'orrore. Nella sua sterminata produzione letteraria, infatti, i romanzi che possono essere classificati in questo modo sono una parte, e neppure maggioritaria; penso ad esempio a Shining, It, A volte ritornano, Cujo, ma ha scritto anche capolavori struggenti come Il miglio verde o Storia di Lisey. Evidentemente, una volta che si viene etichettati in un certo modo, poi quell'etichetta rimane addosso per sempre.

Comunque sia, questo è un grande romanzo con una bella storia, una storia che prende, e le storie devono prendere, se no che storie sono? Ho letto una volta in un libro che, secondo le neuroscienze, il massimo della potenza ideativa e creativa di una persona si ha tra i quindici e i trent'anni, poi progressivamente decade. King ne ha settantadue e riesce ancora a concepire storie come questa. Sembra quasi incredibile.

A margine, ho anche imparato due cose che non sapevo (coi romanzi si impara anche, se sono validi): l'esistenza dei test BDNF per i neonati e l'esistenza della Distribuzione di Bernoulli. Col Re si fa sempre il pieno.

lunedì 14 ottobre 2019

Luke



Il racconto della fuga di Luke dal luogo in cui era rinchiuso, L'Istituto, è una delle pagine più belle del romanzo. Finora.

martedì 9 gennaio 2018

Sleeping beauties



Sapete quei libri che ti catturano come la tela del ragno cattura una mosca? Quelli che leggi anche mentre svuoti la lavastoviglie? Quelli che chi se ne frega della passeggiata pomeridiana? Quelli che una figlia ti manda un messaggio preoccupato su WhatsApp perché tu sei sul divano a leggere e ti dimentichi di andarla a prendere alla fermata del 9/A? Quelli che non vedi l'ora di tornare dal lavoro perché se non sai come va a finire muori?

Ecco, Sleeping beauties è uno di quei libri lì.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...