In realtà il Corriere non ospita solo gli editoriali di Rampini ma anche rubriche interessanti come Data Room, di Michela Gabanelli, che racconta i fenomeni del nostro tempo basandosi esclusivamente su dati oggettivi e rigorosamente verificati, un sistema che si pone agli antipodi rispetto alle sciocchezze che scrive Rampini. Ma è questa ambiguità che mi dà fastidio, questa sorta di volere tenere i piedi in due staffe accontentando sia chi cerca l'autorevolezza giornalistica, sia chi è in cerca di storie false per corroborare i propri pregiudizi. E allora no, vedo il paywall e passo oltre.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 11 ottobre 2026
Perché pagare per leggere il Corriere?
Il Corriere della Sera ormai da tempo nasconde gran parte dei suoi articoli online dietro paywall. Lo fanno quasi tutti: Repubblica, Stampa, Messaggero ecc. Il costo, in realtà, non è neppure elevato e corrisponde grosso modo a quello di un caffè al mese, tanto che più di una volta sono stato lì lì per dargli quell'euro e mezzo per poter leggere quello che mi interessa. Ogni volta, però, mi sono fermato al pensiero che il Corriere ospita con una certa frequenza gli editoriali di Federico Rampini: perché devo pagare un giornale che pubblica stupidaggini sul negazionismo climatico e distorce i dati su fenomeni migratori e altri temi di importantissima rilevanza scientifica e sociale? (Qui un grande Telmo Pievani smonta le sciocchezze raccontate da Rampini in uno dei suoi ultimi editoriali.)
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Quando ero piccola in casa non mancava mai "Il resto del Carlino", in seguito invece leggevo "Repubblica".
RispondiEliminaOra però i quotidiani li ho eliminati dalla routine, e non tanto per questione di prezzo, ma per assoluta mancanza di credibilità. Quindi le news on line sono ancora più in là nella mia linea di interesse.
Il resto del Carlino ogni tanto lo leggo ancora, ma solo perché lo trovo sui tavolini del bar, non lo comprerei mai. Tanti anni fa non era male, poi è diventato filo-berlusconiano dal '94 e oggi è fieramente meloniano (basta dire che ospita regolarmente editoriali di Bruno Vespa).
EliminaSi, ed è molto triste.
EliminaUn tempo "Il Resto del Carlino" si identificava con Bologna, era qualcosa di profondamente legato alla città (se non ricordo male anche Enzo Biagi scriveva per il giornale). Poi si è verificata una decadenza velocissima ed ora è una cosa che non si può vedere. ☹️
Conserva un suo piccolo margine di utilità col fascicolo interno della cronaca provinciale, ma il fascicolo nazionale in cui affronta la politica, l'economia... lasciamo stare, va'.
EliminaCiao. Da un po' di tempo usufruisco un ottimo servizio del sistema bibliotecario. Si chiama MLOL e mi consente di leggere i quotidiani nazionali e esteri. Il servizio è gratuito per gli utenti, ma se vuoi puoi pagare un piccolo contributo con PressReder.
RispondiEliminaNon so se si tratta della stesa cosa, ma mio figlio "bolognese" aveva la tessera della biblioteca di Sala Borsa e poteva leggere gratuitamente tutti i giornali.
EliminaInnassia, uso regolarmente MLOL per gli ebook ma non sapevo di questa possibilità di poter sfogliare anche i quotidiani. Approfondirò la questione. Grazie della dritta
EliminaSiu, credo sia un altro nome del sistema di lettura segnalato da Innassia. In pratica, con l'abbonamento alla biblioteca si possono leggere anche i quotidiani.
@Siu non conosco la diffusione del servizio tra le varie Regioni. So che molte biblioteche si appoggiano a MLOL, prova a chiedere se anche la tua accede a questi servizi.
Elimina@Andrea oltre agli ebook ci sono i quotidiani , riviste e audiolibri. MLOL è ricchissimo, c'è di tutto.
Ma... io ormai evito tutti i quotidiani online (e i telegiornali) italiani...
RispondiEliminaLa mia posizione già la conosci ma in due parole te la ribadisco: ormai gli utenti dei media non sono più visti come clienti a cui vendere informazione ma piuttosto sono essi stessi visti come prodotti da influenzare/manipolare secondo la volontà del potere economico o politico.
Tu stesso lo hai notato per esempio riguardo l'informazione sulla guerra in Ucraina e per quanto avviene a Gaza: secondo me quindi dovresti fare il passo successivo e concludere che ormai non vi è più nessun interesse per la diffusione della verità (al di là della cronaca nera/rosa, lo spettacolo e dei risultati sportivi ovviamente!) ma solo volontà di manipolazione secondo gli interessi degli editori (e quindi da chi dipendono questi ultimi).
Grosso modo è così. Comunque, ormai da tempo, per informarmi su quello che accade nel mondo vado altrove: AP, Reuters, Guardian ecc. Il modo in cui Corriere e Repubblica (e altri) raccontano il genocidio dei palestinesi è vergognoso.
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