giovedì 22 ottobre 2026

Perché l'Occidente odia la Russia


Il livello del dibattito pubblico sull'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, dopo quasi cinque anni di guerra è generalmente ancora fermo ad aggressore e aggredito e ad accuse di filo-putinismo rovesciate addosso a chiunque si azzardi ad approfondire un po', andando oltre i puerili argomenti da bambini di terza elementare. Siccome la storia dei rapporti tra Occidente e Russia è interessantissima ed estremamente più complessa di come la raccontano Carlo Calenda o il Corriere della Sera, le uniche maniere per approfondire in maniera seria sono i libri. Questo, del filosofo tedesco ed esperto di relazioni tra Europa, Stati Uniti e Russia Hauke Ritz, mette in discussione il modo in cui quella storia ci viene continuamente raccontata.

Il titolo è ovviamente provocatorio e l'Occidente non è considerato dall'autore come l'insieme dei paesi occidentali ma come un sistema politico, militare e culturale guidato dagli Stati Uniti. Ritz cerca di spiegare perché la Russia sia stata progressivamente trattata come un avversario strategico, quasi un nemico irriducibile e nel libro invita a guardare i rapporti tra Occidente e Russia al di là delle spiegazioni contenute in un tweet, cercando le radici storiche, politiche e culturali di un conflitto che affonda le sue radici nei secoli. 

La tesi di fondo dell'autore è che dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Occidente, e in particolare gli Stati Uniti, avrebbero avuto l’opportunità di costruire un nuovo ordine internazionale fondato sulla cooperazione, ma avrebbero preferito consolidare la propria egemonia. In questo quadro, una Russia autonoma, dotata di enormi risorse e ambizioni geopolitiche, sarebbe diventata un ostacolo da contenere piuttosto che un interlocutore con cui costruire un equilibrio condiviso. L'autore, quindi, non si limita a chiedersi perché la Russia abbia invaso l'Ucraina (c'è già Calenda che ce lo spiega ogni santo giorno), ma si interroga anche sulle responsabilità occidentali - un esercizio che pochi fanno -, sulle scelte di Washington e sul ruolo che l’Europa ha accettato di assumere dopo la fine della Guerra fredda.

Una delle parti più belle del libro, che fa partire la sua analisi storica dalla caduta dell'impero zarista con la Rivoluzione d'ottobre, riguarda il periodo successivo al 1989. Secondo l'autore, il crollo del muro di Berlino e la dissoluzione dell’URSS avrebbero potuto aprire una fase nuova, nella quale superare definitivamente la contrapposizione tra i due blocchi. Ma la fine della Guerra fredda è stata interpretata soprattutto come una vittoria dell'Occidente, anziché come l'occasione per costruire un sistema di sicurezza europeo nel quale anche la Russia potesse sentirsi parte di un progetto comune. Altro tema estremamente interessante è la posizione degli Stati Uniti nel mondo successivo al 1991. Con la caduta dell'Unione Sovietica l'America è rimasta l’unica superpotenza e Washington avrebbe cercato di approfittarne tentando di preservare un ordine internazionale nel quale il proprio primato militare, politico ed economico non fosse messo in discussione, mentre la Russia rappresentava uno dei possibili poli alternativi a questo sistema. Da qui la difficoltà americana ad accettare una Mosca capace di perseguire una politica estera autonoma e di costruire relazioni indipendenti dall’Occidente.

Una notevole stoccata Ritz la riserva anche all'Europa, la quale, pur avendo una lunga storia, una propria cultura e interessi economici che non coincidono necessariamente con quelli americani, avrebbe progressivamente rinunciato a una politica estera autonoma, finendo per identificare la propria sicurezza con le scelte strategiche di Washington. È un libro che spiega tante cose e costringe a prendere in considerazione altre prospettive, andando oltre alla semplice dicotomia buoni Vs cattivi.

25 commenti:

  1. Perché il modello dell'URSS era in totale contrapposizione al modello neoliberale USA.
    Perché l'URSS è stato un faro di civiltà pe tutti i popoli oppressi (cit.) ha portato istruzione, sanità, uguglianza.
    Perché i russi non hanno sterminato i popoli nativi come fatto dagli spagnoli, inglesi e infine americani.

    La dissoluzione dell'URSS è stata la più grande tragedia della storia del Mondo.

    Oggi la Federazione Russa seppur lontana dai vecchi fasti rimane un modello sociale nettamente migliore di quello USA e tutti i parametri sociali e sanitari in primis lo confermano.

    Perché il neoliberismo USA ha portato morte e distruzione nel mondo a differenza del modello dell'URSS.

    Ogni giorno il modello USA porta sciagure nel mondo.

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    1. Farò di civiltà per tutti i popoli oppressi? E come la mettiamo la con la brutale repressione del dissenso, le purghe staliniane, il sistema dei campi di lavoro (gulag) e la negazione sistematica delle libertà civili e politiche?
      Per quanto riguarda lo sterminio dei nativi, ti faccio presente che l'espansione dell'Impero Russo verso la Siberia e l'Asia Centrale è avvenuta attraverso la conquista militare, lo sfruttamento delle risorse, l'espropriazione delle terre e forti politiche di assimilazione forzata (russificazione) ai danni dei popoli indigeni locali. Non siamo al livello di quello che hanno combinato gli europei nelle Americhe o in Africa, ma nemmeno la Russia è un'anima candida.
      Temo che tu abbia un gran bisogno di ripassare un po' la storia russa.

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    2. "Faro di civiltà per tutti i popoli oppressi?" è una citazione di un noto filosofo che fu allievo di Costanzo Preve.

      Io condivido al 100% per me anche nello scenario peggiore l'URSS è stato molto meglio del nostro mondo comandato dagli USA per infiniti motivi.

      Ti ricordo come sempre che viviamo in una finta democrazia tanto che se il PCI avesse regolarmente vinto le elezioni sarebbe successo questo

      "Gli USA avrebbero usato il modello cileno: ucciso il presidente del consiglio legittimamente eletto, instaurato una dittatura militare, fatto sparire i dissidenti. Eravamo e siamo una nazione a democrazia eterodiretta, in cui non sappiamo niente delle stragi di stato, della morte di Olivetti e Mattei, nulla di ciò che accadde nei cieli di Ustica, del golpe borghese, della loggia P2, di Gladio, dell'accordo stato-mafia…"

      Angelo Vendicatore - Docente presso Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza". Quora.

      La Russia è temuta perché é un modello di civiltà più giusto e umano rispetto al nostro mondo occidentale anche se i fasti dell'URSS sono lontani.

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    3. Va bene tutto, ma non mi hai ancora spiegato come si concilia il faro di civiltà per tutti i popoli oppressi con le purghe, i gulag e la negazione delle libertà civili e politiche.

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    4. Non era il paradiso terrestre ma un utopia bellissima che funzionava.
      Per me l'URSS pur con i suoi problemi è stato il miglior modello sociale della storia dell'umanità.

      Per me meglio una vita con i giorni tutti uguali e monotona ma con uno stipendio sicuro e un tetto stabile sotto la testa che il modello neoliberale di matrice occidentale.

      I documentari di Michael Moore sono di fortissimo impatto sui tanti mali della società USA e di riflesso dell'intero mondo occidentale.

      Probabilmente non vengo capito perché vivo sulla pelle le conseguenze di questo mondo neoliberale.

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    5. Non è che non vieni capito. Il problema è la tua difficoltà a uscire dallo schema mentale che ti sei costruito sulla Russia. La Russia non è un paradiso in terra come dici tu, è una società di stampo imperiale che ha pregi e difetti, una società che nel corso della sua storia ha fatto cose buone e cose orribili, come tutti gli imperi. Ma tu questa gradazione non la vedi.
      In linea generale non esistono paradisi in terra, esistono società e aggregazioni composte da esseri umani che di questi esseri umani esprimono pregi e difetti. Come diceva papa Francesco: "Se qualcuno è in grado di spiegarmi la differenza tra imperi buoni e imperi cattivi e indicarmi quali sono gli uni e quali sono gli altri, sono qua".

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    6. Tanto per restare realisticamente con i piedi per terra, i nomi di Aleksander Litvinenko, Alexei Navalny e Anna Politkovskaya dovrebbero pur dire qualcosa, o no?

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    7. Per me esiste una differenza notevole.

      Preferisco vivere in un mondo grigio ma sicuro e stabile che in un mondo colorato ma insicuro e instabile.

      La massima del neoliberismo occidentale a trazione statunitense è "vivere pericolosamente" un concetto nefasto con in URSS era vietato.

      L'impero URSS era infinitamente meglio di quello americano.

      Almeno per me non per tutti ovviamente.

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    8. Anche se con poche speranze, ribadisco uno dei molti possibili esempi: Anna Politkovskaya ha dimostrato con la vita che svolgere semplicemente e dimostrando grandi capacità il mestiere di giornalista vuol dire vivere altro che pericolosamente.

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    9. E, a proposito della Politkovskaya, suggerisco a gravo di leggere questo suo libro. Così, giusto per rendersi conto di che tipo di "paradiso" è oggi la Russia.

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    10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    12. Ho scritto che l'attuale Russia non è all'altezza dell'URSS.

      Rimane molto meglio dei paesi occidentali prima della guerra in Ucraina molti italiani ci andavano spesso in vacanza.
      Vivere pericolosamente è la massima del neoliberismo l'ideologia che fa parte del DNA degli USA, Gran Bretagna, Unione Europea ecc.
      Il sistema sanitario nazionale è stato inventato in URSS, la scuola universale e gratuita era un pilastro della società sovietica, le case popolari per tutti, il lavoro garantito per tutti, la quasi abolizione della povertà, le strutture pubbliche gratuite per fare sport e si potrebbe continuare.

      Dall'altra parte del mondo o eri psicologicamente forte oppure il sistema neoliberale ti divorava.

      Dopo la caduta del muro di Berlino le cose sono andate sempre peggio.

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    13. Riporto il video di una signora di una famiglia nata e vissuta durante l'URSS.

      A scanso di equivoci la signora era bambina quando cade l'URSS lei si basa sui racconti dei suoi genitori e sugli studi approfonditi che ha fatto.

      https://m.youtube.com/watch?v=WnfN7KInyQU&pp=ygUSVVJTUyB2aXRhIG5lbCAxOTgw

      Al di là delle giuste critiche che si possono fare alla società Sovietica per me è stato il miglior modello sociale della storia dell'intera umanità.

      Rispetto al nostro "vivere pericolosamente" principio fondamentale delle società occidentali nonché religione assoluta in USA, Gran Bretagna, Unione Europea l'URSS è stato un faro di civiltà.

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  2. Se il libro è stato prefato (spero che il verbo sia giusto, se così non fosse chiedo scusa) da Luciano Canfora, sicuramente è interessante.
    Per quel che può servire il mio parere, credo che sarebbe ora che l'occidente smettesse di essere colonia dell'America, che smettesse di considerare la Russia come un nemico e al contrario diventasse suo partner perché ci conviene in tutti i sensi, soprattutto economici.
    Ho letto che ultimamente la Russia ha venduto agli USA gasolio e petrolio e proprio in questi giorni è partita una petroliera russa verso l'america. Non so se la notizia è vera ma se così fosse gli americani ce lo rivenderanno a noi a prezzo triplicato. In pratica loro fingono di litigare, fanno i loro affari e noi, occidentali, ci impoveriamo.
    Cmq sia io prendo sempre nota dei libri che recensisci perché approvo la tua affermazione: "uniche maniere per approfondire in maniera seria sono i libri".
    Ciao buona serata.
    Ops una domanda: i gulag esistono ancora? Non sono informata su questo.

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    1. No, sono stati smantellati tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso. Adesso c'è il sistema delle colonie penali, ma è un'altra cosa.

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    2. Approfondirò l'argomento. Buona giornata

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  3. Oltre a tutto quello che dice l'autore, l'errore strategico americano è stato clamoroso. La Russia cercava di trovare un modus vivendi con l'occidente, ma l'occidente (gli USA) hanno fatto di tutto per osteggiarla e avere un nemico in più, mentre è evidente che con la Cina avessero già abbastanza gatte da pelare.

    Peggio ancora, hanno forzato la Russia a legarsi a filo doppio alla Cina, creando un blocco che sarà ancora più difficile contenere.

    Il tutto per l'illusione di "uccidere" l'orso russo e venderne la pelle, una illusione che è già costata cara a diversi condottieri.

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    1. È vero e tutto largamente documentato. E la responsabilità di questo è per gran parte da attribuire ai cosiddetti "neocons" americani, i quali hanno influenzato tutta la politica estera USA in chiave imperialista e di primato mondiale americano almeno a partire dall'inizio del Novecento.

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    2. È vero e tutto largamente documentato. E la responsabilità di questo è per gran parte da attribuire ai cosiddetti "neocons" americani, i quali hanno influenzato tutta la politica estera USA in chiave imperialista e di primato mondiale americano almeno a partire dall'inizio del Novecento.

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  4. Se non sbaglio l'ultimo Gulag che hanno "chiuso" era soprannominato il delfino Nero perché davanti al portone c'era una statua di un delfino.
    Ciao e grazie

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  5. Sembra un testo molto interessante e, da quello che hai scritto, mi pare che contenga idee affini a quelle dei geopolitologi (si dice?!) che seguo abitualmente...

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