Allo stesso tempo non posso non provare sconforto nel prendere atto che - succede ormai da parecchi anni - i migranti sono diventati mezzi, merce di scambio nei contenziosi internazionali; persone ormai completamente disumanizzate, oggetti, i cui drammi personali scivolano via nella più completa indifferenza: contano solo come strumento di pressione nelle diatribe tra Paesi.
Ma contano anche come strumenti su cui imbastire della cinica propaganda politica, come dimostra la ridicola, stupida e inutile decisione del governo italiano di sospendere il trattato di Schengen per un mese, di cui fa cenno il divulgatore nel video. Se qualcuno desidera approfondire, il video è qui.
Ma vi ricordate quando li si chiamava ancora "clandestini", prima di passare alla definizione di "migranti", più politically correct?
RispondiEliminaIl fatto è che ormai li si considera a stento esseri umani, piuttosto sono un pericolo, un problema, un disturbo.
Non ci si chiede COME gestire ragionevolmente il fenomeno (che comunque è e continuerà ad essere inarrestabile) ma si pensa solo alle soluzioni-tampone, che ovviamente prevedono il rinvio al mittente. Pochi si sforzano di capire, chiedendosi magari "e se ci fossi io al loro posto?".
Il senso di umanità muore, soffocato da interessi collaterali, paure immotivate, ignoranza. Non è un bel panorama.