Confesso, non ho approfondito molto la notizia perché tutta la storia è parecchio complessa e intricata. Mi riferisco alla vicenda, che ha fatto piuttosto rumore, dell'apposizione da parte del governo del segreto di stato sui rapporti tra Marco Mancini, pezzo grosso del controspionaggio militare (ex Sismi) e Telecom Italia. Riassumo brutalmente la vicenda.
Marco Mancini, in concorso con un certo numero di altri personaggi tra cui Giuliano Tavaroli, ex responsabile della divisione security di Telecom, è stato rinviato a giudizio nel 2006 dalla procura di Milano per dossieraggio illegale. Il gruppetto, secondo l'accusa, avrebbe raccolto illegalmente una mole enorme di dati personali riguardanti un numero molto elevato di personaggi più o meno influenti e importanti del panorama italiano: politici, giornalisti, banchieri, giudici, ma anche cittadini comuni. L'inchiesta adesso è finita. E' morta ieri, quando Berlusconi, come è sua facoltà essendo capo del governo, ha deciso che su tutta la scottante vicenda ci voleva il segreto di stato. E così è stato.
Non sono noti (ufficialmente) i motivi che hanno portato a questa decisione - il segreto di stato viene apposto generalmente con criteri molto discrezionali -, fatto sta che gli interessati, cioè le persone spiate illegalmente, resteranno a bocca asciutta: non sapranno mai né il perché fossero spiati, né l'uso che di queste informazioni veniva fatto. Al di là della vicenda in sé, è interessante notare come il governo si faccia in quattro quando è ora di mettere paletti e limiti alle intercettazioni legali - quelle disposte dalla magistratura - e nello stesso tempo stenda, all'occorrenza, un bel velo su quelle illegali.
Altri articoli per approfondire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Telecom-Sismi
http://antefatto.ilcannocchiale.it/grande_fratello_silvio
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/06
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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