"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 29 dicembre 2025
Le mie letture del 2025
Sull'inverno demografico
Sul tema del cosiddetto inverno demografico si discute e si parla, spesso a vanvera o in chiave acchiappa-consenso politico, da decenni. Quelli di Nova Lectio, uno dei canali divulgativi più interessanti in circolazione sul tubo, hanno realizzato il video qui sotto in cui si spiegano in maniera chiara e documentata i motivi per cui qua da noi non si fanno più figli (spoiler: nonostante ciò che comunemente si pensa non c'entrano i motivi economici, o almeno non sono i principali).
Il video in questione l'ho trovato estremamente interessante in primo luogo perché è la tematica in sé a esserlo, in secondo luogo perché in una qualche misura mi riguarda, dal momento che ho saputo che tra qualche mese diventerò nonno :-)
Se avete una mezz'oretta e l'argomento vi interessa, dateci un'occhiata: merita.
domenica 28 dicembre 2025
Vale la pena tentare
È quasi impossibile arrivare a 500.000 firme entro il mese di gennaio, ma vale la pena provarci. Si può sottoscrivere la petizione online (qui) in un paio di minuti con carta d'identità elettronica o Spid e l'iniziativa serve a neutralizzare il colpo di mano con cui il governo cerca di anticipare al mese di marzo il referendum sulla giustizia. Il motivo principale per cui vuole anticiparlo è che i No, inizialmente in svantaggio, stanno lentamente ma costantemente guadagnando terreno e il governo non vuole correre rischi.
Vale la pena tentare.
La nuova Corte dei conti
Dunque, vediamo se ho capito la riforma della Corte dei conti appena varata dal governo. I punti cardine dovrebbero essere tre:
- Riduzione dei poteri di controllo
- Limitazione delle sanzioni
- Clausola "silenzio-assenso"
La ratio alla base del primo punto starebbe nel fatto che finora la Corte dei conti aveva un ruolo di vigilanza preventiva e successiva sull'utilizzo dei fondi pubblici; con la riforma viene di fatto trasformata in un organo più consultivo che affianca gli amministratori invece di controllarli in autonomia, e qui credo non servano grosse spiegazioni.
Il secondo punto è ancora più interessante in quanto prevede che le pene per i dirigenti pubblici ritenuti responsabili di danno erariale non potranno superare il 30% del danno o l’equivalente di due anni di stipendio. Tradotto: io, amministratore pubblico che produco un danno erariale, prima della riforma ero obbligato a risarcire il 100% del suddetto danno, da adesso sarà sufficiente che risarcisca il 30% e sarò a posto con la coscienza. Qui anche il più tontolone degli elettori di questo governo potrebbe (ma non c'è totale sicurezza di ciò) farsi una domanda, tipo: il restante 70% chi lo paga? Ecco, il tontolone in oggetto provi a immaginare la risposta. Per onestà ci sarebbe da dire che in caso di dolo (danno erariale provocato con la volontà di provocarlo) il limite del 30% non si applica, ma è un dato di fatto che storicamente i casi di danni erariali dolosi accertati sono pochissimi rispetto a quelli colposi, quindi, nella sua sostanza, con questa riforma si scarica il costo degli errori gravi degli amministratori sulla collettività. Bellissimo, vero?
Ma anche il terzo punto, la clausola del silenzio-assenso, ha un suo fascino, perché certifica una predisposizione naturale di questo governo a fare uso di tale subdolo strumento (come dimenticare il recente silenzio-assenso sul trasferimento del tfr ai fondi pensione, inserito alla chetichella dal governo nella finanziaria e poi rimosso in fretta e furia una volta beccato con le mani nella marmellata?). In questo caso il silenzio-assenso si esplicita con l'obbligo per i giudici contabili di rispondere entro 30 giorni a una richiesta di parere su una spesa, se questa risposta non arriva entro i termini indicati l'atto viene automaticamente considerato approvato, rendendo più difficile poi accertare responsabilità e sanzionare eventuali abusi.
Ecco, questo è l'impianto complessivo del provvedimento e non mi pare difficile capirne gli scopi e la direzione. Per chi li vuole capire, ovviamente.
Cosa c'entra?
Riguardo all'inchiesta della Digos di Genova, che ha portato all'arresto di 9 persone per finanziamento ad Hamas, Salvini ha commentato: "Ci sono alcuni milioni di fenomeni che dovrebbero chiedere scusa" e "c’è qualcuno che non ha capito niente: era in piazza dalla parte sbagliata".
Commenti di questo genere sono emblematici della strategia comunicativa tipica di questo figuro, che si potrebbe chiamare strategia del frullatore e che sostanzialmente consiste in questo: prendere fatti che tra loro non c'entrano niente, mischiarli e frullarli insieme e dal polpettone che ne esce trarre conclusioni false con cui intortare i poveri di spirito per mero tornaconto politico personale.
Nello specifico è palese, almeno per chi non ha problemi di normali connessioni neuronali, che milioni di cittadini che in questi mesi sono scesi in piazza per protestare contro lo sterminio dei palestinesi non c'entrano niente coi finanziamenti occulti con cui alcuni personaggi foraggiavano Hamas. Ma proprio niente. Quindi non si capisce di cosa debbano scusarsi questi milioni di cittadini: per essere scesi in piazza contro un genocidio? Se chi manifesta contro un genocidio per Salvini sta "dalla parte sbagliata", mi domando contro cosa occorra manifestare per stare dalla parte giusta.
Da notare anche l'utilizzo del termine "fenomeni" per apostrofare chi manifesta. La sua valenza sarcastica è palese ed è ai limiti del dileggio. Ma anche questo è tipico del modus operandi comunicativo puerile ed infantile del tipo, il quale conosce fin troppo bene il livello del pubblico a cui si rivolge.
martedì 23 dicembre 2025
Marina
Questo romanzo andrebbe letto anche solo per il modo in cui l'autore descrive Barcellona: misteriosa, magica, malinconica, a tratti inquietante.
È un romanzo che mescola mistero, gotico, formazione, ma soprattutto è una storia sulla memoria, sulla perdita. Zafón scrive con una linguaggio evocativo, a tratti malinconico, spesso rievocando atmosfere vagamente kinghiane. Non è un libro d'azione: punta sulle atmosfere, sui silenzi, su ciò che resta quando una storia finisce.
Splendido.
domenica 21 dicembre 2025
Posizioni diverse
In questa settimana Mattarella e papa Leone hanno detto la loro sulla questione dell'aumento di spesa per la difesa (termine più digeribile dalle masse rispetto a riarmo). Il primo dicendo che si tratta di spese impopolari ma necessarie e auspicando una coesione e un coordinamento europei sul tema della difesa, il secondo giudicando scandaloso "che si faccia la guerra per raggiungere la pace" e stigmatizzando il fatto che oggi è considerata "una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Un tempo in cui si giustifica la folle corsa al riarmo con la scusa del nemico, in cui a scuola e sui media si lanciano campagne di comunicazione e programmi educativi che trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza".
Mi pare che la posizione di Mattarella abbia avuto molto più risalto mediatico rispetto a quella del papa. Potrei sbagliare, ovviamente, ma forse no. E in ogni caso non ci sarebbe da stupirsi, visto l'andazzo. Notevole, comunque, la menzione di Leone alla spesa per il riarmo "con la scusa del nemico". Una dichiarazione che mi sarei aspettato da un Barbero o un Santoro, non certo dal papa. Ma, come è noto, il primo, Mattarella, è guidato da (presunto) realismo politico, anche se ancora non è ben chiaro chi sia il nemico che ci minaccia, il secondo dal porgere l'altra guancia.
sabato 20 dicembre 2025
La lista si allunga
Quindi anche Lucio Caracciolo, da 30 anni direttore di Limes e uno degli analisti geopolitici più autorevoli in circolazione, è stato ufficialmente dichiarato filorusso e inserito nella lista di proscrizione appositamente allestita nel 2022 dal Corriere della Sera. Va a fare compagnia ad Alessandro Barbero, Luciano Canfora, Angelo d'Orsi (gli ultimi inseriti nella lista) e tanti altri autorevoli studiosi e personalità pubbliche di rilievo, compreso il fu papa Francesco, reo di aver detto che non esistono imperi buoni e imperi cattivi. Tutti questi personaggi portano su di sé una imperdonabile colpa: voler analizzare e spiegare il conflitto russo-ucraino guardandolo nella sua interezza e complessità, senza fermarsi alla puerile dicotomia buoni da una parte, cattivi dall'altra.
D'altra parte viviamo ormai in una società dove la complessità viene espunta dal dibattito pubblico perché poco funzionale alla velocità odierna delle interazioni e al bisogno irrefrenabile di incasellare tutto in schemi rigidamente definiti. Vade retro, complessità! Analizzare la complessità è faticoso, richiede impegno, documentazione, approfondimento e disponibilità a mettere in dubbio certezze consolidate che quasi sempre si trasformano in appigli identitari: troppo difficile. Molto più facile e confortante incasellare, giudicare, affibbiare etichette e gettare il crucifige a chiunque osi scostarsi di un millimetro dalla narrazione atlantista imperante.
venerdì 19 dicembre 2025
Condòmini morosi
I fratellini (d'Italia) hanno elaborato una importantissima proposta di legge che va a colmare gravissime lacune nell'ambito dell'amministrazione dei complessi condominiali. Cosa prevede la nuova proposta di legge:
1) In caso di morosità di uno o più condòmini, il debito verrà "spalmato" sui condòmini in regola coi pagamenti. Oggi i fornitori e i creditori (imprese di manutenzione, elettricisti, idraulici, ecc.) normalmente possono rivalersi prima sul condòmino moroso e poi, se non recuperano, escutere altri mezzi legali. Con la nuova norma, dopo aver cercato di escutere il moroso, i creditori potrebbero rivalersi sui condòmini in regola per la parte di loro competenza (in proporzione alla quota di proprietà).
2) Gli amministratori di condominio devono essere laureati. Ciò significa che per amministrare uno stabile occorre aver completato un ciclo di studi universitari e aver conseguito una laurea. Bello. Ma c'è qualcosa che non torna.
Nella corrente legislatura ci sono 87 senatori con solo il diploma di scuola superiore e un certo numero di senatori con titoli inferiori (licenza media). Alla Camera circa il 70,6 % dei deputati ha una laurea, mentre il resto ha un diploma di scuola superiore o titolo inferiore. Questo significa che circa 30 % dei deputati non è laureato.
Da ciò ne consegue che per amministrare uno stabile occorre essere laureati, per amministrare un paese intero, e partorire cazzate come questa, la laurea non è obbligatoria. È tutto molto bello.
giovedì 18 dicembre 2025
Tra assoluzione e legittimazione
È comprensibile l'esultanza del tipo con la felpa, ma se vogliamo stare nel campo del diritto e non in quello degli slogan, i giudici non hanno assolto Salvini perché "difendere i confini non è reato". Lo hanno assolto perché, secondo la loro interpretazione, non esisteva un obbligo giuridico chiaro e immediato di far sbarcare la Open Arms in quel contesto. Sono due piani ben distinti. La sentenza non afferma un principio generale sulle politiche migratorie, come furbescamente cercano di dare a intendere selfini e la signora urlante, dice solo che in quel caso specifico quel comportamento non è stato penalmente rilevante.
Detto in altre parole, la sentenza è una decisione tecnica e circoscritta, non una legittimazione generale delle politiche sui migranti. C'è differenza tra le due cose, e tanta. E comunque, al di là della sentenza, la ripugnanza morale per ciò che ha fatto rimane tutta.
Bollo e balle
Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...
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