"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 30 aprile 2020
Renzi e i morti di Bergamo e Brescia
Non so se i morti di Bergamo e Brescia, potendo parlare, chiederebbero di riaprire tutto, immagino piuttosto che chiederebbero perché non si sia chiuso prima. Ma Renzi, dall'alto delle sue doti di veggente che al confronto quelli di Medjugorje sono dei pivellini, ce lo dice con sicurezza, perché dunque non credergli?
Iniziai a diffidare di Matteo Renzi quando si affacciò alla politica nazionale, attorno al 2013/2014. Non lo conoscevo ancora, era una diffidenza a pelle. Poi, col tempo, imparai a conoscerlo, e il suo primo governo, nato all'insegna del patto del Nazareno e che stava in piedi con l'appoggio di Berlusconi, avallò e corroborò quella diffidenza.
Poi arrivò il famoso/famigerato referendum costituzionale e lì le mie perplessità e diffidenze si coagularono in una certezza: l'Italia aveva a che fare con un pericoloso cialtrone. Il twittare compulsivo, la smania di essere sempre al centro della scena, l'ostinata prontezza al facile slogan privo di ogni ragionamento retrostante, la costante ostentazione di una spaventevole ipertrofia dell'io, il disprezzo verso il dissenso e la critica e verso chiunque avesse una competenza; in ultimo, l'indecente e vergognosa esibizione odierna in Senato; tutti questi elementi insieme forniscono la definitiva certezza di trovarci di fronte a un politico forse addirittura peggiore, perlomeno in quanto a pericolosità, dei già indecenti Salvini e Meloni.
Uno che, esattamente come loro, è disposto a calpestare persone, idee, valori, sensibilità con l'esclusiva motivazione di mantenere un posto al sole, fosse pure un posto al sole quantificabile con percentuali da prefisso telefonico. Un giorno questo paese, ma non solo questo, dovrà farsi un serio esame di coscienza circa i criteri con cui ha selezionato la classe dirigente degli ultimi cinque o sei lustri.
Mark Twain?
Ho trovato Le avventure di Huckleberry Finn tra i libri delle mie figlie, e leggendo le note iniziali relative all'autore ho scoperto, cosa che non sapevo, che Mark Twain è uno pseudonimo. Il vero nome del grande scrittore americano è infatti Samuel Langhorn Clemens.
Da dove viene, quindi, Mark Twain? Dal suo secondo mestiere. Prima fu tipografo, poi, un giorno, navigando sul Mississippi, conobbe un pilota di battelli che lo iniziò all'arte della navigazione, finché egli stesso non cominciò a svolgere questo mestiere. "Mark twain!" è il grido con cui il pilota del battello ordinava al membro dell'equipaggio addetto di segnare due tacche sulla pertica che misurava la profondità.
Samuel Langhorn Clemens firmò in quel modo i primi scritti che inviò ai vari editori per farseli pubblicare, e quello pseudonimo gli restò per sempre.
Da dove viene, quindi, Mark Twain? Dal suo secondo mestiere. Prima fu tipografo, poi, un giorno, navigando sul Mississippi, conobbe un pilota di battelli che lo iniziò all'arte della navigazione, finché egli stesso non cominciò a svolgere questo mestiere. "Mark twain!" è il grido con cui il pilota del battello ordinava al membro dell'equipaggio addetto di segnare due tacche sulla pertica che misurava la profondità.
Samuel Langhorn Clemens firmò in quel modo i primi scritti che inviò ai vari editori per farseli pubblicare, e quello pseudonimo gli restò per sempre.
mercoledì 29 aprile 2020
Dov'è questa dittatura?
Ma dov'è questa dittatura di cui strillano Sgarbi e altri? Dove, esattamente, con le restrizioni di questo periodo sarebbe stata calpestata la Costituzione? In quale punto? In quale articolo? Chi fa queste affermazioni l'ha mai letta veramente, la Costituzione? Ne dubito. Essere obbligati per un paio di mesi a stare all'aperto il meno possibile per cercare di contenere una gravissima e inedita pandemia mondiale, provocata da un virus estremamente contagioso che solo qui in Italia ha fatto ormai quasi 30.000 morti, è una dittatura? Immagino che chi fa simili affermazioni non abbia probabilmente mai aperto un libro in cui è descritta cosa è veramente una dittatura. Ma oggi, si sa, aprire libri è fuori moda, è out, mentre invece diventare esperti di tutto senza sapere niente, specie sui social, è in, è di moda, fa tendenza.
martedì 28 aprile 2020
La CEI "esige"
Non ho potuto fare a meno di notare come la CEI, Conferenza Episcopale Italiana, di fronte alle misure governative anti-pandemia che prevedono la chiusura delle chiese alle funzioni religiose, "esige" (testuale) che le suddette chiese vengano riaperte e le funzioni ripristinate, laddove invece il papa, più responsabilmente (e cristianamente, a mio modesto parere), "chiede" (notate la lieve differenza tra esigere e chiedere?) prudenza e obbedienza alle disposizioni per contenere il contagio.
Non ricordo prese di posizione altrettanto dure della CEI quando Salvini sventolava rosari, madonne e crocifissi o quando respingeva navi con centinaia di disperati sopra, anche in questi frangenti ricordo solo gli appelli accorati del papa. Ma magari ricordo male.
Non ricordo prese di posizione altrettanto dure della CEI quando Salvini sventolava rosari, madonne e crocifissi o quando respingeva navi con centinaia di disperati sopra, anche in questi frangenti ricordo solo gli appelli accorati del papa. Ma magari ricordo male.
lunedì 27 aprile 2020
Una vita normale?
Stamattina, complice un bel sole già quasi estivo, ho inforcato bicicletta e mascherina e sono andato prima in edicola e poi in banca. Fiorenza, la mia edicolante, anche lei ovviamente con la sua bella mascherina, ha segnato sul pavimento con del nastro adesivo rosso il limite della distanza di sicurezza dal banco. Ho comprato il giornale, ho pagato - il tutto sempre a distanza ammessa, naturalmente - l'ho salutata e mi sono diretto in banca.
Qui, posizionata sullo sportello, è stata installata una specie di barriera in pexiglass trasparente che divide il cliente dall'impiegato, con una feritoia sul lato inferiore che permette il passaggio di fogli e documenti vari. Ovviamente, sia io che l'impiegato indossavamo la mascherina d'ordinanza, che, non so se abbiate anche voi questa sensazione, sta cominciando a essere un accessorio quasi normale nella vita di tutti i giorni. Un po' come portare gli occhiali, per dire.
Voglio dire che, rispetto ai primi tempi della pandemia, quando andare in giro con la mascherina provocava quel senso di... timorosa inquietudine, diciamo così, ora qualcosa è cambiato. Andare a fare spesa, andare in edicola o in banca o in qualsiasi altro posto, con indosso quell'accessorio all'inizio inquietante, sta diventando una cosa quasi normale, o almeno io avverto questa sensazione.
Ho l'impressione che, adottando le opportune cautele, sarà possibile, in questa famosa Fase due, tornare non dico alla vita normale come era prima della pandemia, ché per quella, se mai ci si tornerà, ci vorrà ancora un tempo indefinito, ma comunque a una vita simil-normale. In attesa, naturalmente, di poter togliere tutto, mascherine e restrizioni, perché il coronavirus sarà stato definitivamente sconfitto.
Qui, posizionata sullo sportello, è stata installata una specie di barriera in pexiglass trasparente che divide il cliente dall'impiegato, con una feritoia sul lato inferiore che permette il passaggio di fogli e documenti vari. Ovviamente, sia io che l'impiegato indossavamo la mascherina d'ordinanza, che, non so se abbiate anche voi questa sensazione, sta cominciando a essere un accessorio quasi normale nella vita di tutti i giorni. Un po' come portare gli occhiali, per dire.
Voglio dire che, rispetto ai primi tempi della pandemia, quando andare in giro con la mascherina provocava quel senso di... timorosa inquietudine, diciamo così, ora qualcosa è cambiato. Andare a fare spesa, andare in edicola o in banca o in qualsiasi altro posto, con indosso quell'accessorio all'inizio inquietante, sta diventando una cosa quasi normale, o almeno io avverto questa sensazione.
Ho l'impressione che, adottando le opportune cautele, sarà possibile, in questa famosa Fase due, tornare non dico alla vita normale come era prima della pandemia, ché per quella, se mai ci si tornerà, ci vorrà ancora un tempo indefinito, ma comunque a una vita simil-normale. In attesa, naturalmente, di poter togliere tutto, mascherine e restrizioni, perché il coronavirus sarà stato definitivamente sconfitto.
domenica 26 aprile 2020
Guccini e Bella ciao
Come gucciniano vero dico che la storpiatura di Bella ciao fatta da Guccini non mi è piaciuta. L'ho trovata una brutta caduta di stile per il cantautore/poeta che amo da una vita, e anche un abbassarsi e livellarsi al modus operandi comunicativo dei vari Meloni, Salvini e soci.
Non che non ne condivida i contenuti, tutt'altro, come non essere d'accordo con l'auspicio che arrivi un 25 aprile che si porti via certa gentaglia? Ma ho sempre considerato Guccini infinitamente superiore a questi stilemi un po' infantili tipici di un Povia qualsiasi. Spero sia solo una caduta di stile accidentale, magari dovuta all'età.
Coraggio, maestrone, grazie a te e alle tue canzoni ho conosciuto Dumas, Cervantes, Hemingway, non dilapidare la tua grandezza letteraria, poetica e musicale con uno stornello infelice.
Non che non ne condivida i contenuti, tutt'altro, come non essere d'accordo con l'auspicio che arrivi un 25 aprile che si porti via certa gentaglia? Ma ho sempre considerato Guccini infinitamente superiore a questi stilemi un po' infantili tipici di un Povia qualsiasi. Spero sia solo una caduta di stile accidentale, magari dovuta all'età.
Coraggio, maestrone, grazie a te e alle tue canzoni ho conosciuto Dumas, Cervantes, Hemingway, non dilapidare la tua grandezza letteraria, poetica e musicale con uno stornello infelice.
sabato 25 aprile 2020
Buon 25 aprile
Sì, è vero, dobbiamo restare in casa, ma anche in casa può essere un buon 25 aprile. Buona festa della Liberazione a tutti.
venerdì 24 aprile 2020
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Iniziato stamattina e terminato stasera. Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, che io non avevo mai letto, è il romanzo d'esordio di Luis Sepúlveda, pubblicato per la prima volta nel 1989, ed è probabilmente il suo libro più noto. Bellissimo e struggente, non aggiungo altro. Piccolo consiglio spassionato: se come me non l'avete mai letto, leggetelo; è un piccolo capolavoro.
Iniettare il disinfettante
Nel diluvio di sproloqui attorno al coronavirus che caratterizzano questi tempi bui, il suggerimento che il suddetto virus si potrebbe sconfiggere iniettando nei contagiati dosi di disinfettante ancora mancava. E, badate, non l'ha detto un Red Ronnie o un cazzaro qualsiasi, l'ha detto il presidente degli USA. Cioè, se non fosse chiaro, Donald Trump, il presidente della prima potenza economica del mondo, ha suggerito di provare a curare il coronavirus iniettando nei malati dosi di disinfettante (amuchina via endovena, tipo?) o, in alternativa o in aggiunta, di sottoporre i malati a trattamenti a base di raggi ultravioletti. Non so, adesso fate voi.
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