
Domani esce Windows Vista, il nuovo sistema operativo di zio Bill, e sono già in circolazione, specialmente sulla stampa non specializzata, gli articoli "zerbino" pronti a decantare le meraviglie del nuovo parto di casa Microsoft. Ne pesco uno a caso tra i tanti, e precisamente
questo dal sito di Repubblica.
Diciamo subito che l'articolo in sé non è male, ed è sempre meglio di quella specie di obbrobrio lecchino a firma Giuseppe Turani che Attivissimo si è divertito un paio di anni fa a smontare
pezzo per pezzo.
Nel suo complesso, come dicevo, l'articolo mi pare abbastanza equilibrato. Non dimentica infatti di menzionare la lunghissima attesa e i continui rinvii rispetto alle intenzioni originarie e sottolinea correttamente che moltissime delle cosiddette innovazioni presenti nel nuovo s.o. Microsoft, in molti s.o. concorrenti sono presenti già da tempo.
Quello invece che mi lascia un pò perplesso è il paragrafo (dal titolo
Contenuti Blindati, che è tutto un programma) in cui il Caccavella (l'autore dell'articolo) elogia come una grandissima innovazione il fatto che Vista abbia delle funzioni che definire "limitazioni al libero utilizzo" mi sembra un eufemismo. Mi verrebbe quasi da pensare che siano una specie di anticipazione (ben riuscita) del famoso Trusted Computing di cui ho
parlato spesso tempo addietro e che ho ultimamente lasciato un pò perdere in quanto su alcuni forum in cui si discuteva di questa cosa sono stato apostrofato come "paranoico". Comunque, nel suddetto paragrafo, trovo (riporto pari pari):
[...]
"Windows Vista conterrà lo stato dell'arte dei sistemi di protezione dei contenuti digitali richiesto dalla major della musica e del cinema. Ciò significa che sarà molto difficile riprodurre sul computer o copiare contenuti, come CD musicali, DVD o i nuovi dischi ad alta definzione HD-DVD e Blu Ray, non originali." [...]
Questa funzionalità implementata in Vista è quanto di più aberrante ci possa essere; e, nel caso non fosse sufficientemente chiaro, sta a significare principalmente due cose:
- Microsoft ha accolto supinamente e con gioia l'invito dell'industria cinematografica a implementare sistemi di protezione che di fatto impediscono di poter fare col pc quello che si vuole. E tutto questo mentre (guarda un pò) le major discografiche stanno invece progressivamente abbandonando le funzionalità DRM dai nuovi supporti ottici musicali (vedi EMI e Virgin). Quindi, come al solito, zio Bill va controcorrente, solo dal verso sbagliato.
- In soldoni, quelle poche righe che ho riportato prima significano che se noi ci facciamo una copia di sicurezza di un cd o dvd regolarmente acquistato, Vista si rifiuterà di suonarlo per l'assurda implementazione di cui parlavo: questa sì che si chiama innovazione.
Ma andiamo avanti, lo spettacolo continua:
[...]
"Ma c'è dell'altro. Vista esegue anche una verifica sull'hardware con cui è equipaggiato il PC, dalle schede grafiche ai monitor: se uno solo di essi non rispettase gli standard di protezione richiesti dalle major e implementati in Vista, oppure risultasse manomesso o modificato, il contenuto non sarà riprodotto come desiderato, anche se del tutto originale." [...]
Penso che non siano necessarie grandi spiegazioni: la grande innovazione offerta da Vista, infatti, sta tutta in queste poche righe, e si traduce nel fatto che qualsiasi minima modifica hardware che volessimo apportare alla nostra macchina dovrà sottostare all'approvazione del sistema operativo, il quale avrà di ridire se oseremo anche solo aggiungere un modulo ram o una scheda con un paio di porte usb; naturalmente non oso pensare cosa potrebbe succedere a sostituire il processore o la scheda madre.
Adesso qualcuno, per piacere, mi spiegherà come si fa a considerare tutto questo una grande novità e una svolta tecnologica importante. Non è che per caso all'autore sia venuto in mente che la grande tecnologia di Vista in realtà
è solo una grande limitazione e niente più. In pratica abbiamo a che fare con sistema operativo che oltre a
costare un sacco di soldi non ci consente di fare quello che ci pare col nostro pc, che a questo punto non si chiamerà più "personal computer" perché di personal avrà veramente poco.
Scusate se mi tengo stretto il mio Linux.