Visualizzazione post con etichetta scampagnate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scampagnate. Mostra tutti i post

mercoledì 14 maggio 2008

Gita a Valle Avellana


Valle Avellana (nell'immagine sopra una veduta del territorio circostante) è una piccola frazione, in provincia di Pesaro, sperduta tra le colline dell'Appennino.

Domenica scorsa, con famiglia e amici, ci abbiamo trascorso una bellissima domenica. Natura, verde, pace e relax: cosa chiedere di più?

Qualche foto del paesaggio la trovate qui.

martedì 19 febbraio 2008

Domenica a San Leo

Beh, dalle parole ai fatti. Domenica, complice una bella giornata di sole (anche se con un freddo boia), siamo andati a visitare il castello di San Leo (foto).

San Leo è a circa tre quarti d'ora di macchina da casa mia e ogni tanto, specie durante il periodo estivo, ci facciamo una capatina; anche perché è proprio sulla strada che porta in Carpegna, méta di parecchie delle nostre scampagnate domenicali. Per la verità il forte l'avevo già visitato molti anni fa, a differenza di Chiara e delle mie figlie, ma ci sono tornato comunque volentieri.

Che dire? Se capitate da queste parti una visita è d'obbligo. La fortezza è conservata molto bene ed è ricca di rimandi e riferimenti storici; al suo interno sono passati (o meglio, sono stati imprigionati), tra gli altri, tantissimi personaggi del Risorgimento. Una panoramica esaustiva della sua storia e del piccolo borgo di San Leo li trovate qui.

A proposito di personaggi, non si può non menzionare, quando si parla di San Leo, la leggendaria figura di Cagliostro (se vi va di leggere la storia la trovate qui), l'avventuriero e alchimista siciliano condannato dalla Chiesa Cattolica alla prigione a vita per eresia. La cella dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita è aperta al pubblico ed è visitabile. Eccola nell'immagine qui sotto:


(fonte immagine: www.san-leo.ps.it)

Non so se l'immagine rende bene l'idea, ma si tratta di una cella di 3 x 3 metri, originariamente senza porta (è stata aggiunta successivamente per permettere l'ingresso ai visitatori), all'interno della quale il prigioniero veniva calato con una corda tramite una piccola botola nel soffitto. L'unico contatto col mondo esterno è una piccolissima finestra a tripla inferriata ricavata nel possente muro di cinta del castello. Eccola:


(fonte immagine: wikipedia.org)

Interessantissima da visitare (per i forti di stomaco) è anche la sala adibita a museo della tortura, in cui sono raccolti, con ampie descrizioni del loro funzionamento, moltissimi degli strumenti che usavano gli inquisitori per estorcere confessioni agli eretici.




L'immagine qui sopra, che ho scattato io, rappresenta uno di questi strumenti. Capite da voi che se anche uno non c'entrava niente con le accuse che gli venivano rivolte, pur di togliersi da lì confessava, eccome se confessava.

Non so chi di voi sia mai stato in un museo della tortura, ma è veramente sorprendente constatare in quanti modi, nel corso dei secoli, l'uomo si è ingegnato nel cercare modi sempre nuovi ed efficaci con cui procurare sofferenze e morte ai suoi simili.

Vabbè, io ho finito. Ho messo online qualche foto della giornata: alcune scattate a San Leo, altre scattate all'esterno della piccola chiesa della Madonna di Saiano, dove ci siamo fermati al ritorno. Se volete darci un'occhiata le trovate qui.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...