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martedì 28 ottobre 2025

Il problema dell'educazione affettiva e sessuale a scuola


Continuo a chiedermi, senza trovare risposta, perché Nordio e soci abbiano questa paura folle dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e non trovo risposta. Perché l'educazione affettiva e sessuale va bene se fatta in famiglia ed è deleteria se fatta nelle scuole? Forse perché questi signori pensano che i genitori abbiano maggiori capacità di parlare di sesso e relazioni affettive ai figli rispetto ai docenti e alle figure professionali eventualmente preposte a tale compito? Non è così, purtroppo. Un recente rapporto di Save The Children dice chiaramente che oltre il 90% dei genitori interpellati si è dimostrato più che favorevole allo svolgimento di ore di educazione sessuale e affettiva nelle scuole fatte da professionisti preparati. 

L'esperienza personale ovviamente non fa mai testo, ma so per esperienza diretta che in tante famiglie di queste cose non si parla, vuoi per motivi culturali, vuoi per motivi religiosi, vuoi per disagi a instaurare dialoghi aperti e liberi relativamente a tematiche sessuali. Ovviamente non bisogna mai generalizzare, ma esistono da anni studi e rilevazioni nel nostro Paese che dimostrano come l'educazione sessuale e affettiva nelle famiglie sia perlopiù carente, disomogenea e poco strutturata, e purtroppo sono altrettanto numerosi gli studi (OMS, ONU, Istat ecc.) che dimostrano come il terreno di coltura dei femminicidi risieda anche nella mancanza di percorsi di educazione seri e strutturati all'affettività, al rispetto e alla parità di genere, carenze che poi rendono più probabile lo sviluppo di stereotipi sessisti e relazioni basate sul dominio.

L'ultima rilevazione, che risale a pochi giorni fa, dice chiaramente che un adolescente su due non parla in famiglia di sessualità e contraccezione. Allora perché questa crociata nei confronti dell'educazione sessuale e affettiva nelle scuole? Che cosa spaventa tanto queste persone?

domenica 4 maggio 2025

Educazione sessuale

Leggo nel libro Diversi. Le questioni di genere viste con gli occhi di un primatologo: "I Paesi Bassi da sempre sono noti per le loro abitudini sessuali più libere, anche se continuano a esistere minoranze religiose conservatrici. È stata la prima nazione ad avere legalizzato i matrimoni gay ed è anche uno dei Paesi con la più bassa percentuale di gravidanze e aborti in età adolescenziale, grazie all'educazione sessuale che inizia a essere impartita all'età di 4 anni. Invece di spaventare i bambini e le bambine consigliando l'astinenza, l'educazione sessuale olandese cerca di promuovere il rispetto reciproco e di sottolineare il lato piacevole e giocoso del sesso."

Naturalmente mi rendo conto della valenza dirompente che ha sull'atavico bigottismo italiano una situazione come quella dell'Olanda, specie se confrontata con l'idea di Valditara di istituire nelle scuole superiori (prima no, chissà perché) l'educazione sessuale, educazione sessuale facoltativa, ovviamente: sia mai che saliamo qualche gradino nella scala della civiltà e la rendiamo obbligatoria come lo è già nella stragrande maggioranza dei paesi europei - in 20 stati membri dell'Unione europea è prevista come materia di studio obbligatoria. Da questo punto di vista ciò che maggiormente mi fa storcere il naso è la subordinazione di tale insegnamento al consenso dei genitori, anche se in fondo la cosa può anche avere un suo senso, dal momento che comunque la patria potestà appartiene ai genitori e questi ultimi possono preferire che l'educazione sessuale venga impartita da loro alla prole. 

L'altro aspetto che mi lascia perplesso è la tendenza a equiparare l'educazione sessuale all'ora di religione, dal momento che per gli studenti che non ne usufruiscono sono previste attività alternative. Ma l'ora di religione e l'ora di educazione sessuale non si possono mettere sullo stesso piano. La prima rimane infatti relegata a una sfera personale che riguarda i propri convincimenti religiosi e si ferma lì, la seconda ha una dimensione sociale. L'ora di educazione sessuale, che è anche educazione alle relazioni, ha lo scopo appunto di insegnare come relazionarsi agli altri nell'ambito della sessualità e dell'effettività, che è appunto una dimensione sociale, non personale. 

Mi rendo comunque conto che in fin dei conti si sta probabilmente speculando sul nulla. L'istituzione seria e sistematica dell'educazione sessuale a scuola nel nostro paese non si farà mai.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...