Continuo a chiedermi, senza trovare risposta, perché Nordio e soci abbiano questa paura folle dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e non trovo risposta. Perché l'educazione affettiva e sessuale va bene se fatta in famiglia ed è deleteria se fatta nelle scuole? Forse perché questi signori pensano che i genitori abbiano maggiori capacità di parlare di sesso e relazioni affettive ai figli rispetto ai docenti e alle figure professionali eventualmente preposte a tale compito? Non è così, purtroppo. Un recente rapporto di Save The Children dice chiaramente che oltre il 90% dei genitori interpellati si è dimostrato più che favorevole allo svolgimento di ore di educazione sessuale e affettiva nelle scuole fatte da professionisti preparati.
L'esperienza personale ovviamente non fa mai testo, ma so per esperienza diretta che in tante famiglie di queste cose non si parla, vuoi per motivi culturali, vuoi per motivi religiosi, vuoi per disagi a instaurare dialoghi aperti e liberi relativamente a tematiche sessuali. Ovviamente non bisogna mai generalizzare, ma esistono da anni studi e rilevazioni nel nostro Paese che dimostrano come l'educazione sessuale e affettiva nelle famiglie sia perlopiù carente, disomogenea e poco strutturata, e purtroppo sono altrettanto numerosi gli studi (OMS, ONU, Istat ecc.) che dimostrano come il terreno di coltura dei femminicidi risieda anche nella mancanza di percorsi di educazione seri e strutturati all'affettività, al rispetto e alla parità di genere, carenze che poi rendono più probabile lo sviluppo di stereotipi sessisti e relazioni basate sul dominio.
L'ultima rilevazione, che risale a pochi giorni fa, dice chiaramente che un adolescente su due non parla in famiglia di sessualità e contraccezione. Allora perché questa crociata nei confronti dell'educazione sessuale e affettiva nelle scuole? Che cosa spaventa tanto queste persone?
