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mercoledì 3 novembre 2021

Orientamento sessuale e lavoro

Una scuola paritaria cattolica del Trentino è stata condannata, con sentenza definitiva sancita dalla Cassazione, per discriminazione sessuale, per aver cioè allontanato dall'insegnamento una professoressa a causa di "sospetti" sul suo orientamento sessuale. Cioè, non c'era neppure la certezza che l'insegnante oggetto dell'allontanamento fosse effettivamente omosessuale, ma il tutto si basava su chiacchiere che giravano, circostanza, questa, ammessa dalla stessa madre superiora e dirigente dell'istituto, la quale, in un colloquio privato con la professoressa in questione, le aveva detto che avrebbe potuto continuare a insegnare nella scuola solo se avesse smentito le chiacchiere che giravano sul suo conto, perché lei, la badessa, aveva il compito di "difendere l'istituto" e "tutelare l'ambiente scolastico". 

L'insegnante si è quindi rivolta a un legale e ha chiamato in giudizio la scuola, la quale scuola ha perso malamente il primo grado, l'appello e infine la Cassazione. Le ha perse tutte. Tra l'altro il ricorso in appello è stato presentato, incredibilmente, dalla stessa scuola dopo aver perso il primo grado, col risultato che la sentenza d'appello è stata ancora più dura della prima, finché è arrivata la Cassazione a mettere la parola fine a questa grottesca e assurda vicenda obbligando la scuola a risarcire l'insegnante con svariate decine di migliaia di euro.

Ma accanto al risarcimento, ciò che è più importante è che la Cassazione ha ordinato alla scuola "la cessazione di tale condotta", ossia la selezione del corpo docente sulla base dell'orientamento sessuale. A me queste cose fanno di un incazzare che non avete idea.

mercoledì 10 giugno 2020

Una nuova legge contro l'omofobia? Per la CEI non serve

La Conferenza Episcopale Italiana, in uno stringato documento, bolla come non necessaria la nuova proposta di legge, avanzata alla Camera e in votazione a luglio, contro l'omotransfobia. Non necessaria perché, dicono i vescovi, "un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio." Poi, magari, uno va a vedere i dati relativi al numero delle prevaricazioni, discriminazioni, violenze e crimini che ogni giorno subiscono le persone, in Italia, a causa del proprio orientamento sessuale, e può anche farsi l'idea che le leggi già esistenti non siano un deterrente particolarmente efficace contro questi crimini, ma tant'è.

Questione dell'utilità a parte, non si capisce a quale titolo gli esponenti di una confessione religiosa mettano becco nelle vicende legislative di uno Stato. Di un altro Stato, tra l'altro, dal momento che il Vaticano è incistato in quello italiano come Stato a sé. Sarebbe come se dalle parti di Oltretevere si discutesse una legge o un provvedimento e, che ne so?, una commissione parlamentare del Parlamento italiano si alzasse a esternare dubbi sull'utilità di quel provvedimento. Cosa direbbero dalle parti di Oltretevere? Eppure è così, ed è sempre stato così, purtroppo, a partire da quell'infausto 1929 quando la Chiesa fece il famigerato Concordato col regime fascista, Concordato che nessuna riforma costituzionale degli ultimi settant'anni ha mai pensato di toccare. E siamo talmente abituati ad avere sotto gli occhi ogni giorno questa invereconda commistione che neppure ci facciamo più caso, ormai. È diventata una cosa naturale.

Una confessione religiosa seria, invece di intromettersi nelle faccende legislative e parlamentari di uno Stato, si limiterebbe a impartire direttive ai relativi fedeli e chiusa lì. Direbbe: Su questa determinata faccenda le nostre regole sono le tal dei tali, poi lo Stato faccia quello che vuole. Invece no: una religione come quella Cattolica, che in Italia è seguita dal 30% della popolazione, va a mettere becco nella discussione di leggi la cui eventuale approvazione riguarderebbe tutti i cittadini. È successo in passato, succede ora, e succederà sempre. E non riusciamo a venirne fuori.

Studiare per amore

Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmen...