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giovedì 14 luglio 2022

Tredici miliardi di anni

Quello che a me più impressiona delle immagini dell'universo scattate dal James Webb Space Telescope non è tanto l'aspetto "tecnico" del progetto, tanto il fatto che gli oggetti più lontani e fiochi visibili nell'immagine si trovano a 13 miliardi di anni luce dal nostro punto di osservazione. In altre parole, la luce emessa da questi oggetti, che oggi verosimilmente non esistono neppure più, ha impiegato 13 miliardi di anni per arrivare agli occhi del telescopio, consentendoci di "vedere" com'era l'universo subito dopo il Big Bang.

L'aspetto curioso della cosa è che le nostra mente (almeno la mia) fatica non poco a capire numericamente questo grandissimo lasso di tempo. È facile dirlo a parole, allo stesso modo in cui è facile dire un mese, un anno o un secolo, perché la nostra mente (almeno la mia) è abituata a ragionare con questi parametri, ma riuscire a concepire e a "visualizzare" tredici miliardi di anni è un altro paio di maniche.

Peccato che scienziati come Margherita Hack o Stephen Hawking non ci siano più, sarebbe stato interessante sentire qualche loro commento.

martedì 16 ottobre 2018

Letture

Ho terminato ieri, devo dire con fatica, L'ultimo cavaliere, il primo libro dei sei che compongono la saga de La torre nera, primo e unico, che io sappia, lavoro di Stephen King di genere fantasy. Sì, diciamo che a tratti non è male, anzi è pure avvincente, ma nel complesso sono più i momenti in cui mi ha annoiato rispetto a quelli interessanti. Sto valutando se proseguire o no con gli altri.

Mentre valuto la prosecuzione della saga di cui sopra, ho ripreso in mano - l'avevo abbandonato agli inizi dell'estate, mi pare - Dal big bang ai buchi neri, breve storia del tempo, di un altro Stephen, molto diverso da King, e cioè Stephen Hawking, il grande scienziato britannico che ci ha lasciato agli inizi di quest'anno. Avevo abbandonato il libro in questione principalmente perché troppo difficile per me. Nella prefazione Hawking scrive di averlo concepito anche per chi sia a digiuno di fisica e astronomia, ma evidentemente io ne sono troppo a digiuno.

Devo dire, però, che le parti che riesco a comprendere sono veramente interessanti. Stamattina, ad esempio, ho letto il capitolo in cui Hawking racconta l'inizio dell'universo e, molto dopo, la nascita del nostro pianeta e, ancora più dopo, la nostra sciagurata comparsa, e pensavo, mentre leggevo, quanto siano stupide le nostre piccole beghe da cortile rapportate al niente (letteralmente) che siamo nell'universo.

Forse, chissà, se più persone si rendessero conto di questa cosa, l'umanità sarebbe un pelino migliore, con tutto ciò che ne consegue. Ma non so se ci metterei la mano sul fuoco.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...