Quello che a me più impressiona delle immagini dell'universo scattate dal James Webb Space Telescope non è tanto l'aspetto "tecnico" del progetto, tanto il fatto che gli oggetti più lontani e fiochi visibili nell'immagine si trovano a 13 miliardi di anni luce dal nostro punto di osservazione. In altre parole, la luce emessa da questi oggetti, che oggi verosimilmente non esistono neppure più, ha impiegato 13 miliardi di anni per arrivare agli occhi del telescopio, consentendoci di "vedere" com'era l'universo subito dopo il Big Bang.
L'aspetto curioso della cosa è che le nostra mente (almeno la mia) fatica non poco a capire numericamente questo grandissimo lasso di tempo. È facile dirlo a parole, allo stesso modo in cui è facile dire un mese, un anno o un secolo, perché la nostra mente (almeno la mia) è abituata a ragionare con questi parametri, ma riuscire a concepire e a "visualizzare" tredici miliardi di anni è un altro paio di maniche.
Peccato che scienziati come Margherita Hack o Stephen Hawking non ci siano più, sarebbe stato interessante sentire qualche loro commento.