Altro passaggio molto bello è quella pregevolissima successione armonica Re Maggiore/Fa#7/Si minore con cui si apre il ritornello, una combinazione armonica piuttosto diffusa sia nella musica leggera e rock ma anche in un certo progressive. Damiano e soci sono riusciti a congegnarla con una certa originalità, e il risultato è piuttosto spiazzante anche per orecchie "allenate" come le mie.
Non mi piace, invece, il modo in cui è stato modificato il timbro della batteria, sia dei singoli tamburi che dei piatti (parlo di charleston e crash, il ride è praticamente assente, anche se io l'avrei inserito per accompagnare l'assolo di chitarra. Vabbe', sono scelte). Non mi piace perché ricorda il suono delle "fredde" batterie elettroniche nel pop, prive di calore, di groove. Io sono un po' all'antica: la batteria va registrata senza sofisticarne il timbro, microfonando i singoli pezzi senza intermediazioni, magari inserendo giusto un po' riverbero, nient'altro. Peccato, a mio giudizio avrebbe dato una resa migliore dal punto di vista della godibilità del suono. Ma anche qui sono scelte.
Nel complesso, credo comunque che questi ragazzi abbiano scritto un altro gran bel pezzo.