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domenica 16 novembre 2025

Come è realmente


Tra gli aspetti interessanti di questo romanzo c'è il fatto che uno dei protagonisti, d'Artagnan, viene descritto come è realmente. Nell'immaginario collettivo si pensa - o almeno io pensavo - al valoroso moschettiere come a una persona dall'animo nobile, il classico cavaliere senza paura e senza macchia. Nella realtà, cioè nel racconto, Dumas ci mette invece davanti a un personaggio che ha sì i tratti dell'eroe altruista, ma è anche profondamente umano. Porta quindi con sé tutte le contraddizioni dell'essere umano. Ecco allora che d'Artagnan è all'occorrenza anche meschino, opportunista, manipolatore, una persona che non si fa troppi scrupoli a usare altre persone, a giocare coi loro sentimenti per perseguire i suoi scopi, per quanto nobili possano essere. Anche Dumas, quindi, spinge chi legge a riflettere sull'antico dilemma: il fine giustifica i mezzi?

Per il resto, il romanzo è una esaustiva carrellata di tutte le passioni e i sentimenti umani, dagli abissi alle vette, espressi da una fitta rete di personaggi caratterialmente ben definiti e delineati. Come dice sempre Umberto Galimberti, i sentimenti si imparano e il veicolo privilegiato per impararli è la letteratura; ecco perché, dice sempre l'utopista filosofo, bisognerebbe togliere i computer dalle scuole per riempirle di libri.

Interessante anche la valenza storica del romanzo. È vero che i personaggi principali, i leggendari d'Artagnan, Athos, Porthos, Aramis, sono figure di fantasia, ma le vicende del romanzo poggiano su solide basi storiche, frutto delle maniacali e appassionate ricerche dell'autore. Il cardinale di Richelieu, ad esempio, era davvero il potente consigliere di Luigi XIII di Borbone, sovrano di Francia dal 1610 al 1643; Anna d'Austria era davvero la moglie del sovrano, col quale ebbe un matrimonio complicato e freddo; la guerra di La Rochelle, di cui si parla nel libro, è stata una guerra realmente combattuta tra cattolici e protestanti francesi. Anche il corpo dei Moschettieri è realmente esistito e nel romanzo di Dumas è impersonato dalla compagnia di soldati a guardia del cardinale di Richelieu e di Luigi XIII. Una volta aggiunto che il concatenarsi di vicende e intrighi di cui è costellato il romanzo incolla il lettore alle pagine, il cerchio su questo poderoso romanzo, inspiegabilmente etichettato come letteratura per ragazzi, si chiude.

giovedì 6 novembre 2025

Dopo 160 pagine

Dopo aver letto le prime 160 pagine mi chiedo perché nell'immaginario collettivo I tre moschettieri è considerato letteratura per ragazzi. Anche nell'edizione che sto leggendo io (Giunti, 2003) nella parte bassa della copertina si legge la dicitura "Biblioteca per ragazzi". Boh, sarà per quella mania tipicamente umana di voler a tutti i costi etichettare le cose e anche le persone. Il problema - e questo vale per tutto, non solo per i libri - è che la suddetta etichetta una volta appiccicata non si toglie più. E poi, pensandoci, magari fosse letteratura per ragazzi; ve lo immaginate un quindicenne di oggi che mette via lo smartphone e legge un classico della letteratura? Manco a cercarlo col lanternino si trova.

Comunque sia, il romanzo è splendido: avvincente, intrigante, con personaggi perfettamente delineati e credibili. Torna alla mente il celeberrimo Il conte di Montecristo, sempre di Alexandre Dumas, e si inserisce a pieno titolo tra i grandi classici della letteratura ottocentesca. Forse anche lo stesso Dumas sorriderebbe sapendo che questa sua creatura letteraria viene oggi considerata un libro per ragazzi. Tra l'altro è vero che, in generale, si può considerare un'opera di fantasia, quindi maggiormente appetibile da un pubblico giovane, ma poggia comunque su basi storiche solidissime. Alexandre Dumas e il suo collaboratore, Auguste Maquet, passavano settimane negli archivi a leggere cronache, lettere e diari dell'epoca, poi Dumas prendeva i fatti veri e i personaggi reali e li riversava nel romanzo.

Il cardinale Richelieu, ad esempio, era davvero il potente consigliere di Luigi XIII di Borbone, sovrano di Francia dal 1610 al 1643; Anna d'Austria era davvero la moglie del sovrano, col quale ebbe un matrimonio complicato e freddo; la guerra di La Rochelle, di cui si parla nel libro, è stata una guerra realmente combattuta tra cattolici e protestanti francesi. Poi vabbe', D'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis sono personaggi di fantasia, mentre il corpo dei Moschettieri è realmente esistito e nel romanzo di Dumas è impersonato dalla compagnia di soldati a guardia del cardinale Richelieu e di Luigi XIII. 

Ah, nel romanzo D'Artagnan è un personaggio che viene dalla Guascogna ed per questo spesso soprannominato "cadetto di Guascogna", denominazione che forse a qualcuno ricorda qualcosa. A me fa sempre venire in mente questa splendida canzone.


sabato 1 novembre 2025

Michela e Dumas

Per una singolare concomitanza di circostanze, io e Michela oggi eravamo entrambi a casa da soli, quindi abbiamo deciso di unire le nostre solitudini e abbiamo pranzato insieme. Padre e figlia alla stessa tavola a chiacchierare del più e del meno in compagnia di un piatto di fusilli col tonno: evento più unico che raro ma che ha fatto a entrambi molto piacere. La giornata, oggi, almeno in queste lande romagnole, più che novembrina sembrava settembrina, quindi per coprire i tre chilometri e mezzo che separano le nostre abitazioni ho lasciato la macchina al suo posto e ho utilizzato le gambe, camminando sulla bellissima pista ciclo-pedonale che costeggia il Marecchia e che da sempre è la mia compagna preferita di camminate.


Ho letto da qualche parte che camminare, specie se lo si fa in spazi verdi e aperti, non reca vantaggi solo fisici, che più o meno sono noti a tutti, ma anche psicologici. Si abbassa ad esempio il famoso/famigerato cortisolo, l'ormone dello stress, mentre l'organismo aumenta la produzione di endorfine e serotonina, sostanze che procurano benessere. Inoltre, camminare riduce l'ansia e aumenta il buon umore. In realtà non era mia intenzione scrivere un post sui benefici delle camminate, ma i post, una volta iniziati, poi vanno per conto loro, chi scrive non è che può fare granché. 

Adesso sono a casa e, dopo due ore e mezza di camminata a buon passo con conseguente buon umore alle stelle, sono spaparanzato in poltrona con un nuovo libro che mi accingo a cominciare.


Questo romanzo, probabilmente uno dei più celebri della letteratura di tutti i tempi, si inserisce nel novero delle mie personali lacune da colmare nell'ambito dei classici. L'edizione che vedete qui sopra l'avevo comprata qualche anno fa su una bancarella dell'usato dalle parti di Ferrara, se non ricordo male, poi l'avevo accantonata nell'angolo della libreria in cui tengo i libri in attesa. Ogni volta che ci passavo davanti guardavo la costa del libro e pensavo: Ok, è il momento. Poi però lo lasciavo lì e leggevo altro. Credo che fossi intimorito dalla mole (questa edizione ha oltre 550 pagine) e dalle decine di personaggi elencati nell'apposita pagina. Però pensavo anche che l'Alexandre Dumas (padre, non figlio) che ha scritto I tre moschettieri è lo stesso Alexandre Dumas che ha scritto Il conte di Montecristo, romanzo che lessi qualche anno fa (ne avevo scritto qui) e che divorai. Quindi, perché no? Metto perciò da parte le titubanze e, col favore delle endorfine ancora in circolo, mi accingo a cominciarlo :-)

martedì 10 marzo 2020

Il conte di Montecristo


Ho iniziato stamattina Il conte di Montecristo, di Alexandre Dumas padre, uno dei tanti classici che da ragazzo mi sono perso e che col tempo spero di recuperare.

Si tratta di un'edizione pubblicata nel 1984 dalla Arnoldo Mondadori Editore e tradotta da Emilio Franceschini. I due volumi in cui sono suddivise le oltre 1500 pagine di questo poderoso romanzo, li ho acquistati per pochi euro, più o meno un annetto fa, in una bancarella di libri usati a Santarcangelo.

Dopo le prime cento pagine, finite di leggere poco fa, posso già anticipare che si tratta di uno di quei capolavori da cui è difficilissimo staccarsi. Ma immagino che chi l'abbia letto lo saprà già.

Due Kit Carson

Cose che si scoprono leggendo certi romanzi: esistono due Kit Carson; uno è il leggendario "pard" di Tex Willer, l'altro è un ...