sabato 7 marzo 2026

Ancora la famiglia nel bosco

La presidente del consiglio che mentre il mondo crolla non trova di meglio da fare che vergare post indignati sulla famiglia nel bosco non deve né stupire né irritare. Chi si stupisce o si irrita non ha ancora capito niente di lei e del suo modo di intendere la politica e la comunicazione politica. Lo scopo del suo agire da quando, ormai quasi quattro anni fa, è andata al governo di questo disgraziato Paese è solo uno: il consenso. Nient'altro. E per inseguirlo e cercare di mantenerlo ogni mezzo è lecito, compreso quello, ormai abusato, di cercare di raccattarne qualche briciola sull'onda emotiva generata da questa o quella vicenda balzata alle cronache.

Ma questa non è la normalità in un Paese che aspiri a definirsi democratico e civile. L'attacco sistematico di un governo nei confronti di un altro ordine dello Stato, o di singoli esponenti di questo ordine, specie in presenza di sentenze non gradite, è un'anomalia. Gigantesca. Un'anomalia che purtroppo non siamo più in grado di vedere e riconoscere come tale perché ormai sdoganata e resa normale a partire dai tempi tragici del berlusconismo. È un corto circuito che molti non sono più in grado di riconoscere come tale.

Chi è a capo di un governo non attacca chicchessia strumentalmente, aggrappandosi a singole sentenze per screditare un'altra istituzione e perorare la propria causa. Chi è a capo di un esecutivo parla dell'attualità, di cosa succede nel mondo, di cosa ha intenzione di fare e come muoversi il governo di cui è a capo rispetto a tutto ciò che si muove intorno. Dopo quasi quattro anni di governo, un presidente del consiglio che sia tale prova magari a tracciare un bilancio di quanto fatto finora rispetto a ciò che aveva promesso in campagna elettorale: pressione fiscale, sbarchi, accise sui carburanti, lavoro, sanità, progresso (inteso in senso pasoliniano: stare meglio di una popolazione). Ma forse è questo il motivo per cui è meglio deviare sulla famiglia nel bosco.

16 commenti:

  1. Beh che stia cercando di raccattare qualche briciola di consenso e fuor di dubbio, però bisogna darle atto che finalmente ha detto qualcosa di giusto.
    Cmq non è sola che cerca di rifarsi la faccia. Pandemia e post pandemia insegnano per chi vuol imparare. Ciao

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    1. Quale sarebbe il "qualcosa di giusto"?

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    2. I figli "non sono dello Stato" - ha scritto sui social la premier - ma "delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti".
      Io aggiungo che se i genitori non sono in grado di essere tali, ovviamente deve intervenire lo stato ma a me non sembra il loro caso anzi...

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    3. Che i figli non siano dello Stato è una banalità e, a livello semantico, non significa niente. Infatti non c'è scritto da nessuna parte che lo sono (è una delle tante insulsaggini che dice la premier).
      Quando i genitori non sono in grado di occuparsi dei figli, questi vengono affidati ad altri. Tutto qua. Ma il fatto che vengano affidati ad altri (nel loro interesse) non significa che "sono dello stato", significa solo che altri organismi (servizi sociali, tribunali ecc.) si occupano di loro.

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    4. ...e quando si tratta di figli di "zingari" se non ricordo male Salvini non ha nulla in contrario che vengano tolti alle famiglie.

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    5. Perché io cosa ho scritto nell'ultimo paragrafo?
      Ultimamente sei un po' nervosetto. Ciao, buon fine settimana

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    6. Vabbe', Salvini e Meloni sul piano della coerenza e delle mistificazioni pari sono.

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  2. Proprio così. Con il possibile corollario che la gente finisca per pensare che in qualche modo la cattiveria nei confronti della famiglia nel bosco c'entri con la non separazione delle carriere dei magistrati, diciamo per una specie di proprietà transitiva instillata dal martellamento governativo... Naturalmente spero di sbagliarmi.

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    1. Il mio "proprio così" si riferisce al post.

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    2. Ormai ogni caso di cronaca e ogni sentenza non gradita al governo vengono utilizzati, indegnamente, per la propaganda al Sì. Siamo arrivati a livelli di mistificazione che hanno ben pochi precedenti nella storia repubblicana.

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  3. Per finire concordo con Il Post, che in un articolo contrassegnato dalla consueta chiarezza dice tra l'altro che "Oramai comunque è diventato complesso scindere il merito della questione e discutere della legittimità delle varie decisioni in un contesto in cui la vicenda ha assunto anche un valore politico."
    https://www.ilpost.it/2026/03/07/famiglia-nel-bosco-ordinanza-madre-separata-dai-figli/?homepagePosition=5

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    1. Concordo anch'io. Ottimo articolo, come sempre quando si parla del Post. Riporto qui un interessante post di Alessandro Gilioli:

      Nulla più della vicenda "famiglia nel bosco" è congeniale alla campagna referendaria per il Sì. Tant'è che la premier non dice una parola sull'attacco Usa-Israele in Iran ma si spende rapidissimamente sui tre bambini e la loro mamma.

      Il meccanismo è semplice: giudici cattivi, quindi votate Sì.

      Nulla più della "famiglia del bosco" quindi si presta a un uso di bottega, sebbene nulla più della "famiglia nel bosco" avrebbe bisogno di sensibilità, rispetto, circospezione, cautela, timore di dire e di fare la cosa sbagliata al momento sbagliato peggiorando le prospettive di tre bambini che oggi spero ignari della loro mediatizzazione, ma che tra pochi anni scopriranno sul web tutto l'immondo circo creato attorno alla loro sofferenza.

      Personalmente ho infiniti dubbi che sia stata una buona idea portare via i tre bambini dalla loro casa. Personalmente ho infiniti dubbi sul contenuto della riforma Nordio e sui suoi effetti. Eppure mi viene naturale sperare - qui, senza dubbio alcuno - che questa terribile vicenda umana si rivolti contro i potenti privi di scrupoli che usano quei bambini per trarne un meschinissimo profitto personale o di partito.

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    2. Ammetto che mi ringalluzzisce aver ipotizzato in qualche modo che "Il meccanismo è semplice: giudici cattivi, quindi votate Sì", proprio come Gilioli ;-))

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    3. Lo sciacallaggio continua: ho letto adesso che Salvini andrà a fare passerella a casa loro. Sciacallo fino alla fine.

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    4. E te pareva che potesse perdere l'occasione... Oltre che sciacalli sono proprio delle m....!

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  4. La faccenda è talmente complessa che andrebbe lasciata ai professionisti del settore, che la stanno portando avanti a suon di pagine e pagine di verbali e relazioni.
    Che i nostri ministri, che non so cos'abbiano letto, se qualche titolo o appena qualcosina di più, affrontino la questione con post sui social è qualcosa di veramente sconfortante.

    La scuola berlusconiana continua a venire fuori ancora oggi.

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