Mi dispiace leggere della chiusura della casa editrice Hoepli a Milano. Ma è solo l'ultima arrivata. Da anni assistiamo a una lenta e silenziosa scomparsa: chiudono librerie, chiudono edicole, spariscono riviste storiche e anche i negozi di dischi, che erano piccoli templi della musica, stanno diventando sempre più rari (qua a Rimini è ancora aperta la ferita della chiusura della storica Dimar).
Non è solo un cambiamento del mercato. È come se si stesse spegnendo poco alla volta un certo modo di vivere la cultura: sfogliare una rivista in edicola, entrare in libreria senza sapere cosa cercare, scoprire un disco parlando con il negoziante.
Forse non ce ne rendiamo conto fino in fondo, ma quando questi luoghi spariscono perdiamo qualcosa di più di un negozio: perdiamo spazi di incontro, di scoperta, di pensiero. E una società che perde i suoi luoghi di cultura diventa più povera. In ogni senso.
Andrea, gira per i mercatini come faccio io, trovi, lo so dispiace anche tanto a me, che chiudano librerie, edicole ecc....ma questa è il "futuro" personalmente a me non piace.
RispondiEliminaVoglio libri di carta, dischi in vinile, whs o al massimo DVD o CD. Stamani al mercato sotto casa mia un ragazzo che conosco che vende libri ecc stava buttando via quelli che non avevano mercato...beh recuperati diversi e diversi autografati. Misera me e la mia ossessione di accomulatrice😃 ciao
Come hai ragione! A Torino rischiò di chiudere la Comunardi, una libreria anche lei storica di Torino. Al suo posto aprì un supermercato. Per fortuna riuscirono a trasferirsi in una via adiacente.
RispondiEliminaRicordo in gioventù, andavamo in questa libreria oppure in un grande negozio di dischi sito in piazza Castello, ormai chiuso anch'esso.
Cultura che è andata e sarà difficile ritrovare. Buon pomeriggio