sabato 21 maggio 2022

Tra capire (o almeno provarci) e giustificare

A ormai tre mesi dall'inizio della guerra, quella che mi sembra la cosa generalmente più complicata da comprendere è che cercare di capire non significa giustificare. Sono due cose differenti. L'invasione dell'Ucraina da parte di Putin è il secondo tempo, o la "zona Cesarini", se mi passate la metafora calcistica, di una "partita" che ha alle spalle un lungo pregresso di eventi.
Studiare questi eventi e provare a capirli non significa giustificare l'invasione, che rimane sempre una roba orribile. Significa contestualizzare, ampliare la conoscenza, approfondire, non giustificare.
Eppure a me non sembra così difficile.

1 commento:

  1. Delle "puntate precedenti" si è sempre parlato meno a livello mediatico, perché "c'erano cose più importanti per l'italiano medio", secondo una scaletta di priorità stabilita da qualcuno.
    A me la Russia preoccupa come potenza internazionale sin dai tempi del corvo bianco alcolizzato, ma se lo scrivo in certe sedi c'è chi mi risponde che non si insultano i morti; questo è il livello.

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