Ubertoso, calefattivo, tropo, paronomasia, cervogia, sabordo, nepente, marcidaglia, logogrifo, vermocane, solo per citare i vocaboli di cui non so il significato incontrati nelle ultime venti pagine. Poi, certo, spesso un significato si intuisce dal periodo in cui è inserita la parola, ma, a meno che non si abbia una laurea in lettere, quando si legge un qualsiasi romanzo o saggio di Umberto Eco è buona norma tenere sempre sottomano un dizionario.
Intuii questa cosa quando lessi per la prima volta Il nome della rosa, l'intuizione si corroborò con La misteriosa fiamma della regina Loana e Pape Satàn Aleppe, ed è diventata certezza in questi giorni leggendo L'isola del giorno prima.
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