Ogni tanto capita di leggere qualche buona notizia, cosa che non fa mai male, visto l'andazzo. Una di queste è che Paola Taverna non parlerà più di vaccini. La signora Taverna è colei che affermava che da piccoli ci si immunizzava andando a trovare i cugini malati, quindi capite bene che se ha deciso di non parlare più dell'argomento c'è solo da guadagnarci. Rimane abbastanza inspiegabile, almeno per me, il suo avallo ai vaccini, tanto da aver fatto immunizzare senza problemi il pargoletto, ma la sua contrarietà all'obbligo.
Signora mia, se tu hai fatto i vaccini a tuo figlio, azione sacrosanta, vuol dire che pensi che siano importanti, che abbiano una funzione sociale di prevenzione di pericolose malattie, alcune delle quali hanno pericolosamente ricominciato a fare capolino, non credo tu l'abbia fatto per altri motivi, e se quindi ritieni che sono importanti non avrai difficoltà a capire che l'obbligo si è reso necessario perché molti, troppi, seguendo i vari Red Ronnie, Eleonora Brigliadori e ignoranti vari assortiti, avevano smesso di vaccinare i propri figli.
Non è difficile, su.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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