Quindi, ricapitolando, si prende un immigrato indiano, lo si sbatte in prima pagina per giorni e lo si trasforma in un mostro rapitore di bambine. Libero e Giornale strillano, Salvini si indigna e lo vuole rimandare a casa a calci in culo, il magistrato che non convalida il fermo viene linciato mediaticamente sul giornalame di destra e sui social peggio del giudice Mesiano coi suoi calzini color turchese.
Poi l'inchiesta va avanti, nuove testimonianze di persone che erano su quella spiaggia avvalorano l'ipotesi che l'indiano non avesse effettivamente mai voluto rapire nessuno, come ha ripetutamente dichiarato in sette ore di interrogatorio, infine arriva pure la parziale ritrattazione dei genitori, ritrattazione che scagiona l'uomo da quell'accusa infamante. Ma non ne parlerà più nessuno, giusto qualche trafiletto nelle cronache locali della zona.
Perché coi "mostri" è così che si fa.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 28 agosto 2016
Sbatti l'indiano in prima pagina
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c'è sempre tempo però per i rom ladri di bambini, per i migranti che stanno in hotel e per altre minchiate simili.
RispondiEliminatranquillo la madre degli imbecilli è sempre ben prolifica...
e i nostri giornalisti sono sempre dei grandissimi buffoni!