Andando a memoria, mi pare di essermi imbarcato solo due volte su una nave simile a quella che ha avuto l'incidente oggi partendo dalle coste greche. L'ultima volta una quindicina d'anni fa, quando andai con Chiara e le mie figlie (ancora nel passeggino) a fare una gita all'isola d'Elba. Roba di poco, se non ricordo male, dal momento che la traversata partendo da Livorno durò un'oretta o poco più.
La prima occasione, invece, fu quando, assieme a mio fratello e ai miei genitori, andammo una settimana in Sardegna. Credo facessi la prima o la seconda media, non ricordo bene. Però ricordo bene la nave, un gigantesco traghetto della Tirrenia che inghiottì nella sua pancia la nostra macchina come se niente fosse, in compagnia di una moltitudine di altre macchine e camion. Partimmo dal porto di Civitavecchia verso le nove di sera e, se non ricordo male, sbarcammo in quello di Olbia alle prime luci della mattina successiva.
Ricordo in particolare due cose di quella terribile traversata: l'umidità pazzesca e le zanzare, grazie alle quali facemmo la notte in bianco. L'arrivo a Olbia e il conseguente sbarco, furono una specie di liberazione. Dopo questi due episodi, non ho più preso una nave in vita mia.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 28 dicembre 2014
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