La vicenda Esposito si arricchisce di un nuovo, entusiasmante capitolo. Arrivano infatti nientemeno che le dichiarazioni esplosive del berlusconiano Nitto Palma, già ministro della giustizia (sic!) e attualmente presidente della commissione Giustizia (doppio sic!). Secondo l'illustre politico-giurista, la sentenza della Cassazione su B. "doveva essere annullata", e questo "sulla base delle dichiarazioni stesse di Esposito".
Dice l'illustre giureconsulto: "Perché quando lui [Esposito, ndr] dice che il non poteva non sapere non era un principio giuridico e che la Cassazione non si sarebbe mai uniformata a questo, sostanzialmente afferma che è sbagliato il fondamento delle sentenze di primo e secondo grado che si basano per l'appunto sul quel principio".
Bello, peccato che non sia vero niente. Se si vanno a leggere le motivazioni della prima sentenza e di quella d'appello, infatti, si scopre che B. è stato condannato "perché sapeva", non perché "non poteva non poteva non sapere".
I casi, quindi, sono due: o Nitto Palma non ha letto le due precedenti sentenze, oppure le ha lette e non ci ha capito niente (oppure, ancora, è in malafede).
Comunque sia, vamos, continuate pure a farci ridere.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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