martedì 20 luglio 2010

Se l'ultima spiaggia è la Madonna...


Qui non si sta parlando di qualche zona depressa o improduttiva del sud. Qui stiamo parlando del profondo nordest, quello che fino a pochi anni fa era considerato il nuovo "miracolo italiano".

Ma non si tratta solo di licenziati, cassintegrati o dipendenti con contratto a termine. A chiedere l’intervento della Madonna sono anche imprenditori, spesso titolari di medie e piccole aziende, stritolati dalla crisi e sul punto di chiudere, ma disperati all’idea di dover lasciare sulla strada i loro collaboratori e le rispettive famiglie.

Ora, intendiamoci, non intendo ironizzare sugli imprenditori in difficoltà o i lavoratori in cassa integrazione, non mi permetterai mai.

Mi viene solo un po' di incavolatura pensando a tutte le balle sulla ripresa che continuano a propinarci e al fatto che queste abbiano costretto qualcuno ad affidarsi a chi non può certo aiutarli.

Le intercettazioni e le lacrime di coccodrillo

Non so se sia a causa dei fischi e delle proteste dei tifosi del Milan al coro di "Zero acquisti, zero abbonamenti". Fatto sta che a Berlusconi l'ultimo emendamento presentato dal governo, che secondo molti ammorbidirebbe la questione della pubblicabilità degli atti giudiziari, proprio non va giù.

In pratica, secondo questa modifica, figlia probabilmente della componente finiana del governo, quella più ostile a tutto il progetto di legge, salterebbe il divieto di pubblicazione degli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare, previa una decisione collegiale tra il gip e le parti. Voi sapete che uno dei punti più controversi, quello che è stato soprannominato appunto "bavaglio" e che ha portato a clamorose proteste da parte di giornalisti e società civile, era appunto il divieto in prima stesura di pubblicare notizie rilevanti e di interesse pubblico prima dell'udienza preliminare di un processo, cioè anche due o tre anni dopo il verificarsi dei fatti. Ecco, il nuovo emendamento, di cui tutti parlano in queste ore, dovrebbe bypassare tutto questo e consentire comunque la pubblicazione di atti "rilevanti". Il tutto, comunque, è ancora piuttosto fumoso e incerto.

Il problema è che non vedo il motivo per cui tutti festeggino. Riferendosi sempre al famoso esempio della montagna di letame e del cucchiaino, infatti, questa modifica dai contorni non ancora ben definiti, qualora venisse approvata non sarebbe altro che un ulteriore cucchiaino levato dal mucchio. Quello che molti dimenticano, infatti, o fanno finta di dimenticare, è che tutto l'impianto di legge si regge su due punti fondamentali: bavaglio alla stampa e grosse limitazione alla possibilità di intercettare. Non è che ammorbidendo uno dei due il tutto migliori. L'unica soluzione, come molti hanno già auspicato, sarebbe prendere il testo come sta e buttarlo una buona volta nel cesso.

Scusate, che senso ha consentire una più ampia possibilità di pubblicare eventuali atti o intercettazioni quando, a monte, rimane invariata la parte di legge che ne limita fortemente l'utilizzo? Se non si può più intercettare cosa si pubblica poi? (i gravi indizi di reato, le 78 ore di proroga e l'obbligo che ogni rinnovo del decreto di intercettazione sia validato da tre giudici in composizione collegiale invece che uno sono ancora in vigore).

Insomma, i giornali comincino a fasteggiare quando avranno la notizia che il governo ha rinunciato completamente a questa porcata, non ogni volta che tolgono un po' di letame dal mucchio come fumo negli occhi.

Zio Paperone e il digitale extraterrestre


Che effetto fa sapere che su Topolino è uscito una racconto in cui si parla di decoder, megastore di elettrodomestici, televisione e digitale terreste?

A me fa un effetto un po' strano.

(via nonleggerlo)

lunedì 19 luglio 2010

Nel giorno della commemorazione

E' perfettamente normale che nel giorno della 18esima commemorazione della strage di via D'Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti della scorta, il presidente del Consiglio si rechi in una università privata a parlare di belle ragazze e a fare battute grevi sulla Bindi.

Anzi, non solo è normale: è giusto. Se fosse successo il contrario mi sarei incazzato io, e probabilmente con me mezza Italia.

Eravamo 4 amici sfigati al bar


Ricordate i 4 sfigati pensionati con cui il premier alcuni giorni fa tentò di liquidare la vicenda della nuova P2?

Beh, ai 4 sfigati pare che se ne stiano per aggiungere parecchi altri, tanto che Napolitano, che è anche presidente del CSM, che in questa vicenda non ci sta facendo un gran figura, si è preoccupato che nessuno interferisca nelle indagini attorno ai "4 sfigati pensionati".

Dubbi che svaniscono


Mi era venuto un dubbio su quale fosse il significato esatto del termine "statista", e così mi sono documentato. Ecco cosa riporta il Treccani:


statista s. m. e f. [der. di stato2] (pl. m. -i). – Uomo, donna di stato; persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno stato.

Ok, adesso i dubbi sono spariti.

"Noi Puffi leghisti siam così..."

Che ne dite di iniziare il lunedì ridendo? (anche se sotto sotto c'è ben poco da ridere).



(via Daniele Sensi)

domenica 18 luglio 2010

I veri motivi per cui Napolitano dovrebbe indignarsi

Napolitano ha espresso la sua indignazione per i fatti di vandalismo - il danneggiamento delle statue che ricordavano Falcone e Borsellino - accaduti ieri a Palermo. Indignazione sacrosanta, per carità.

Attendiamo adesso con ansia che il capo dello Stato esprima la medesima indignazione anche per Marcello Dell'Utri, attualmente senatore del Pdl, recentemente condannato in appello a 7 anni per associazione mafiosa. Attendiamo eguale indignazione per Nicola Cosentino, ex sottosegretario Pdl all'economia, sul quale pende una richiesta d'arresto per concorso esterno in associazione camorristica da parte della procura di Napoli.

E infine, anche se ormai la sua vicenda è di qualche tempo fa, un piccolo moto d'indignazione non guasterebbe per l'ex senatore Pdl Di Girolamo, dopo che sono stati provati dalle intercettazioni i suoi rapporti con la 'ndrangheta. Se Napolitano cerca motivi per indignarsi non c'è bisogno che si aggrappi a misteriosi atti vandalici, è sufficiente che dia un'occhiata a chi c'è in Parlamento a rappresentarci.

Lo so - direte voi -, si ripetono sempre le stesse cose; ma il rischio di assuefazione e di abitudine è grande. E io non mi voglio abituare all'idea di essere rappresentato da questa gente qua.

Lontano

"Lontano, via nel tempo pensieri a metà
sul soffitto macchie d'umidità
nelle tasche le briciole della realtà..."


Buona domenica.

sabato 17 luglio 2010

Se anche il controllore è comunista...


L'unica differenza tra Berlusconi e questo consigliere leghista è che il primo, in genere, quando si rivolge ai giudici o ai giornali lo afferma convinto. Il secondo, rivolgendosi al controllore che lo ha pizzicato senza aver timbrato il biglietto, glielo ha invece chiesto ("Lei è comunista?").

A parte questo, comunque, lo squallore è il medesimo.

(via metilparaben)

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...